Libri di Laura Calafà
Lavoro sfruttato e caporalato. Una road map per la prevenzione
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2023
pagine: 288
È possibile prevenire lo sfruttamento lavorativo e il caporalato? Il volume, frutto del lavoro pluriennale di quattro unità di ricerca di altrettante università italiane, presenta un'innovativa road map per la prevenzione di questi complessi fenomeni, usualmente oggetto di un'attenzione (politica, legislativa e scientifica) soltanto repressiva. Il libro, oltre a presentare un complesso progetto di ricerca-azione, traccia linee di intervento dirette verso quattro dimensioni fondamentali: emersione dei fenomeni, inclusione delle persone immigrate, intermediazione del lavoro, autoregolazione responsabile. I diversi capitoli approfondiscono queste dimensioni, ponendo in evidenza il ruolo del pubblico e del privato - attori, governance, risorse - nella regolamentazione del lavoro. Nel caso concreto si parla del lavoro in agricoltura, ma la riflessione scientifica contenuta nel libro è estensibile a molti altri settori a rischio.
Migrazione economica e contratto di lavoro degli stranieri
Laura Calafà
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 231
Confine è la rappresentazione del "solco", la forma della sovranità dello Stato nazione nato dalla disgregazione degli imperi coloniali, chiuso all'interno di frontiere proprie. Confine ha molte connotazioni; con riguardo alla migrazione economica è l'altra faccia del movimento o, se si preferisce, della mobilità e può essere tradotto in istituti giuridici diversi. È al paradigma del confine come metafora della barriera che s'ispira questa ricerca, sviluppando le suggestioni di segno opposto alla virtuosa relazione tra cittadinanza e lavoro, a livello dell'Unione europea e a livello nazionale. Il tema trattato rende evidente che le questioni lavoristiche classiche (il contratto di lavoro, il funzionamento del mercato della manodopera) non possono essere disgiunte dalla valutazione di contesto europeo di riferimento, non tanto e non solo per le trasposizioni di direttive più recenti da portare a sistema (direttiva rimpatri, sanzioni, permessi). Ma soprattutto perché la prima, concreta, fase d'influenza del diritto dell'Unione sul diritto nazionale in materia di migrazione per ragioni di lavoro può considerarsi aperta e consentirà di misurare l'impatto delle cosiddette "politiche di prossimità" elaborate a livello sovranazionale anche con il concorso dei governi nazionali che si sono succeduti dal 1999, anno delle Conclusioni di Tampere, ad oggi.

