Libri di P. Possamai (cur.)
A colpi di penna. Il Nordest secondo Fabio Barbieri
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2008
pagine: 159
Una raccolta degli articoli e degli editoriali più brillanti tra i tanti firmati da Fabio Barbieri (1947-2005). A tre anni dalla scomparsa del giornalista, il libro, sulla scorta di una selezione di suoi testi, propone una sorta di viaggio nel Nordest. A dispetto del tempo trascorso, protagonisti e vicende cruciali del decennio 1995-2005 emergono con straordinaria intensità nel racconto di Barbieri: i furbetti all'assalto di Antonveneta, gli eterni scontri interni al centrosinistra nordestino e nazionale, il duello elettorale Cacciari/Galan, le strategie dei Benetton, il tramonto di Venezia letto con gli occhi di Arrigo Cipriani. Pagine legate a filo doppio con i giorni nostri, secondo la penna di un grande giornalista che - dopo essere stato per "Repubblica" capo della redazione di Milano, corrispondente dalla Germania e inviato in Medioriente - ha diretto i quotidiani del gruppo Espresso "Alto Adige", "il Trentino", "il mattino di Padova", "la tribuna di Treviso", "la Nuova di Venezia e Mestre", "il Corriere delle Alpi".
L'inguaribile riformista. Giorgio Lago e la parabola del Nordest. Grandi pagine di giornalismo dal 1996 al 2005
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2007
pagine: 208
Dalle pagine che compongono l'itinerario degli ultimi dieci anni di Giorgio Lago emerge la vicenda di un intellettuale costantemente in prima linea nelle battaglie per la riforma di questa gattopardesca Italia. Dal '96 Lago ha interpretato il Nordest per "Repubblica" e per i quotidiani del gruppo Espresso in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Di questa ultima formidabile stagione, Lago narra da maestro protagonisti e vicende cruciali. Analisi e ritratti che resistono al tempo. Lo stile affilato e effervescente della scrittura fa il paio con l'attitudine con cui Lago ha giocato il suo ruolo di coscienza critica a testa alta e mai doma, nonostante le battute d'arresto e le tante speranze tradite nel processo di modernizzazione del Paese. Il libro diventa così il diario di un riformista che descriveva se stesso come "liberal da sempre e federalista per sempre".