Libri di E. Sola
Il libretto della vita dopo la morte
Gustav T. Fechner
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2014
pagine: 120
Tre volte vive l'uomo sulla terra, scrive Fechner, e se il passaggio dal primo al secondo livello è quel che conosciamo come vita, il passaggio dal secondo al terzo (e ultimo) è ciò che chiamiamo morte. "Il libretto della vita dopo la morte" cerca temerariamente di esplorare quel secondo, terribile passaggio. Considerato il precursore della moderna psicologia sperimentale, Fechner ha fatto della relazione tra spirito e materia un concetto verificabile nella misurazione - basti pensare alla Legge di Weber-Fechner, che descrive la relazione tra uno stimolo e la percezione che l'uomo ha della sua intensità -, ma in queste pagine ne fa lo spazio dell'esperienza umana più autentica. Lungo il cammino della morte, la comunità dei trapassati collega infatti le proprie radici, che sono quaggiù, alle ramificazioni e infiorescenze che si protendono verso la cima - dunque al divino. Per Fechner l'aldilà è quindi a noi tangente attraverso gli spiriti dei defunti, spiriti ubiqui, liberi dell'abito corporeo, ma non al punto da non poter essere ricordati: di quella corporeità, il ricordo è anzi l'ultima traccia. Mai scomparse dal mondo, le loro anime sono qui e ora: non solo attorno a noi, ma dentro di noi. Fechner ci insegna a metterci in ascolto, a coglierle, vederle, soprattutto a riafferrarle, e il suo poetico, perturbante "Libretto" lascia rapiti e attoniti: offre parole di consolazione e immagini luminose anche del buio estremo, poiché nulla dell'uomo andrà perduto.
Il libretto della vita dopo la morte
Gustav T. Fechner
Libro: Copertina morbida
editore: Lampi di Stampa
anno edizione: 2004
pagine: 64
"Il libretto della vita dopo la morte" (Das Büchlein vom Leben nach dem Tode), apparso nel 1836, è l'unica opera non umoristica di Fechner pubblicata con lo pseudonimo di dottor Mises e l'unica che abbia avuto due riedizioni successive (1866 e 1887). Il testo sviluppa la tesi dell'indistruttibilità della coscienza, tesi che successivamente Fechner riprenderà e inquadrerà nello Zend-Avesta (1851), ovvero 'Pensieri sulle cose del cielo e dell'aldilà', come spiegava il sottotitolo.

