Libri di Gian Andrea Franchi
Per un comunismo della cura
Gian Andrea Franchi
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2025
pagine: 192
Il libro tenta di ripensare la tradizione comunista partendo dall’esperienza, per tanti aspetti nuova, di dieci anni di impegno dell’autore e della sua associazione con i migranti della cosiddetta «Rotta balcanica». Il rapporto di cura, inteso nella sua forma più ampia e radicale di ricerca di sé nell’altro e dell’altro in sé, appare come il passaggio esperienziale per la costruzione «dal basso» di forme comunitarie. Nei migranti si incontrano i discendenti di secoli di violenza coloniale e gli annunciatori della catastrofe prossima ventura prodotta dal capitalismo con la crisi ambientale che devasta oggi soprattutto i loro paesi, dall’Africa a tutto il Sud asiatico. A partire da questo incontro quotidiano nella piazza davanti alla stazione di Trieste, può sorgere la costruzione di forme alternative di vita sociale, in grado di coinvolgere soprattutto i «cittadini». In molti, infatti, vengono ad aiutare chi si impegna con i migranti, aprendosi al tentativo di costruire in tutto il paese, ma anche fuori, reti di resistenza al disastro della società vigente, basata sull’indifferenza nei confronti della distruzione della vita messa in atto dalla civiltà del denaro.
Il diritto di Antigone. Appunti per una filosofia politica: a partire dai corpi migranti
Gian Andrea Franchi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2022
pagine: 128
Il diritto di Antigone è il tentativo di elaborare alcuni spunti per un pensiero politico militante a partire dall’esperienza immediata con i migranti della cosiddetta rotta balcanica. L’autore ritiene che la tradizione ispirata principalmente all’elaborazione teorica dei movimenti della sinistra radicale degli anni Sessanta e Settanta, di cui è stato e si sente partecipe, abbia avuto un forte carattere “deduttivo”, che ha portato a una lettura spesso ideologica e riduttiva della drammatica complessità dell’esperienza politica, in particolare per ciò che riguarda il rapporto fra le dinamiche collettive e le singolarità individuali. Questo aspetto rimane il non pensato nella necessaria ricerca pratica e teorica di costruzione di forme sociali alternative a quella dominante, che oggi giunge a mettere in pericolo la stessa riproduzione della vita sulla terra. L’intento di Franchi è quindi di proporre un metodo “induttivo”, che parte dall’incontro solidale con i “corpi di dolore” dei migranti. Su questa esperienza, intesa in senso benjaminiano, che racchiude e manifesta nella maniera più concreta un aspetto fondamentale della condizione e delle dinamiche in atto nel mondo, cerca di articolare un percorso, dotato anche di spessore teorico, senza rinnegare la ricchezza di una tradizione, ma accettando di addentrarsi in una selva oscura, esistenziale e politica, in cui il capitalismo appare come l’ultima ossessione storica del rifiuto della condizione mortale dell’essere umano.
La Palestina che ho visto
Lorena Fornasir, Gian Andrea Franchi
Libro: Copertina morbida
editore: Alba Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 144
Il diario del viaggio compiuto da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi in Palestina nell'agosto 2014 al seguito della onlus Assopace Palestina coordinata da Luisa Morgantini. La testimonianza del massacro israeliano di Gaza è arricchito da numerose foto e da un breve trattato storico-filosofico sulla questione palestinese.
Una disperata speranza. Profilo biografico di Carlo Michelstaedter
Gian Andrea Franchi
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2014
pagine: 340
Lo scopo di questo lavoro sta nel tentativo di cogliere, al suo nascere, il rapporto tra vissuti e pensieri in un autore postumo, come Carlo Michelstaedter, che tentò disperatamente di superare il distacco tra vita e pensiero, sentito come un'imposizione inaccettabile. Il biografo, inteso come colui che si aggira intorno all'inafferrabile di un'esistenza, cerca di cogliere il passaggio fra il quotidiano, con le sue banalità, le sue fragilità, le sue crisi, i suoi slanci e la trasfigurazione ed elaborazione concettuale. Ha inseguito, con attenzione affettiva, lungo la breve esistenza di Carlo Michelstaedter, culminante in poco più di due anni di lavoro matto e disperatissimo, i momenti significativi di questo passaggio in cui l'emozione incomprensibile e potente o il modesto incidente quotidiano vengono piegati creativamente verso immagini che trapassano in concetti. In tale contesto assume particolare importante la dimensione onirica che agisce nel pensiero di Michelstaedter. Più precisamente, il biografo ha cercato di mostrare, attraverso le parole di Michelstaedter, il duplice gioco del pensiero, di trasfigurazione e di difesa nei confronti della fatica di vivere. Il tutto nel contesto storico estremamente denso di una Finis Austriae vissuta da un giovane di famiglia ebraica in una città austriaca, a maggioranza di lingua italiana, capoluogo di un territorio slavo al confine con l'Italia.
L'indomabile. Simone Weil
Laure Adler
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2009
pagine: 209
L'avventura umana di Simone Weil è difficile da inquadrare con categorie univoche o da imbrigliare in facili schemi di lettura. Simone fu senz'altro ciò che oggi definiremmo un'intellettuale impegnata, elaborò una filosofia che manuali e voci enciclopediche, in mancanza di migliori espressioni, definiscono invariabilmente "non sistematica". Questo libro è insieme un racconto e un saggio critico e dimostra come l'unico approccio possibile al pensiero di Simone Weil sia un approccio alla sua esistenza. Ciò avviene attraverso una narrazione che ripercorre gli anni decisivi dell'avventura di Simone, soprattutto gli ultimi, quelli in cui la sua passione politica si consuma e, letteralmente, la consuma fino a farla morire. Solo alla luce di questa unitaria tensione vitale si possono comprendere i molti episodi di una vita breve ma intensissima: gli anni di appassionato insegnamento in licei della provincia, la scelta di condividere la sorte del proletariato andando a lavorare in fabbrica, la partecipazione alla guerra di Spagna, l'esilio in America, un esilio però tutto teso a costruire un movimento di resistenza e soprattutto a ritornare in Europa, come farà di lì a pochi mesi per raggiungere a Londra il generale de Gaulle; e lo studio fervente, durante tutte queste traversie, non solo della filosofia ma anche della storia, del folklore, dell'economia, della letteratura, e insieme allo studio la scrittura, che la porterà a lasciare alcuni capolavori del XX secolo.

