Libri di A. Aymonino
Architettura zero cubatura
Libro
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2008
pagine: 200
Scrive Aldo Aymonino nella sua introduzione: "Pur essendo delle architetture in cui la quantità non rappresenta il dato cruciale, sono al contempo progetti dotati di grande misura, dei progetti chirurgici in cui la dislocazione degli elementi principali risulta spesso di accattivante chiarezza". L'architettura a zero cubatura rimanda a tutte quelle forme che si interpongono tra gli edifici: è l'architettura dei vuoti, l'architettura dello spazio pubblico. Dietro il suo aspetto ludico e l'apparente cordialità essa cela quindi una duplice insidia: la necessità di progettare il vuoto e, insieme, prefigurare il pubblico. Molteplici e complessi sono i riferimenti quando si parla di "vuoto" e di "pubblico". Questo tipo di architettura occupa oggi sempre più un ruolo di mediazione tra il design e l'allestimento, facendo convivere e ibridando due interpretazioni del tempo diametralmente opposte: da un lato l'astratta, levigata a-scalarità del design, che tende a proiettarsi fuori dalla dimensione temporale; dall'altro, un allestimento irriducibilmente segnato dal mutamento. I lavori pubblicati nel volume sono una selezione delle tesi prodotte nel Laboratorio di Tesi di Laurea dello Iuav, sotto la direzione di Aymonino.
Spazi pubblici contemporanei. Architettura a volume zero
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2006
pagine: 396
"Architettura a volume zero" esprime una nuova condizione acquisita nell'affrontare e disegnare lo spazio aperto e pubblico a partire dagli anni novanta ad oggi. Questo volume vuole così offrire una riflessione teorica svolta attraverso 100 progetti costruiti che hanno affrontato nel mondo la difficile sfida di delineare e costruire nuova identità di quella categoria fuggevole e in continua metamorfosi che è lo spazio aperto contemporaneo. La notevole libertà creativa, il basso budget, il sofisticato rapporto con il paesaggio e la geografia, il dialogo con le nuove realtà metropolitane, la possibilità di offrire soluzioni temporanee fa di questi progetti una delle raccolte più libere della scena attuale.

