Libri di Carlo Porta
Poesie. Testo italiano e milanese
Carlo Porta
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2018
pagine: 167
Carlo Porta è uno dei più grandi poeti italiani, e anche uno dei meno letti perché ha scritto i suoi versi in dialetto milanese, difficile ormai per gli stessi milanesi, e per i non milanesi quasi una lingua straniera che non si sa neppure come pronunciare. E sì che è un poeta molto divertente, molto narrativo: come ha scritto Raboni, «Porta e Belli non sono stati "soltanto" dei grandi poeti; sono stati anche - all'insaputa dei loro contemporanei e, forse, di loro stessi - i nostri Gogol', i nostri Dickens, i nostri Balzac». Dunque questo libro nasce dal desiderio di far conoscere Porta al di fuori della cerchia dei filologi e degli specialisti in cui è finito. E nasce soprattutto dalla grande passione portiana di Patrizia Valduga, che ha selezionato i testi più belli del poeta milanese e ha saputo riprodurne in italiano il verso e le rime mantenendone la straordinaria espressività. «Vorrei evitare ai futuri milanesi la disgrazia di non poter più comprendere e gustare Carlo Porta». (Carlo Dossi, Note azzurre)
Lamento di Marchionn-Marchionn di Gamb Avert
Amos Mattio, Carlo Porta
Libro
editore: Bottini
anno edizione: 2026
pagine: 108
Poesie
Carlo Porta
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2000
pagine: 1272
Il volume contiene l'intera produzione poetica di Carlo Porta, erede della tradizione dialettale milanese. Questa edizione si presenta rivista e accresciuta, grazie ai quattro inediti venuti alla luce negli ultimi anni e all'approfondito commento. Oltre alle poesie il libro contiene, in una sezione a s stante, gli abbozzi e i frammenti.
I poemetti
Carlo Porta
Libro: Copertina rigida
editore: Marsilio
anno edizione: 1997
pagine: 728
Carlo Porta, erede della ricca tradizione dialettale milanese, riuscì ad affrancare il dialetto dai limiti della tradizione popolare per raggiungere un registro altissimo ed articolato. I suoi "Poemetti" rappresentano una delle opere miliari della poesia italiana.
Poesie. Testo originale a fronte
Carlo Porta
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 592
I versi del «Gran Meneghino» – così lo chiamava Montale – hanno il coraggio dell'originalità: composti tra il 1810 e il 1820, portano alla ribalta il mondo popolare attraverso storie vivide e insieme sofferte di antieroi umiliati e offesi dalla vita (Giovannin Bongee, la Ninetta del Verzee, il Marchionn di gamb avert). Esponente della borghesia liberale, erede dell'illuminismo lombardo ma aperto ai primi fermenti romantici, Porta prende di mira il clero e la nobiltà, i ceti che dalla Restaurazione miravano a trarre i maggiori vantaggi, con una indignazione morale e sociale senza pari nella letteratura dell'epoca: denuncia la miseria della povera gente, la tracotanza dei nobili retrivi e ignoranti, il bigottismo e lo spirito reazionario del mondo clericale. Lungi dall'essere un verseggiatore popolare o un cantastorie naïf, Porta si inserisce in una tradizione letteraria che nella capitale lombarda vantava gli esempi autorevoli di Carlo Maria Maggi, Domenico Balestrieri e Carl'Antonio Tanzi. Ma nella sua opera il dialetto si fa più duttile, più ricco di invenzioni espressive e di registri, dal plebeo all'aristocratico. «Ciò che colpisce», ha scritto Giovanni Testori, «è la pregnanza fisica della sua parola. Leggendo Porta è quasi impossibile resistere alla tentazione di pronunciarlo, di dirlo, di recitarlo».
Poesie
Carlo Porta
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 560
A lungo ritenuta "minore" per il linguaggio dialettale adottato e per l'impianto spesso comico, la lirica di Carlo Porta è tutt'altro che ingenua e rappresenta uno dei momenti più significativi della poesia dell'età romantica. Il suo milanese, già nobilitato da una robusta tradizione, è lingua pienamente letteraria, mentre la sua Milano dimostra di essere una città fervida, crogiolo di esperienze e di idee stimolanti. Questa sostanziosa antologia riporta i principali componimenti dell'autore meneghino, corredando ogni testo dell'indispensabile traduzione in italiano corrente e di un ricco apparato di note che ricreano l'atmosfera della vivace Milano a cavallo tra Sette e Ottocento.
L'Inferno di Dante riscritto in milanese
Carlo Porta
Libro: Copertina morbida
editore: Interlinea
anno edizione: 2021
pagine: 136
La prima traduzione del poema di Dante in un dialetto italiano si deve a Carlo Porta. L'Inferno in versi milanesi, seppur frammentario, rappresenta il vero inizio della poesia portiana. Sospesa com'è tra emulazione e parodia, tra slancio verso il sublime e controcanto comico-realistico, la ricreazione dialettale produce un testo originale e assai godibile. Dispersi qua e là nelle edizioni delle poesie portiane, i frammenti dell'Inferno milanese sono qui riuniti, ordinati e riprodotti a fronte dell'originale dantesco. Il libro è introdotto da un ampio saggio di Pietro Gibellini e reca le retroversioni in italiano approntate da Massimo Migliorati.
L'amor a l'e nen polenta. Detti e proverbi sulla vita quotidiana nella tradizione popolare piemontese
Carlo Porta, Gian Vittorio Avondo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni del Capricorno
anno edizione: 2021
pagine: 160
Con ij barbis a-i na nass gnun, Dòp dél brut temp a-i ven él bel, Quand a nasso tuti bej, quand a meuiro tuti brav, Se ij giovo a sa-vèjsso e ij vej a podèjsso...: quasi sempre ironici e sentenziosi, a volte ovvi al limite della desolazione, ma veri, spietati e amari, i detti, i modi di dire, gli epiteti della tradizione piemontese aprono scorci su un mondo perduto. È un mondo pieno di sapere e di saperi, di storia, di perle di umorismo al limite del nonsense, (Mòrtuus est, mai pì birbotavit), spesso scorretto (Et ses pì fòl che la guèra 'd Libia) e in più direzioni (Tre fije e na mare, quatr diav per un pare). Questo mondo vive ancora in noi, è un bagaglio che — volenti o nolenti — ci segue: ecco perché è utile e soprattutto divertente aprirlo, esplorarlo, scoprire l'origine degli oggetti che contiene e anche, in un certo senso, con questi oggetti farci i conti. D'altronde, A-i é gnun autar sensa cros. Dopo il fortunato Scapa travaj che mi i rivo, Gian Vittorio Avon-do e Carlo «Carlin» Porta ci guidano alla scoperta dei detti e modi di dire piemontesi dedicati alla vita quotidiana. Lo fanno con la competenza degli storici e la leggerezza di chi parla a un amico di una cosa loro, e con il sentimento di chi ti risponderebbe, dopo le tue scuse, perché per sbadataggine o per fretta gli hai dato la mano guantata: «L'amor a passa N guant...».

