Libri di B. Karimi
Le mille case del sogno e del terrore
Atiq Rahimi
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2003
pagine: 144
Il mondo labirintico di Kabul sotto la dittatura filosovietica, un ragazzo ricercato dalla polizia, una donna coraggiosa che lo aiuta a nascondersi. La storia di una tragica iniziazione alla vita, raccontata con il ritmo ipnotico di un libro di preghiere. Dopo "Terra e cenere", che raccontava l'Afghanistan dei contadini e dei minatori schiacciati dal dominio russo, Atiq Rahimi ritorna con un romanzo insieme intimo e politico. In diretta dal cuore di una famiglia distrutta dal terrore. Atiq Rahimi è nato a Kabul nel 1962. Nel 2002 è uscito il suo primo romanzo "Terra e cenere".
L'immagine del ritorno
Atiq Rahimi
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2004
pagine: 115
Una fiaba-reportage, un sogno ricostruito con la macchina fotografica. L'autore torna a Kabul, riemersa alla vita civile dopo l'era dei Talebani. Ritrova una vecchia macchina fotografica appartenuta a suo nonno e decide di fotografare i luoghi della sua memoria con quell'oggetto anacronistico e un po' magico. Ne viene fuori qualcosa di davvero strano: da un lato è il reportage di un viaggio di oggi attraverso immagini che sembrano dell'altroieri. Dall'altro, Rahimi segue il filo del sogno in cui la madre gli diceva di cercare un albero vicino al cimitero: lo ritrova, incontra persone che fanno discorsi incomprensibili, gli svelano un itinerario di saggezza. Così il reportage sulla Kabul di oggi si intreccia con una favola sapienziale.
Terra e cenere
Atiq Rahimi
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2002
pagine: 86
Una mattina, una come tutte le altre del conflitto sovietico in Afghanistan, "i tank si sono presi la voce della gente e sono ripartiti". Hanno distrutto un villaggio, hanno ucciso tutti. Sono rimasti solo Yassin, un bimbo che crede che il mondo sia di colpo ammutolito (e invece è lui a essere diventato sordo) e suo nonno, messaggero che si maledice per il messaggio che porta. Si mettono in cammino per raggiungere il padre dell'uno e figlio dell'altro, al lavoro in una miniera. Un ponte, un fiume di sassi in un mondo di pietra, una strada che si perde all'orizzonte. Il vecchio, mentre va tenendo per mano il nipote, parla, pensa. A se stesso, al nulla in un inferno di ricordi e rimorsi, di congetture e idee.