Libri di Michele Hide
Il monte del ricordo
Michele Hide
Libro: Libro rilegato
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 84
"La poesia di Michele Hide, che si è rivelata in questi ultimissimi anni con poche notevoli uscite, ha un pregio evidente: l'immediata riconoscibilità. Ciò che caratterizza il nostro autore è - come si era visto nella plaquette d'esordio, "Il baule di Zollikön" del 2014 - la fedeltà strenua e naturale alle proprie radici, a un mondo ebraico di appartenenza e alle vicende personali, anche drammatiche. Questo risulta più significativo in un poeta ancora giovane (è del 1977), ma che ha già in sé la saggezza di chi sa che è impensabile guardare al futuro senza una piena, sebbene inquieta, consapevolezza delle proprie origini. Agisce in modo decisivo la memoria, che riporta a galla momenti, luoghi e figure dell'esperienza vissuta, i diversi colori della vita e la tenerezza negli affetti, in una inesausta ricerca identitaria. Ma se una precisa e ricca tematica è un punto di forza della sua poesia, appare non meno significativa la forma dei suoi testi, dove la medietà linguistica e di tono si realizza in un alternarsi di versi e prosa poetica che porta dalla pacatezza del recitativo a un canto sempre discreto e controllato, rendendo "Il monte del ricordo" un'opera molto convincente e matura".
Il baule di Zollikön
Michele Hide
Libro: Opuscolo
editore: Stampa 2009
anno edizione: 2019
pagine: 28
È questo un esordio assoluto che si impone per varie ragioni. In primo luogo, naturalmente, per la maturità espressiva e per l’energia del linguaggio che attraversa e sostiene una serie di testi che vengono a costituire un vero e proprio libro, la cui fisionomia risulta già molto netta. Un elemento caratterizzante è nella necessità, evidente, felicemente pervasiva, di cogliere il senso del proprio esserci, nella realtà del presente, anche o soprattutto nel legame indissolubile con un passato dal quale emergono luoghi, situazioni, momenti dell’esperienza indimenticabili. Tutto questo, lo si intuisce bene, non tanto per un disegno o un progetto, quanto per una necessità interiore, quasi ossessiva, che porta a galla brandelli di esistenza. Michele Hide introduce nei testi paesaggi, personaggi, residui mnestici, che si sono accumulati nel tempo in un vasto deposito forse ancora in gran parte da visitare. Come quel baule del quartiere di Zurigo, appunto Zollikön, che dà il nome alla raccolta. E quanti altri nomi, ebraici, percorrono queste pagine! Nomi carichi di suggestioni e strati di memoria, nomi importanti per l’autore e suggestivi, misteriosi per il lettore che ne viene attratto.

