Libri di Kurt Diemberger
Passi verso l'ignoto. Dal K2 all'Amazzonia. Le avventure di uno dei più grandi alpinisti viventi
Kurt Diemberger
Libro: Libro rilegato
editore: Corbaccio
anno edizione: 2005
pagine: 368
Il libro riassume la storia di cinquant'anni di alpinismo mondiale e delle imprese più spettacolari di cui Diemberger è stato protagonista. Cercatore di cristalli a sedici anni, Diemberger ha sempre privilegiato gli ambienti incontaminati e le sfide estreme, sia sulle vette più alte del mondo sia nella foresta vergine amazzonica. Ma questo libro non è solo un libro sulla montagna, è anche un libro sugli uomini, sulle popolazioni incontrate nel corso delle sue spedizioni e sui compagni di avventura, primi fra tutti il grande Hermann Buhl, con il quale ha compiuto la prima ascensione al Broad Peak e al Dhaulagiri, e Julie Tullis, compagna di cordata e di "regia", tragicamente scomparsa sul K2 nel 1986.
K2 il nodo infinito. Sogno e destino
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2018
pagine: 336
"K2. La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che al suo cospetto, poco prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa, nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile «Alpi occidentali»; l'immenso spigolo nord che sale verso il cielo come una linea infinita; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia; il tentativo lungo questo spigolo, la vita ai suoi piedi in uno dei più remoti angoli del Sinkiang — dove egli ritorna, carico di esperienza e di dolore, ma anche di amore, nelle ultime pagine del libro. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui, da qualche anno, ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986: le speranze, qualche successo, le prime tragedie, una catena che sembra senza fine e che assimila la montagna a una roulette russa. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, l'allucinante dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas — dunque senz'acqua — prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si «addormenta» per sempre, poi, man mano, anche i compagni muoiono. I tre superstiti, sull'orlo del collasso, iniziano una discesa allucinante nella tormenta, sotto il perenne pericolo di valanghe, poi sullo sperone Abruzzi coperto di verglas. Solo in due arrivano vivi alla base della montagna. In questo racconto, ricco di pathos ma anche di humour, la montagna non è vissuta come oggetto da conquistare, ma piuttosto come entità da rispettare e da amare e di cui, salendo, si arriva a far parte. Un rapporto con la montagna sviluppatosi in decenni di grande alpinismo sulle vette del mondo, nel cuore di chi ha vissuto questa tragedia e della quale, forse per caso, o per miracolo, o... non è rimasto vittima". (Maria Antonia Sironi)
Tra zero e ottomila. Le mie avventure intorno al mondo
Kurt Diemberger
Libro
editore: Hoepli
anno edizione: 2020
pagine: 406
Chissà se riusciremo davvero a presentarlo al Festival di Trento, ci si chiede un po' assonnati nella soffitta di via Crispi, alla periferia di Varese, mentre alle due di notte Diemberger e i suoi amici registrano la colonna sonora de La Grande Cresta di Peutérey. In quei quattrocentocinquanta metri di pellicola a colori è racchiusa un'impresa per pochi, tentata invano persino da Hermann Buhl e Gaston Rébuffat: otto chilometri di scalata sulla via più lunga delle Alpi. Cinque giorni fuori dal mondo che, come ovvio, conquisteranno la temuta giuria all'undicesima edizione del festival (1962). Siamo nel cuore dell'Epoca d'oro del Sesto grado e Diemberger si muove da protagonista, non solo come campione dell'esplorazione verticale, ma anche come regista, fotografo, scrittore, conferenziere e acuto divulgatore alle prese con scogliere sul mare, mappe imprecise, ghiacciai, sguardi di altri mondi e indimenticabili compagni di cordata. "Tra zero è ottomila" racconta quegli anni irripetibili dove tutto è ancora "da fare", dove tutto è ancora una scoperta anche se non certo a portata di mano. Uscito per la prima volta nel 1970 - e qui rivisto dall'autore e arricchito da nuovi testi e apparati iconografici - è questo un testo-monumento della letteratura di montagna, che ha sedotto generazioni di lettori-alpinisti portandoli via su cime dai nomi fiabeschi, il Broad Peak il Dhaulagiri, il Chogolisa, il Tirich Mir, e lungo tante altre tappe di una vita che è storia dell'alpinismo.
