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Libri di Ida Dominijanni

2001. Un archivio. L'11 settembre, la war on terror, la caccia ai virus

Ida Dominijanni

Libro: Copertina morbida

editore: Manifestolibri

anno edizione: 2021

pagine: 180

La coincidenza fra il ventennale dell'11 settembre e il ritorno dell'Emirato islamico in Afghanistan chiude il cerchio di una storia che sembra tornare al punto di partenza. E dimostra, con il fallimento della «global war on terrorism», l'inconsistenza dei suoi presupposti culturali, dalla teoria dello scontro di civiltà al progetto di esportazione armata della democrazia. Mentre il mondo si interroga sulle conseguenze geopolitiche della disfatta occidentale a Kabul, il ventennio alle nostre spalle si contrae in un tempo di transizione largamente contrassegnato, sulle due sponde dell'Atlantico, dagli effetti dell'attacco alle Torri gemelle e della risposta bellica americana: politiche securitarie e xenofobiche, crisi del multiculturalismo, erosione dei diritti e delle garanzie costituzionali, backlash e fine del patriarcato. Ma l'11 settembre non fu solo l'inizio di tutto questo: fu anche l'epifania in diretta televisiva del mondo globale nato sulle ceneri del bipolarismo novecentesco. E la ferita di Manhattan fu anche un trauma del pensiero che domandava un salto di fronte all'impensato. Dalla critica della sovranità nazionale ai paradigmi biopolitici del governo del vivente all'ontologia femminista della vulnerabilità e dell'interdipendenza, si forma allora quell'agenda filosofico-politica tuttora necessaria, e tuttavia non sufficiente, per affrontare un nuovo evento globale come quello pandemico, scatenato non più dal virus terrorista ma da un virus biologico.
18,00 17,10

Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi

Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi

Ida Dominijanni

Libro: Libro in brossura

editore: Futura Editrice

anno edizione: 2014

pagine: 251

L'assoluzione di Silvio Berlusconi al processo d'appello sul Ruby-gate non chiude ma riapre il problema del giudizio politico sul suo "regime del godimento" e sui segni che esso lascia nell'immaginario collettivo, nel discorso pubblico, nell'esercizio della leadership. Contro la riduzione ricorrente del cosiddetto sexgate a fatto di colore o episodio criminale, questo libro lo considera il momento rivelatore del trucco costitutivo del berlusconismo e l'evento decisivo del suo tramonto. Facendo la spola fra cronaca e filosofia e smarcandosi dagli schieramenti politici e culturali mainstream, l'autrice rilancia alcuni nodi del dibattito attorno agli "scandali sessuali" troppo rapidamente archiviati, ma tuttora sul campo: la concezione della libertà in tempi di governamentalità neoliberale; il rapporto fra privato e pubblico e fra penale, morale e politica alla fine del paradigma politico moderno; le trasformazioni del rapporto fra i sessi e della scommessa femminista in una società post-patriarcale; le variazioni del populismo in una sfera pubblica mediatizzata; la crisi della sovranità in epoca di "evaporazione del padre". Dalle macerie del carnevale berlusconiano emerge così una chiave per capire il repentino passaggio alla quaresima dell'austerity e il sorprendente trasferimento del consenso passivo dall'ex premier ai successivi esperimenti di governo.
14,00

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