Libri di Antonio Bibbò
Una conversazione infinita. Perché ritradurre i classici
Libro
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2023
pagine: 253
Perché ritradurre un classico? Nella costante variazione dei regimi retorici ed epistemici della ricezione, la lingua, le pratiche traduttive e le strategie editoriali si trasformano nel tempo, cadono alcune forme di censura, riaffiorano a volte, con l'indagine filologica, nuovi elementi dell'originale. Fra l'opera, i suoi traduttori e i nuovi lettori si instaura una conversazione infinita che racconta le avventure politiche e socioculturali della lingua, permettendo di posare un occhio attento sul farsi e il disfarsi del canone letterario nelle maglie della storia. Gli studi qui raccolti - dalle ritraduzioni ottocentesche del Don Chisciotte a quelle di Orwell negli anni '20 del XXI secolo, passando per la ritraduzione della Bibbia in tedesco di Buber e Rosenzweig, le ritraduzioni novecentesche di Villon fino alle più recenti ritraduzioni italiane di Billy Budd di Melville, di Cent'anni di solitudine di García Márquez e della Peste di Camus - consentono di osservare la letteratura attraverso le innumerevoli dinamiche della ritraduzione: il tempo che si sedimenta fra una versione e l'altra acuisce il nostro sguardo, lo rende più consapevole e intenso.
Gli anni
Virginia Woolf
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2015
pagine: 512
Fu solo nel 1937 che il pubblico poté leggere "Gli anni", la cronaca della storia di una famiglia della upper middle class inglese, i Pargiter, dal 1880 ai primi anni trenta. Era dal 1931 che la Hogarth Press, la casa editrice dei coniugi Woolf, non dava alle stampe un romanzo di Virginia. Gli anni fu quello di maggior successo, l'unico che entrò nella classifica del "New York Times" dei libri più venduti. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui la crescente fama della romanziera e la sua maggior partecipazione alla vita pubblica. Ma un motivo non trascurabile sembra essere il genere al quale più facilmente è ascrivibile l'opera, il romanzo di famiglia. Una famiglia in cui le relazioni più frequentemente prese in esame non sono quelle dirette, come tra padri e figli per esempio, ma quelle tra fratelli e sorelle, tra cugini, o tra zie e nipoti, spesso non sposati. Gli anni, pur essendo stato concepito già nel 1931, sembra risentire dell'atmosfera di pericolo incombente che la salita al potere dei movimenti fascisti in Europa stava portando con sé. Negli stessi anni in cui Joyce stava completando il suo testamento narrativo, Finnegans Wake, Virginia Woolf scriveva dunque la propria "capsula del tempo" da consegnare ai posteri.

