Libri di K. Mezran (cur.)
The MENA region: a great power competition
Libro: Copertina morbida
editore: Ledizioni
anno edizione: 2019
pagine: 171
Prefazione di Frederick Kempe e Giampiero Massolo.
Foreign actors in Libya's crisis
Libro: Copertina morbida
editore: Ledizioni
anno edizione: 2017
pagine: 138
Libia. Fine o rinascita di una nazione?
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2011
pagine: 188
La rivoluzione che "non doveva essere" è avvenuta. La fine del regime di Gheddafi chiude un capitolo della storia della Libia durato quarant'anni e inaugura una stagione nuova, che guarda alla democrazia liberale come fine ultimo. Sarà possibile costruire un sistema democratico in un paese privo al momento di quei fondamenti culturali e politici necessari alla sua realizzazione? E quale ruolo giocheranno le potenze occidentali, che tanto peso hanno avuto nel crollo della dittatura? Nonostante i legami fitti e complessi che hanno intrecciato la storia dell'Italia a quella della Libia, il nostro sguardo sul paese nordafricano è rimasto in questi anni piuttosto sulla superficie. Gli eventi recenti hanno riacceso l'interesse, senza però che questo si sia mai tradotto nella comprensione profonda di una realtà socio-culturale e politica che per anni ha fatto sì che Gheddafi si mantenesse saldamente al potere e che in breve tempo ha deciso di liberarsene. Nasce da questa esigenza di comprensione l'analisi qui proposta da un gruppo di esperti e studiosi, che prende avvio dalla fase del dominio turco per arrivare alle rivolte dell'oggi, attraverso il colonialismo italiano, la seconda guerra mondiale e la nascita della Jamahiriya. Capitolo dopo capitolo, l'indagine passa al setaccio l'ideologia di Gheddafi, le divisioni subnazionali del paese e il loro ruolo nella costruzione di una nuova entità politica; il peso dell'islamismo radicale; le nazionalizzazioni del rais...
L'Africa mediterranea. Storia e futuro
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2011
pagine: 222
È bastata una manciata di settimane per trasformare la sponda nord del continente africano in una polveriera, capace di ribaltamenti politici impensati appena solo qualche mese fa. Esperti, commentatori e inviati speciali di lungo corso: nessuno aveva presagito gli ultimi avvenimenti, che a catena rischiano di trascinare anche il Medio Oriente in una spirale che potrebbe modificare il quadro geopolitico uscito dal secondo conflitto mondiale e dagli anni della guerra fredda. Ma l'irruenza degli eventi attuali ha catalizzato l'attenzione, non solo degli esperti: dopo decenni in cui l'Occidente, e in particolare quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ha guardato con distrazione alla regione nordafricana, improvvisamente si è sentita forte l'esigenza di comprendere il significato e i possibili sviluppi di rivolte che non sono semplici manifestazioni di malessere originate da un momentaneo stato di insoddisfazione, ma profonde spinte al cambiamento che affondano le loro radici nel passato, anche recente. Infatti, nonostante la prossimità geografica, i rapporti politici ed economici, e il costante contatto tra le popolazioni delle due sponde attraverso l'immigrazione e i mezzi di comunicazione, l'Italia non ha prodotto analisi rigorose, e al contempo accessibili al grande pubblico, delle trasformazioni in atto nella regione e delle loro origini storiche.