Libri di Daniele Stroppolo
Il caos, la bomba, il caos
Daniele Stroppolo
Libro: Libro in brossura
editore: Bottega Errante Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 160
Siamo nel 1975 alla cascina Spiotta, vicino ad Aqui Terme, dove due brigatisti sequestrano il figlio dell’imprenditore vinicolo Gancia. All’arrivo dei carabinieri succede il caos. Questo è il fatto, realmente accaduto, da cui ha inizio la confessione-racconto del brigatista in fuga, la cui identità rimane tuttora misteriosa. Una figura controversa, densa, dura e fragile, nella solitudine della sua casa vuota ci svela il segreto attorno al quale ha costruito un’esistenza in bilico.
La forma del saggio nel Novecento italiano. Problemi, stili, figure
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Il saggio è un genere che sfugge alle definizioni: non è romanzo, non è trattato, non è articolo, eppure prende da ciascuna di queste forme qualcosa per diventare ogni volta diverso. Questo volume raccoglie e rilancia una riflessione critica nata da un convegno internazionale svoltosi all’Università di Ginevra nel 2023, offrendo un panorama ricco e articolato della saggistica italiana del Novecento. Partendo dalla constatazione che il contributo italiano al genere è stato a lungo sottovalutato fuori dai confini nazionali, i curatori e gli studiosi qui riuniti mostrano invece la sorprendente varietà di pratiche e di esperienze che la forma-saggio ha assunto nel corso del secolo: dalla riflessione teorica di Croce e Gadda alla limpidezza di Levi e Calvino, dalla scrittura ibrida di Morante alle divagazioni polemiche di Fortini e Pasolini, fino al giornalismo come luogo privilegiato dell’agone intellettuale. Ciò che emerge è un genere inquieto e plurale, capace di mettere continuamente in discussione i propri confini: un testo che “saggia” possibilità, che oscilla tra chiarezza e oscurità, rigore e divagazione, io soggettivo e voce collettiva. Nel saggio, la scrittura si fa spazio critico e al tempo stesso specchio di un’identità autoriale in bilico tra finzione e realtà. Il risultato è un’opera che non pretende di chiudere la questione del saggio, ma di aprirla nuovamente, mostrando quanto questa forma – così apparentemente marginale – sia in realtà centrale per comprendere la cultura italiana del Novecento.

