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Libri di L. Fontana (cur.)

The beat book. Poesie e prose della beat generation

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2015

pagine: 436

Il movimento Beat esplose nella cultura americana nei primi anni cinquanta, con la forza di una profezia. L'evento che, folgorante, lo lanciò, diffondendo impulsi poetici sulla Costa Est e Ovest, fu il reading "Six Poets at the Six Gallery", che si tenne a San Francisco nel 1955. Mentre Allen Ginsberg leggeva il suo "Urlo", tutti erano consapevoli, come disse il poeta Michael McClure, "che una barriera era stata infranta, che una voce umana e un corpo erano stati scagliati contro la rigida muraglia dell'America". Protagonisti di una vera rivoluzione artistica e sociale, compagni di vita e di letteratura, i Beat non solo si battevano in favore delle rispettive opere, ma all'interno di esse parlavano l'uno con l'altro e l'uno dell'altro. Si pensi ai peana di Ginsberg a Neal Cassady in "L'auto verde" e "Sulle ceneri di Neal"; all'elegante omaggio di Joanne Kyger nel "Cappello" di Philip Whalen, o ancora, ai personaggi di Jack Kerouac ispirati agli amici in "Visioni di Cody" e "I barboni del Dharma". Ritmi del parlato americano, ritmi jazz, ritmi dei viaggi in auto e in carro merci, cut-up verbale: se ciò che da sempre attira dei Beat è il mito - i fantastici sessanta, le droghe, il Vietnam, la musica selvaggia -, dalle opere emerge il loro rapporto viscerale e onnipresente con il linguaggio, che ne ha definito il canone negli anni. Prefazione di Allen Ginsberg.
21,00 19,95

Il senso di fare scuola. Una conferenza di Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Libro

editore: Edizioni Artestampa

anno edizione: 2009

pagine: 24

Nell'insegnamento ci si muove in quella zona di confine tra il logico e il simbolico che equivale a dire, in termini un po' grossolani, tra ragione e follia". Galimberti affronta in una conferenza tenuta a Modena e trascritta in questo libretto il tema complesso e quanto mai attuale del "senso di fare scuola". Cosa significa educare, quale l'approccio e la disposizione d'animo che fanno dell'insegnante non un mero esecutore di un mestiere ma una guida, una figura carismatica capace di intercettare le esigenze profonde del variegato insieme di individui che compongono una classe? A queste domande Galimberti risponde parlando "un momento di filosofia": attraverso una riflessione sul rapporto tra pensiero simbolico e pensiero razionale si profila la possibilità di un nuovo equilibrio comunicativo tra docente e studente, un nuovo linguaggio in cui alle maglie rigide e univoche della logica si affiancano le istanze polisemiche della simbolica. È in questa "zona di confine" che dovrebbero sapersi collocare gli insegnanti: perché è proprio dalla scuola che possono dipendere il successo e la felicità della vita futura.
8,00 7,60

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