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Libri di Michele Nicolaci

Il Seicento e il Settecento alle Gallerie dell'Accademia. Nuovi studi. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2025

pagine: 448

Il volume raccoglie le ricerche svolte da studiosi di diverse generazioni sulle opere del Seicento e del Settecento conservate alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, recentemente riallestite nei nuovi spazi espositivi del piano terra (2021). Accanto a celebri capolavori del museo (di artisti quali Pietro da Cortona, Strozzi, Fetti, Tiepolo, Piazzetta, Canaletto, Rosalba Carriera), le nuove sale hanno permesso di ripensare completamente l’allestimento permanente, con l’inserimento di opere meno note e in parte mai presentate al pubblico, stimolando quindi nuove considerazioni e inedite letture critiche e filologiche. I contributi qui riuniti, presentati in massima parte in occasione dell’omonimo convegno internazionale di studi promosso l’anno successivo dal museo, spaziano metodologicamente dalla pura connoisseurship all’indagine iconografica, da studi di carattere museologico a quelli di connotazione tecnica, incentrati sulle numerose novità emerse dai molti restauri condotti prima del riallestimento. Si tratta quindi di un fondamentale strumento di aggiornamento scientifico per la conoscenza delle collezioni del museo.
40,00 38,00

Pietro Bellotti e la pittura del Seicento a Venezia. Stupore, realtà, enigma.

Libro: Libro in brossura

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2025

pagine: 208

A quattrocento anni dalla nascita, le Gallerie dell'Accademia di Venezia dedicano un'importante mostra a Pietro Bellotti (1625 –1700), pittore bresciano, attivo per lo più a Venezia, ancora poco noto al pubblico, ma caratterizzato da uno stile raffinato e di indubbio fascino. L’evento si candida a rappresentare una preziosa occasione di riflessione e sintesi sulla cultura figurativa del secondo Seicento nell'Italia Settentrionale, di cui il museo raccoglie alcuni significativi capolavori recentemente riallestiti. Di Bellotti il Ministero della cultura ha acquistato negli ultimi anni, proprio per il museo, due straordinarie tele: l’Autoritratto in veste di Stupore, una sorta di eccentrica presentazione ufficiale del pittore nell’agone pittorico veneziano, e i Popolani all’aperto, prototipo della “pittura di realtà” e capolavoro della scena di genere, che costituisce un ponte con la celebre produzione del milanese Giacomo Ceruti. Due dipinti fondamentali, che consentono di mettere a fuoco le fasi estreme della sua attività: il primo, infatti, rimanda agli esordi veneziani, scanditi da una produzione incentrata su temi quali le parche, i filosofi e le negromanti (grandi protagonisti delle otto sezioni della mostra e del catalogo), il secondo, invece, costituisce il vertice della sua maturità, dedicata al vero e alle scene di vita quotidiana. La mostra vanta prestiti eccezionali concessi da musei internazionali e italiani, tra i quali il Museo Nacional del Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Staatsgalerie di Stoccarda, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Národní galerie di Praga, la National Gallery di Londra (oltre a numerose opere di collezione privata raramente esposte al pubblico). Tali prestiti, oltre che tratteggiare il percorso pittorico di Bellotti, spesso enigmatico, consentono di istituire importanti confronti con alcuni tra i massimi protagonisti del tempo attivi, o legati, a Venezia (Ribera, Giordano, Cagnacci).
29,50

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