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Libri di Lorenzo Bove

Il cibo in terra di Capitanata e nel Gargano tra storia, popolo e territorio

Il cibo in terra di Capitanata e nel Gargano tra storia, popolo e territorio

Lorenzo Bove

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni del Poggio

anno edizione: 2018

pagine: 206

I profumi e gli odori del cibo che ci hanno pervasi nel periodo della nostra infanzia, penetrando nelle narici e stimolando straordinari (e a volte anche inappagati) appetiti, sono indelebilmente stampati nel nostro cervello e basta solo percepirne lievi sentori per associare eventi, fatti, situazioni di un tempo lontano, che fa parte ormai di sopite reminiscenze. L'Anno del Cibo Italiano, indetto dal nostro Governo per il 2018, ha offerto all'autore lo spunto per rievocare le tradizioni popolari legate al cibo della Capitanata e del Gargano, l'antica Daunia, partendo da Tarranòve, il suo paesello di origine, tra storia, popolo e territorio. Un vecchio detto paesano di Poggio Imperiale, Tarranòve in vernacolo, recitava: "Tarranòve, pane e pemmedòre e arija bbòne". Un invito a prendere le cose per il giusto verso e senza eccessivo affanno. E, in effetti, quel detto voleva proprio invitare alla distensione e alla serenità che solo un piccolo borgo sviluppatosi alla sommità di una collinetta (poggio) immersa in una vegetazione lussureggiante poteva offrire. In terra di Capitanata ai piedi del Gargano del quale si vanta di costituire la porta naturale.
15,00

Ddummànne a l'acquarùle se l'acqu è fréscijche. (Detti, motti, proverbi e modi di dire tarnuése)

Ddummànne a l'acquarùle se l'acqu è fréscijche. (Detti, motti, proverbi e modi di dire tarnuése)

Lorenzo Bove

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni del Poggio

anno edizione: 2008

pagine: 179

Un pretesto per mettere in luce un quadro fantastico dal quale traspare la magia dei ricordi, degli odori e dei sapori della nostra terra. Uno spaccato della vita paesana vista attraverso i detti, motti, proverbi e modi di dire che nel tempo hanno caratterizzato il nostro paese. Viene proposta per prima la traduzione alla lettera delle locuzioni dialettali, dal tarnuése all'italiano, per poi passare al loro possibile significato e cioè a quello che il modo di dire intende esprimere ed infine si cerca di approfondirne gli aspetti sotto il profilo del contesto e delle ragioni che potrebbero averlo generato.
8,50

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