Libri di Fanny Guglielmucci
Verso una psicoanalisi sociale. Cultura, carattere e processi normativi inconsci
Lynne Layton
Libro: Libro in brossura
editore: Alpes Italia
anno edizione: 2026
pagine: 298
Il libro raccoglie oltre 20 anni di lavoro di L. Layton, psicoanalista di Harvard, che mostra come le dinamiche dell’inconscio siano intrecciate con i rapporti di potere, le disuguaglianze e i processi culturali del nostro tempo e come i processi normativi inconsci contribuiscano a riprodurre razzismo, sessismo e classismo, influenzando la pratica clinica e le dinamiche culturali e politiche contemporanee. La sua prospettiva intreccia teoria e cura, sostenendo che la psicoanalisi, se ignora il contesto storico e i rapporti di potere, finisce per indebolirsi e perdere capacità trasformativa. Al contrario, una psicoanalisi attenta alle disuguaglianze può diventare strumento di cambiamento etico e sociale. Andrew Samuels definisce Layton l'interprete principale del nesso tra clinico e sociale, mentre Sue Grand vede in questo testo la sintesi più matura del suo impegno per una psicoanalisi orientata alla giustizia sociale. In un’epoca segnata da individualismo e precarietà, il libro offre a clinici e studiosi una guida per ricostruire i legami tra soggettività e società neoliberale, aiutando i pazienti a riconnettersi con la propria storia e con il tessuto relazionale spezzati.
Vita, morte e lotta nel sito contaminato di Casale Monferrato. Alcune riflessioni tra clinica e ricerca
Fanny Guglielmucci
Libro
editore: Frilli
anno edizione: 2016
pagine: 174
Vivere in un sito contaminato spesso implica ammalarsi di malattie e tumori professionali, eventi tragici e dolorosi che colpiscono il corpo e l'animo di molte persone. La sofferenza per una malattia non giusta, legata al posto di lavoro e di vita, pervade tanto le vittime quanto i sopravvissuti e si tramuta in rabbia, colpa, odio e vergogna. Il libro descrive le esperienze di molte persone - in particolare di Ida ma non solo - residenti a Casale Monferrato, una cittadina piemontese nota per la lavorazione dell'amianto, che negli anni ha regalato un'illusoria sicurezza e benessere economico, ma che ha richiesto però di pagare col tempo un dazio molto alto: la vita di centinaia di cittadini. Racconta la fatica e il dolore che si prova quando si cerca di dare un senso a un dramma comunitario, che però sfugge. "Vivere in quei posti lì con i rancori, i terrori", come raccontano alcune persone, implica vivere con la morte sempre sullo sfondo, in una continua lotta tra amore e odio, vita e morte, una lotta che indebolisce i legami sociali e rende l'amore, la fiducia e la speranza esperienze affettive nomadi, difficili da intercettare. Eppure, queste ultime sono ancora presenti nell'animo umano e possono essere ricontattate. In questi scenari, l'esperienza terapeutica in gruppo consente una trasformazione dei ricordi traumatici e un'emancipazione da un copione vittimario.