Mio padre Hermann Buhl
Kriemhild Buhl
Libro: Libro in brossura
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2020
pagine: 231
Nel 1953 Hermann Buhl conquistava, in solitaria, il Nanga Parabat, l'ottomila più ambito da austriaci e tedeschi. La sua seconda spedizione sull'Himalaya, al Chogolisa nel 1957, gli sarebbe i i però costata la vita. Il grande alpinista austriaco lasciava moglie e tre figlie. In una testimonianza biografica commovente Kriemhild Buhl, la primogenita, racconta il coraggio di vivere della madre e il diventar grandi delle tre sorelle, senza padre ma comunque sempre all'ombra della sua leggenda.
È buio sul ghiacciaio
Hermann Buhl
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2020
pagine: 448
Hermann Buhl salì la sua prima montagna all'età di dieci anni. Dopo brillanti successi nelle Alpi, nel 1953 partecipò alla spedizione tedesca al Nanga Parbat. Sin dal primo giorno annotò gli eventi nel suo diario. Il 3 luglio 1953, dopo diciassette ore di salita, Buhl raggiunse da solo la cima a 8126 metri, conquistando così la «montagna fatale dei tedeschi». Il suo libro "È buio sul ghiacciaio", pubblicato nel 1954, in cui racconta gli inizi della sua attività di scalatore, i primi successi e il trionfo al Nanga Parbat, diventa un caposaldo della letteratura di montagna. Ma solo oltre mezzo secolo dopo, in questo libro vengono pubblicate integralmente, grazie all'autorizzazione della vedova di Buhl, Eugenie, le annotazioni dei diari del Nanga Parbat, del Broad Peak e del Chogolisa con il commento di Kurt Diemberger: fu Diemberger, infatti, l'ultimo compagno di cordata di Buhl. Dopo il successo al Broad Peak, il secondo ottomila di Buhl, nel giugno 1957, i due alpinisti partirono insieme per salire il Chogolisa. Lassù, il 27 giugno 1957, Buhl incontrò la morte.
Danzare sulla corda. Storie della mia vita
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2025
pagine: 352
Kurt Diemberger è l'unico alpinista vivente ad aver salito due ottomila mai scalati prima. Nel 1957, fu protagonista di una leggendaria spedizione, divenuta poi simbolo di coraggio e determinazione, ideata da Hermann Buhl e che portò alla storica conquista del Broad Peak. Ma dietro questa impresa si celano anche risvolti dolorosi e controversi, legati alla successiva morte di Buhl e alle polemiche che ne seguirono. Un'esperienza che ha segnato profondamente Diemberger, alimentando polemiche che, a tutt'oggi, continuano a far discutere il mondo dell'alpinismo. Tuttavia, Danzare sulla corda non è solo la cronaca di quella scalata storica. Questo libro ci trasporta nell'universo affascinante e complesso di Diemberger, raccontando le sue grandi imprese e anche i momenti più drammatici e le esperienze che ne hanno forgiato la carriera. Tra successi straordinari e sfide estreme, l'autore ci guida attraverso avventure mozzafiato in ogni angolo del pianeta: dal Tibet al Nepal, dagli ottomila himalayani alle pareti più insidiose delle Alpi, dalle gelide distese della Groenlandia fino alle impervie montagne del Sudamerica. Un racconto avvincente, che ci fa entrare nella mente e nel cuore di una leggenda vivente dell'alpinismo, svelando la sua visione unica del mondo, della montagna e della vita stessa.
È buio sul ghiacciaio. Con i diari delle spedizioni al Nanga Parbat, al Broad Peak e al Chogolisa
Hermann Buhl
Libro: Libro in brossura
editore: Corbaccio
anno edizione: 2022
pagine: 448
Hermann Buhl salì la sua prima montagna all'età di dieci anni. Dopo brillanti successi nelle Alpi, nel 1953 partecipò alla spedizione tedesca al Nanga Parbat. Sin dal primo giorno annotò gli eventi nel suo diario. Il 3 luglio 1953, dopo diciassette ore di salita, Buhl raggiunse da solo la cima a 8126 metri, conquistando così la «montagna fatale dei tedeschi». Il suo libro "È buio sul ghiacciaio", pubblicato nel 1954, in cui racconta gli inizi della sua attività di scalatore, i primi successi e il trionfo al Nanga Parbat, diventa un caposaldo della letteratura di montagna. Ma solo oltre mezzo secolo dopo, in questo libro vengono pubblicate integralmente, grazie all'autorizzazione della vedova di Buhl, Eugenie, le annotazioni dei diari del Nanga Parbat, del Broad Peak e del Chogolisa con il commento di Kurt Diemberger: fu Diemberger, infatti, l'ultimo compagno di cordata di Buhl. Dopo il successo al Broad Peak, il secondo ottomila di Buhl, nel giugno 1957, i due alpinisti partirono insieme per salire il Chogolisa. Lassù, il 27 giugno 1957, Buhl incontrò la morte. Prefazione di Hans Kammerlander.
