Libri di Mariateresa Storino
Con molta espressione. La scrittura musicale dal Seicento all'Ottocento
Marina Toffetti, Mariateresa Storino
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2024
pagine: X-108
La scrittura musicale è molto più che uno stratagemma per indicare altezza e durata dei suoni; è più di un insieme di istruzioni destinate all’interprete di turno. Per chi sa coglierne le sfumature, essa è in grado di rivelare gli aspetti più sottili dell’arte musicale di un’epoca. Fra il Seicento e l’Ottocento il linguaggio musicale subisce un processo di trasformazione verso una sensibilità sempre più prossima a quella moderna. Da ora in poi la notazione non si limiterà più a indicare quali note suonare, ma inizierà a specificare anche come suonarle, avvalendosi di indicazioni sempre più puntuali. Inizierà ad affermarsi l’abitudine di corredare la pagina di musica con un numero sempre maggiore di segni aggiunti alle note: si useranno lettere e parole per indicare l’intensità, la velocità o il carattere delle composizioni, precisando in misura crescente ogni sfumatura del linguaggio musicale, secondo una tendenza che prosegue fino al Novecento. Questo libro ci invita a intraprendere un viaggio affascinante fra segno e suono che abbraccia tre secoli di musica e cultura.
Jeanne d’Arc au bûcher Scène dramatique
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2022
pagine: 55
La lunga e complessa storia di Jeanne d’Arc au bûcher di Franz Liszt ha inizio nel 1845 con la stesura di un brano per voce e pianoforte su testo di Alexandre Dumas père, sottotitolato dal compositore romance dramatique e pubblicato nel 1846 contemporaneamente da Schott a Mainz e da Bernard Latte a Parigi. La romance fu eseguita in prima assoluta dal soprano Elisabeth Ugalde Beaucé il 26 aprile 1846 nella sala Henri Herz di Parigi in occasione di un «grand concert vocal et instrumental» offerto dalla rivista Le Monde musical ai suoi abbonati. Nello stesso periodo sui giornali dell’epoca fu promossa l’edizione a stampa.
Franz Liszt a Pisa. Alle radici del recital pianistico tra suggestioni pittoriche e letterarie
Mariateresa Storino
Libro: Libro in brossura
editore: Pisa University Press
anno edizione: 2019
pagine: 139
L’atto di nascita del recital pianistico moderno si registra ufficialmente il 9 giugno 1840 a Londra con un concerto di Franz Liszt. Il pianista tuttavia si era già esibito in «soliloqui musicali» durante la permanenza in Italia. Questo volume ricostruisce uno spaccato dei giorni trascorsi da Liszt e da Marie d’Agoult a Pisa e a San Rossore nel 1839 con documenti inediti che attestano sia l’esperienza di un concerto solistico a pagamento – che rivede il percorso cronologico e geografico di definizione del recital –, sia la ricchezza di scambi con l’intellettualità italiana e non: il marchese Cesare Boccella, il letterato Giovanni Rosini, l’abate Gerbet. L’approfondimento di questo quadro parte dalle vicende biografiche per estendersi al pensiero creativo di Liszt: è a Pisa che il compositore, sull’onda della suggestione del Trionfo della Morte di Buffalmacco, progetta il Totentanz; è a San Rossore che si esprime sull’inscindibile legame tra le arti e abbozza opere che diventeranno capisaldi del suo catalogo (Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, Fragment dantesque).
Franz Liszt e Jessie Taylor Laussot Hillebrand
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2019
pagine: XVI-326
«Quella fiamma di fede e di passione». Lettere di Marco Enrico Bossi a Giovanni Tebaldini
Libro: Libro in brossura
editore: Società Editrice di Musicologia
anno edizione: 2022
pagine: 250
Fede, entusiasmo e passione, sono le qualità che Marco Enrico Bossi riconosce ad uno dei tanti lavori musicologici di Giovanni Tebaldini. Non era uomo di facili complimenti Bossi: intransigente e severo nella professione quanto cordiale e affettuoso con l’amata famiglia e gli amici. Il legame tra i due musicisti - che a ragione si possono ascrivere tra gli alfieri italiani della riforma propugnata dal Movimento Ceciliano - si era stabilito negli anni di studio al Conservatorio di Milano. Quando cioè chi desiderava suonare la musica di Bach, doveva “battagliare” (così scrive Tebaldini) per ottenere uno strumento affrancato dai modelli in voga a quel tempo, idonei a un repertorio cesellato dai modelli teatrali. La corrispondenza tra Bossi e Tebaldini scandisce un’epoca di radicali trasformazioni stilistiche in cui essi “battagliarono” in prima linea per far trionfare la riforma della musica sacra, per innalzare il livello dell’arte italiana, per educare gli studenti dei Conservatori ai saldi principi della tradizione musicale e della cultura, manifestati con «tenacia [di] propositi ispirati dal puro fervore per l’arte nelle sue manifestazioni più nobili».
Franz Liszt. La sonata in si minore
Mariateresa Storino
Libro: Copertina morbida
editore: Albisani Editore
anno edizione: 2009
pagine: 120
La sonata in si minore è considerata unanimemente il capolavoro creativo di Franz Liszt. Composta nel 1853, alle sue prime apparizioni sulla scena suscitò aspre critiche per l'impiego della forma ciclica, che contravveniva ai principi tramandati dall'eredità beethoveniana. L'ostilità è ormai superata: la Sonata conta più di trecento incisioni ed è parte costituente del repertorio dei maggiori virtuosi. Questo volume ne ricostruisce la genesi, la presunta ma mai accertata associazione con un programma letterario, il tormentato processo di interpretazione della struttura, fino ad approdare ad un ascolto guidato.