Libri di Lorenza Moroni
Lungo il fiume. Una storia ritrovata
Lorenza Moroni
Libro: Libro in brossura
editore: Ricerche&Redazioni
anno edizione: 2025
pagine: 192
«Questa è la storia di una nonna tosta che racconta storie, che viene travolta dalla storia, ma che non perde mai la voglia di vivere nuove storie. Di una nonna friulana che trascorre la sua vita fin da bambina tra i monti della Carnia, lungo il Tagliamento e poi giù verso la Bassa e Monfalcone, fino ad arrivare in Umbria. E mentre gioca con i suoi conigli, mentre conosce in riva al fiume il maestro Rumitz e i suoi libri che raccontano altre storie, inizia a fare i conti con la vita, con la morte e con la guerra, la Grande Guerra... Quella di Lorenza Moroni è una scrittura sincera, come i racconti delle nonne, e per questo ha la capacità di commuovere, di coinvolgere e rendere partecipe il lettore, di farlo sentire uno di famiglia, della famiglia di Ida, che è la famiglia di tanti di noi. E la voce di Ida, che finalmente torna viva in questo racconto, è la voce delle nostre radici che devono essere ascoltate, sempre di più, perché ci possono aiutare a capire meglio questo presente così complesso che stiamo vivendo. Ma che qualcun altro ha già vissuto prima di noi.». (Dalla prefazione di Gianluca Diamanti). In copertina: Apparizione, opera di Simona Bramati.
Salire con Stefano Zavka
Lorenza Moroni
Libro: Copertina morbida
editore: Ricerche&Redazioni
anno edizione: 2017
pagine: 128
Nel suo libro, Lorenza Moroni racconta la vita e l'alpinismo dell'amico Stefano Zavka a 10 anni dalla sua ultima salita. Stefano, diventato nel 2004 la prima Guida Alpina dell'Umbria, raggiunge la vetta al K2 il 20 luglio 2007, e scompare tragicamente nelle ore immediatamente successive. E' la storia di una amicizia vera: "Il ragazzo che ricordo non è il primo scalatore solitario della temibile Farfalla sul Gran Sasso, non è l'elegante e fortissimo alpinista del Centro-Sud che ha stupito con le sue ascensioni di misto estremo sul Monte Bianco... Il ragazzo che io ricordo è l'amico che mi ha accompagnata per tanti anni lungo strani ed entusiasmanti vagabondaggi verticali, che aveva fatto dell'altruismo una pratica di vita". "Tu non sei più qui. O almeno, non ci sei fisicamente. Disperso sul K2! Chi lo avrebbe mai detto, amico mio? Non so se ho realizzato. Credo di no. Per capire sono venuta qui, sui Monti Sibillini. Tu lo sai, è la mia casa, era la tua casa; questo è il luogo che di solito raccoglie le nostre ansie, la nostra stanchezza, le frustrazioni e, come per magia, trasforma questi sentimenti negativi in forza, energia, gioia e libertà".