Gli spiriti dell'aria
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: CDA & VIVALDA
anno edizione: 1997
pagine: 384
"Solo gli spiriti dell'aria sanno che cosa troverò dietro le montagne..." dice un proverbio groenlandese, e da sempre Kurt Diemberger segue le voci degli spiriti per scoprire i segreti nascosti nei paesaggi della Terra.
Danzare sulla corda. Storie della mia vita
Kurt Diemberger
Libro: Libro rilegato
editore: Corbaccio
anno edizione: 2009
pagine: 320
Kurt Diemberger è l'unico alpinista vivente ad aver salito due ottomila inviolati. Nel 1957 partecipò alla spedizione, ideata dal leggendario Hermann Buhl, che portò alla conquista del Broad Peak, con tutti i risvolti positivi e negativi che sono seguiti dopo la morte di quest'ultimo, un'esperienza che lo ha segnato profondamente e che ha alimentato infinite polemiche e controversie. Ma se questa vicenda ha un ruolo centrale nella vita di Diemberger, "Danzare sulla corda" racconta molto altro ancora, storie di successi straordinari e momenti drammatici, di avventure pericolose e viaggi esaltanti in tutti gli angoli del mondo, dal Tibet al Nepal, dagli ottomila himalayani alle pareti più proibitive delle Alpi, dalla Groenlandia al Sudamerica. Fortune, misteri, montagne stregate, esperienze incredibili e aneddoti curiosi: il racconto appassionante di una leggenda vivente dell'alpinismo.
Gli spiriti dell'aria
Kurt Diemberger
Libro: Libro in brossura
editore: Priuli & Verlucca
anno edizione: 2017
pagine: 384
Questo libro è il caleidoscopio della vita di un nomade tra zero e ottomila metri, è il raffinato diario di viaggio di un alpinista anomalo e straordinariamente creativo. "Solo gli spiriti dell'aria sanno che cosa troverò dietro le montagne..." dice un proverbio groenlandese, e da sempre Kurt Diemberger segue le voci degli spiriti per scoprire i segreti nascosti nei paesaggi della Terra. È una ricerca inesauribile che si rinnova in forme sempre diverse: nel vuoto immenso del Grand Canyon, nei misteri della foresta amazzonica, nei bianchi deserti groenlandesi, nell'assurda tragedia del K2, oppure nello sguardo attonito di Nawang Tenzing sulla cima del Makalu e nell'ondeggiare delle luci di Los Angeles che sembrano gioielli della notte. La scoperta di questi segreti si potrebbe chiamare avventura, ma è qualcosa che scende nel profondo: a questa ricerca Diemberger ha dedicato la sua vita.
Tibet. Il tetto del mondo tra passato e presente
M. Antonia Diemberger Sironi, Kurt Diemberger
Libro: Libro rilegato
editore: White Star
anno edizione: 2013
pagine: 224
Montagne superbe scintillanti di ghiacci, deserti d'alta quota punteggiati di yak e nomadi, grandiosi monasteri distrutti, distanze infinite, ponti sospesi su fiumi vorticosi introducono il lettore nel "Paese cinto da mura di montagne coperte di neve", per usare la defi nizione dei Tibetani stessi. Agli occhi del mondo occidentale esso appare come una fortezza isolata, fuori dal tempo, arroccata dietro la catena dell'Himalaya, un Paese meraviglioso, mitico, immobile, quasi oleografico. In realtà, da sempre esso fu teatro di mutamenti, terremoti, guerre, invasioni, dominazioni, fino ai tempi recenti, quando venne scosso da sconvolgimenti politici che di colpo lo proiettarono sul palcoscenico internazionale del XX secolo, nei giochi di interesse tra le varie potenze. L'autrice del testo, studiosa appassionata che da anni si muove in questo scenario anche per realizzare iniziative di carattere umanitario, conduce il lettore nel dedalo delle vicende geografiche e geologiche, mitiche e storiche, sociali e religiose, per farlo approdare al vissuto quotidiano. E un mondo ancora vivo, dilaniato da infinite contraddizioni, ove i dirigenti locali cercano di conciliare la nuova realtà sociale con le antiche tradizioni, gli oracoli prestano ancora la voce alle divinità-montagna, i monaci difendono strenuamente la religione buddhista, in una quasi commovente mescolanza di tradizione e modernità. Il testo fa da filo conduttore a una serie di fotografie.