Libri di Giulio Azzolini
Capitale, egemonia, sistema. Studio su Giovanni Arrighi
Giulio Azzolini
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2018
pagine: 176
Giovanni Arrighi (1937-2009) non ha mai smesso di studiare il capitalismo di ieri, per comprendere il sistema-mondo di oggi e prevederne la mutazione di domani. Con uno sguardo filosofico-politico, il libro restituisce il profilo intellettuale di un grande protagonista della New Left. La sua più nota trilogia - "Il lungo ventesimo secolo" (1994), "Caos e governo del mondo" (con Beverly J. Silver, 1999) e "Adam Smith a Pechino" (2007) - fu scritta in quegli Stati Uniti che negli anni Ottanta lo avevano adottato, ma sarebbe stata impensabile senza una vita tanto appassionata e cosmopolita. Perché a ventisei anni Arrighi è in Africa, a indagare il sottosviluppo e combattere il neocolonialismo. Tornato in Italia, negli anni Settanta anima il Gruppo Gramsci a Milano e insegna a decifrare le diverse forme di imperialismo, prima all'Università di Trento e poi in quella della Calabria. Il volume ricostruisce criticamente genesi e sviluppo di un pensiero di largo respiro e scottante attualità, che, ben prima del crollo di Wall Street nel 2007, aveva gettato luce sulla storia secolare delle bolle finanziarie, ipotizzando che l'ultimo scorcio del Novecento preludesse a un'egemonia di tipo nuovo, quella cinese.
Dopo le classi dirigenti. La metamorfosi delle oligarchie nell'età globale
Giulio Azzolini
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2017
Da dieci anni non passa giorno senza che qualcuno invochi l'esigenza di una nuova classe dirigente. Eppure quasi nessuno sembra accorgersi che, se tale espressione suona ormai logora all'orecchio dei più, non è per l'inettitudine o la disonestà dei singoli, ma anche e soprattutto perché l'età globale ha inesorabilmente compromesso le condizioni d'esistenza di una classe dirigente in senso proprio. Le oligarchie si sono sgretolate, dunque, in una società liquida e trasparente? Nient'affatto. Il nostro è il tempo opaco dei gruppi di interesse privato, che premono sui decisori pubblici in vista di un tornaconto particolare. Che cosa resta, quindi, della democrazia? Finché si ignorerà che le élites politiche sono essenziali per una democrazia libera e pluralistica, partecipata e consapevole, i partiti soccomberanno ai movimenti e il potere scivolerà indisturbato nelle mani di pochi giganti transnazionali.