Libri di A. Picco
Non accettarmi come sono
Reuven Feuerstein, Yaacov Rand, John E. Rynders
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2011
pagine: 326
Spesso i bambini affetti dalla sindrome di Down o con disagi mentali sono considerati senza speranza: l'idea che l'intelligenza sia un parametro immodificabile li rende oggetto di accettazione paternalistica e li priva dello stimolo al miglioramento. Le testimonianze dei giovani pazienti del dottor Feuerstein dimostrano quanto questo approccio sia sbagliato. Psicologo ed educatore di fama mondiale - ha aiutato più di 75.000 bambini, fondando decine di centri nel mondo e collaborando con i migliori specialisti, anche italiani -, da decenni propone un approccio che ha stravolto i vecchi canoni e aiutato quanti reclamavano il diritto a cambiare. In questo libro, scritto con i colleghi Yaacov Rand e John E. Rynders, ci racconta la sua esperienza. Oltre a illustrare il proprio programma di modificazione attiva delle capacità intellettive, presenta le storie vivide e toccanti di chi ha sperimentato in prima persona progressi impossibili con le terapie tradizionali. Un testo di riferimento, che ha infranto molti luoghi comuni sul disagio mentale insegnandoci come l'accettazione dei limiti debba lasciare il posto alla fiducia nelle possibilità di cambiamento.
Come fu dichiarata la guerra del 1914
Raymond Poincaré
Libro: Copertina morbida
editore: A&P (Milano)
anno edizione: 2015
Raymond Poincaré (1860-1934) è una delle figure più rappresentative della III Repubblica francese. Ministro in diversi dicasteri, presidente del Consiglio per cinque volte e presidente della Repubblica dal 1913 al 1920, Poincaré ebbe un ruolo centrale nella Prima Guerra Mondiale, nel corso della quale, nel pieno rispetto delle prerogative della carica che ricopriva, guidò la Francia realizzando quell'Union Sacrée che fece da collante del paese durante quei difficili anni, che videro alla guida del governo René Viviani, Aristide Briand e Georges Clemenceau. Abile politico, fu uomo capace di superare le proprie antipatie e rivalità politiche in funzione del bene comune, come quando chiamò alla presidenza del Consiglio il radicale socialista Clemenceau, soprannominato il "Tigre", che non stimava particolarmente, ma del quale apprezzava la fermezza e la capacità di decisione.

