Libri di Lucilla Granata
Non chiamatemi Bubu
Chicco Evani, Lucilla Granata
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2019
pagine: 163
Come scrive Arrigo Sacchi nella sua bella prefazione, "Chicco Evani si racconta in un libro ricco di umanità e aneddoti. Scrive dell'amore che fin da bambino ha avuto per il calcio. Una passione irrefrenabile verso il pallone, definito 'un amico fidato e sincero'. Parla della sua numerosa famiglia, dei suoi fratelli e dei suoi laboriosi genitori a cui deve tanto, anche se non hanno mai dimostrato il loro affetto". Proprio come loro da sempre avaro di manifestazioni di affetto e di parole a causa di quello che definisce una sorta di pudore, per la prima volta qui, nelle pagine di questo libro, Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto. Ripercorre i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan dove, dice, "sono stato benissimo per tanto tempo e mi sono anche molto divertito. Ho vissuto emozioni incredibili, vittorie straordinarie, ho conosciuto compagni di squadra e amici che non ho mai perso negli anni. Anche dopo la fine della mia carriera". Riga dopo riga, pagina dopo pagina emerge il ritratto di una grande persona, di un uomo di valori, di un giocatore eccellente e generoso, di un professionista di altissimo livello e ora anche ottimo tecnico.
Alberto Tomba. Prima e seconda manche
Alberto Tomba, Lucilla Granata
Libro: Libro in brossura
editore: Sperling & Kupfer
anno edizione: 2008
pagine: 200
È l'inconveniente della popolarità. C'è chi si accontenta di un autografo, di una foto o di rivedere un filmato del campione all'infinito. E chi è convinto di conoscere l'eroe più a fondo dell'eroe stesso. Alberto Tomba ne sa qualcosa beniamino di una generazione che ha scoperto lo sci grazie a lui, è diventato uno dei volti più popolari dello sport e ha tracciato nella neve un solco indelebile che ogni inverno ricompare, perché nessuno ha saputo inciderne uno tanto profondo. Tomba è stato un personaggio esaltato, ma anche giudicato, criticato. Allora, dietro i titoli dei giornali e i flash dei fotografi, chi era e chi è, veramente, Alberto? A dieci anni dal ritiro dalle gare è lui stesso a raccontarlo, con impeto e personalità, forse perché le pagine bianche gli hanno ricordato la pista da divorare. Prima e seconda manche è l'autobiografia di un bolognese di collina che ha stupito il mondo e fatto la rivoluzione vincendo senza sacrificare tutto dei suoi anni più verdi. È l'atlante di una carriera ricca di imprese, dall'oro nello slalom dei Giochi di Calgary 1988, per il quale la Rai interruppe il sacro rito del Festival di Sanremo, a quello mondiale di Sierra Nevada 1996, acciuffato indossando un paraschiena acquistato al volo da un motociclista. È un ritratto di Alberto lontano dalle piste, disegnato anche dalle parole di amici, avversari, giornalisti. Tra cadute e rimonte. Peché c'è sempre una seconda manche.

