Libri di P. Villa (cur.)
Forma, esplora, anima. Percorsi di trasformazione nelle comunità periferiche
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2020
pagine: 288
Comunità, spazio, interiorità, relazione, sosta, riflessività, sono solo alcune delle dimensioni che attraversano la vita quotidiana e che intrecciano la trama del racconto di un'esperienza formativa triennale rivolta ad animatori di comunità, promossa dalle Acli. Dal tentativo di "tenere in dialogo" una pluralità di linguaggi differenti nasce questo libro singolare, in cui confluiscono i principali contributi di riflessione, gli spunti, i concetti, gli approcci e le energie, frutto di un percorso corale. Docenti, formatori, ricercatori sociali, partecipanti, coordinatori del processo offrono il proprio apporto di idee e di esperienze, come in una conversazione a distanza che origina da una molteplicità di luoghi: l'aula, il territorio, il gruppo, la comunità, il pensiero, l'azione di ricerca e altro. È un invito a cogliere un'opportunità, ad inoltrarsi nei sentieri aperti delle domande che conducono verso direzioni inesplorate. Cosa significa agire processi di partecipazione e sviluppo nella comunità? Come l'animazione può diventare una pratica sociale discorsiva, capace di far emergere e organizzare le domande sociali? È possibile riconsiderare i rapporti tra centro e periferia, cogliendone gli aspetti trasformativi a partire dal vissuto di chi abita gli spazi? Quali implicazioni incontriamo nel ripensare percorsi educativi e di crescita della persona? Avanzando tra questi interrogativi il volume accompagna attraverso un viaggio dove la formazione, l'animazione e l'esplorazione, si nutrono una dell'esperienza dell'altra, sperimentano un legame complesso nella pratica e nella riflessione. Non si tratta di un libro definitivo. I contenuti e gli stimoli proposti non rispondono ad una tesi precostituita e, per questo, cercando di uscire dalle consuete traiettorie, si prestano ad una rilettura alla luce di quello che accade ora: l'esperienza di una emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo.
Jacopo da Trezzo e la costruzione de l'Escorial
Jean Babelon
Libro: Copertina morbida
editore: Diogene Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 366
Il 23 settembre 1589 a Madrid muore, forse in quella via che porta il suo nome, Jacopo Nizzola e dal suo testamento apprendiamo che si qualifica come "scultore di sua maestà" e subito dopo ricorda: "y natural de la villa de treco qu'es en el estado de Milan". "Il primo rinascimento, dice Müntz, avrebbe potuto chiamarsi l'epoca dell'oreficeria, tanto come l'ultimo è stato generoso di architetti, pittori e scultori". In questa schiera di orafi Müntz poté annoverare il nostro Jacopo che, percorrendo con perspicacia una strada ben delineata, fa l'orafo e l'intagliatore di pietre. Nominato scultore di Sua Maestà Filippo II; con Herrera stende progetti e costruisce macchine; come Cellini incide medaglie. Si formò a Milano, dove lo troviamo attivo tra il 1532 e il 1553, quando Milano era la capitale europea della glittica. Le botteghe dei Miseroni, dei Saracchi, di Annibale Fontana e Jacopo da Trezzo crearono favolose brocche di diaspro come quella della SchatzKramrner di Monaco o magnifici vasi in cristallo di rocca come quello del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

