Libri di G. Caramore
Teologia degli animali
Paolo De Benedetti
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 2007
pagine: 96
"Per elaborare una "teologia" che non abbia più al proprio centro soltanto l'uomo, ma, assieme a lui, l'animale, e ogni essere vivente, ci voleva un teologo come Paolo De Benedetti. Il cui pensiero si articola non intorno ad assiomi, evidenze, certezze. Ma intorno al "forse". Al dubbio. Alla logica dei "doppi pensieri". Solo chi, come lui, ha un senso così forte della precarietà dei giudizi umani e della imperscrutabilità di quelli divini, può arrivare a elaborare una teologia che metta continuamente in discussione se stessa: fino a spostare il centro della propria attenzione dalla creatura umana, che lo ha da sempre altezzosamente occupato, alle creature "minori", che sempre sono state ai margini." (Gabriella Caramore)
Libertà e destino nella tragedia greca
Salvatore Natoli
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 2002
pagine: 144
Con l'accanimento di chi ha a cuore la verità, e con la pietas di chi ha trepidazione per il creaturale, Salvatore Natoli indaga la straordinaria vicenda della fioritura del tragico nell'Atene del V secolo. E ci invita a spingere a fondo lo sguardo fino a rinvenire - nelle esaltanti e terribili vicende di Edipo e di Oreste, di Antigone e Clitemnestra, di Prometeo e Filottete, di Medea e Agamennone - ciò che, in tutti i tempi, sta al fondo della storia dell'uomo: la sua domanda di sapere perché vive, il percepire che le cose dell'esistere "sono problema". "Qualcosa c'è. E ci trascende" è detto in Euripide. È compito del filosofo e del teologo, ma anche di ogni lettore, ricomporre la struttura dei diversi contesti culturali e religiosi e mettere a confronto i modi in cui è vissuta e patita la lontananza di un "Dio che si nasconde". Non basta però ricomporre i frammenti del Tragico della Grecia antica come se si trattasse di ricostruire una mappa in disuso. Quella mappa - tracciata con gesti, silenzi, grida - può fare da segnavia anche al nostro cammino che, talvolta, sembra guidato più dal vento dionisiaco della Tracia che da un geometrico disegno divino(dalla Prefazione di Gabriella Caramore)
Il filo d'erba. Verso una teologia della creatura a partire da una novella di Pirandello
Paolo De Benedetti
Libro: Libro in brossura
editore: Morcelliana
anno edizione: 2009
pagine: 64
Una teologia della creatura oggi non può non guardare, a occhi spalancati, dentro il cuore pulsante del vivente. L'idea che un filo d'erba possa vibrare di sensibilità entrando in viva relazione con il mondo umano emerge dalla novella di Luigi Pirandello, Canta l'Epistola. E solo una teologia come quella di Paolo De Benedetti è capace di cogliere la creaturalità di una bellezza deperibile e inerme come quella di un filo d'erba. Non in virtù di una sensibilità ecologica estesa anche alle cose inanimate - un sentimento pur lodevole che oggi però è abbastanza diffuso, almeno nelle anime più avvertite - ma in virtù di una precisa lettura della Parola biblica, che interpreta la storia a partire dal basso, dall'infimo, dal perdente.
Il perdono della luna. Poesie 1906-1919. Testo ungherese a fronte
Endre Ady
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2018
pagine: 274
Da più di mezzo secolo mancava, in Italia, un'antologia delle opere poetiche di Endre Ady. Questa raccolta, che spazia dai versi apparsi nei primi volumi fino ad alcune poesie pubblicate postume, vuole riparare una lacuna. Penalizzata dalla particolarità della lingua ungherese e dall'eccentricità metrica dei suoi versi, la poesia di Ady merita invece di essere considerata da vicino. In primo luogo perché, dando voce profetica alle tensioni e ai conflitti della storia, fa vibrare anche quelli del nostro tempo; e poi perché scava nelle lacerazioni, nelle dissonanze, nel dolore che pare imprigionare la vita individuale, con una nostalgia straziata di esistenza piena. L'attenzione alle pulsazioni brevi, agli esigui splendori del vivente così come ai sussulti della storia lo fa voce anche di questo nostro tempo ansioso e per i nostri cuori inquieti.
L'alfabeto ebraico
Paolo De Benedetti
Libro: Libro in brossura
editore: Morcelliana
anno edizione: 2011
pagine: 112
"In nessun'altra lingua, forse, come nell'ebraico, un alfabeto è così intriso di storia, di senso, di materia dell'uomo e di presenza di Dio. In nessun'altra lingua il codice espressivo è così denso di carne e di sangue, di interrogazione filosofica e di pensiero teologico. "Dio sul monte Sinai si è incarnato, se così si può dire, in una scrittura fatta con l'alfabeto", dice Paolo De Benedetti. Per questo a ogni singola lettera è dovuto rispetto, attenzione, amore. Per questo a ogni singola lettera è dovuto ascolto. Per questo a ogni singola lettera, che è depositaria anche di un valore numerico, è dovuta la fatica del calcolo e della corrispondenza. Paolo De Benedetti pratica in queste pagine innesti della sua intelligenza ironica nel rigoglioso patrimonio della tradizione rabbinica, facendo germogliare una "abitazione del senso" dalle lettere "scolpite nella voce, intagliate nello spirito, fissate sulla bocca", facendo risplendere in esse le quattro "stelle polari" che definiscono l'essenza dell'ebraismo. La prima: contemplare sempre un''altra' interpretazione possibile, diversa dalla propria. La seconda: aggiungere a ogni affermazione un 'se così si può dire', facendo spazio a quella di altri, anche non espressa. La terza: mettere un tempo di 'sospensione' tra la domanda e la risposta. La quarta: secondo un detto rabbinico, occorre insegnare alla propria lingua a dire 'non so', per non essere presi per mentitori." (Gabriella Caramore)
Diario (1910-1911)
György Lukács
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1996
pagine: 160
«Mi ostino a credere». Autobiografia in forma di dialogo
Sergio Quinzio
Libro: Copertina morbida
editore: Morcelliana
anno edizione: 2006
pagine: 88
Civitas peregrina. Radici cristiane dell'idea di straniero
Giovanni Filoramo
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 1999
pagine: 112
L'impossibile e la libertà. Saggio su Rimbaud
Yves Bonnefoy
Libro
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2000
pagine: 114
A sua immagine. Una lettura della Genesi
Paolo De Benedetti
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 2000
pagine: 104
Il crocifisso dell'Islam. Al-Hallaj, storia di un mistico del IX secolo
Alberto Ventura
Libro
editore: Morcelliana
anno edizione: 2000
pagine: 120
Probabilmente non fu realmente crocifisso Husayn ibn Mansur al-Hallaj, nato a Tur, in Iran, intorno all'857, e morto a Baghdad nel 922, per sentenza pronunciata dal califfo. Ma il legno a cui fu appeso ha in ogni modo, per noi, valore di icona di un martirio, di una morte subìta e accolta da un uomo che non ha voluto accettare di mettere distanza fra sé e il Dio nel quale riversava il suo amore. Un amore che ritroviamo nelle sue parole - "Io sono il Vero ...", "Io sono Colui che amo e Colui che amo è me ...", "Religione di croce sarà la mia morte ..." -, espressione di una delle più alte voci della mistica islamica.(dalla Premessa di Gabriella Caramore)

