Libri di Judith Revel
Follia, linguaggio, letteratura
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2025
pagine: 284
La follia, il linguaggio e la letteratura sono stati al cuore del pensiero di Michel Foucault. Le riflessioni, le conferenze e gli scritti qui raccolti sono per la gran parte inediti e illustrano il modo in cui fra gli anni Sessanta e Settanta il filosofo ha proseguito, riformulato e rivisitato la questione intorno allo status e alla funzione del folle nelle società occidentali e non. Il teatro barocco, il teatro della crudeltà di Antonin Artaud e l’opera di Raymond Roussel, ma anche di Sade, Hölderlin, Balzac e Flaubert diventano riferimenti fondamentali per indagare la strana parentela tra follia, scrittura e analisi letteraria. Si tratta di tredici scritti preziosi che gettano nuova luce su temi che pensavamo di conoscere e che contribuiscono a spostarne notevolmente le implicazioni, rivelando il modo sorprendente in cui Foucault li ha guardati, letti e interpretati.
Fare moltitudine
Judith Revel
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 82
Il volume raccoglie i testi delle lezioni tenute al dottorato di ricerca in "Scienza, tecnologia e società" che fa capo al Dipartimento di Sociologia e di Scienza politica dell'Università della Calabria.
Michel Foucault. Un'ontologia dell'attualità
Judith Revel
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 154
Foucault, le parole e i poteri
Judith Revel
Libro
editore: Manifestolibri
anno edizione: 1996
pagine: 110
Foucault con Merleau-Ponty. Ontologia politica, presentismo e storia
Judith Revel
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Nonostante la “svolta etica” degli ultimi suoi lavori, Michel Foucault non abbandonò mai quella parte centrale della sua opera che è stata l’analitica delle forme di potere. Partendo da questa riflessione, Judith Revel esplora in profondità il modo in cui il pensiero foucaultiano affronta la questione politica del presente, collegandola alla sua analisi storica dei sistemi di pensiero e cercando di sviluppare una prospettiva che unisca le forze che ci determinano alla ricerca di una “differenza possibile”. In questo percorso, l’ontologia politica, storica e immanente di Foucault si rivela sorprendentemente vicina ai lavori di Maurice Merleau-Ponty, soprattutto nella loro idea di una storia sempre aperta a ciò che la eccede. Una “somiglianza di famiglia” che apre la strada a una lettura radicalmente nuova del panorama della filosofia francese del secondo dopoguerra.

