Libri di F. Ruffini
Mash-up Theater ricci/forte
Libro: Libro rilegato
editore: Editoria & Spettacolo
anno edizione: 2010
pagine: 302
Mutuando linguaggi e significati da altri ambiti, con lo stesso processo con il quale si sviluppa ed evolve il teatro dei due artisti, queste pagine sono un tentativo di attracco all'universo teatrale e umano di ricci/forte. Una delle realtà più originali e convincenti del nuovo teatro italiano che ha già iniziato - date una fama che cresce vertiginosamente anche all'estero e la nostra consueta, proverbiale dimestichezza con le categorie a compartimenti stagni - la sua personale battaglia contro gli stereotipi che vorrebbero imbrigliarne forma, linguaggio e contenuti. Dalle origini ai nuovi progetti, filtrando informazioni ed emozioni attraverso le maglie del proprio vissuto, questo volume è un blog su ricci/forte che compone senza soluzione di continuità sguardi di studiosi, scrittori, critici, osservatori e artisti in un mosaico di ritratti incompiuti. È il diario di un gioco, poi: del gioco che ciascuno ha giocato con ricci/forte e che loro stessi stanno giocando con il teatro. Secondo una metafora che percorre come un filo rosso l'intera esperienza artistica di questi due straordinari teatranti. Contiene i testi di "wunderkammer soap", "ploutos" e "pinter's anatomy".
Il trasporto nello spazio alpino: una sfida transfrontaliera. Il trasporto merci lungo i principali assi di transito alpino
Libro
editore: Accademia Europea di Bolzano
anno edizione: 2006
pagine: 156
Teatro e storia. Volume Vol. 25
Libro: Libro in brossura
editore: Bulzoni
anno edizione: 2005
pagine: 546
I diari 1862-1910
Sof'ja Tolstaja
Libro: Libro in brossura
editore: La Tartaruga (Milano)
anno edizione: 2010
pagine: 262
Sof'ja Behrs aveva solo diciotto anni quando sposò Lev Tolstoj. Dal 1862 fino alla sua morte tenne un diario: la storia del matrimonio tra un uomo che ebbe tanti amori - la letteratura, il popolo, la scuola, la natura - e lei, Sof'ja, che aveva soltanto lui per dare un senso alla propria esistenza. È un racconto denso di fatti, impressioni, emozioni, in cui l'ansia e la paura di non essere amata lasciano affiorare il ritratto sincero e appassionato di una donna e di una moglie che per tutta la vita dovette fare i conti con il genio del marito. "Per il genio bisogna creare un ambiente tranquillo, allegro, comodo", scrive, "al genio bisogna dare da mangiare, bisogna lavarlo, vestirlo, bisogna trascrivere le sue opere un numero infinito di volte, bisogna amarlo, non fornire pretesti alla sua gelosia, perché sia sereno." Del tutto impotente di fronte a ciò che accade attorno e dentro di lei, Sof'ja è travolta da una spirale inesorabile, fatta di noia, solitudine, gelosia e tristezza, a cui si aggiungono il fastidio e il distacco di Lev. In lei non viene mai meno l'esigenza di interrogarsi, di sfogarsi e di sognare, pur provando inevitabilmente rancore e odio, che la portano a inscenare commedie isteriche e falsi suicidi. Ma accanto alla debolezza di Sof'ja, al suo costante bisogno di attenzione, stupisce in questo diario la forza con cui non accetta di tacere le sue idee e la sua opposizione: "Lev", scrive, "parla per frasi fatte", servendo così a dovere il grande e ammirato scrittore.

