Libri di Paolo Mele
Lucia Veronesi. La desinenza estinta
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio Arte
anno edizione: 2024
pagine: 128
Una civiltà resa afona dalle rimozioni: questo lo sguardo contemporaneo che Lucia Veronesi (Mantova, 1976) descrive in La desinenza estinta, un progetto artistico incentrato sulla cancellazione culturale che spazia tra scienza, linguaggio e attivismo. Vincitore della dodicesima edizione (2023) di Italian Council, programma che promuove l’arte contemporanea italiana nel mondo, l’opera entrerà nelle collezioni civiche del Museo Ca’ Pesaro di Venezia. La desinenza estinta consiste in una riflessione sul rapporto tra la storia della scienza al femminile, le implicazioni sociopolitiche, la botanica e l’estinzione del linguaggio. Tre sono le componenti del progetto, complementari ma allo stesso tempo autonome: un grande arazzo jacquard, che riassume l’esito della ricerca d’archivio svolta dall’artista tra il 2023 e il 2024; un’installazione video che documenta il processo creativo dell’opera; il volume Lucia Veronesi. La desinenza estinta, edito da Marsilio Arte a cura di Paolo Mele e Claudio Zecchi, rispettivamente direttore e direttore artistico di Ramdom, e dall’artista stessa. Questi tre elementi dialogano tra di loro e si integrano l’uno con l’altro, creando così una narrazione visiva che attraverso collage, disegni e foto di archivio evoca immagini del passato e solleva interrogativi sul presente, in cui le illustrazioni sono le vere protagoniste e il filo narrativo del racconto. La pubblicazione ripercorre le ricerche compiute da Lucia Veronesi tra Londra, Zurigo e Trondheim, offrendo un vero e proprio strumento di ricerca che accompagna il lettore in un viaggio visivo complementare al lavoro sviluppato con l’arazzo e il video. Apre il volume il contributo firmato da Veronesi La desinenza estinta, in cui viene illustrato e approfondito l’omonimo progetto artistico. L’opera, infatti, si sviluppa su tre livelli: il primo si ispira a uno studio sulle lingue indigene e sulla perdita delle conoscenze medicinali condotto da Rodrigo Càmara-Leret e Jordi Bascompte dell’Università di Zurigo. Il secondo livello riguarda le donne che si sono occupate di botanica dal Settecento al Novecento, ossia le scienziate e artiste-illustratrici che hanno raccolto esemplari di piante ignote contribuendo alla loro classificazione, catalogazione e studio. Il terzo livello del progetto si ispira ad Hannah Ryggen, un’importante artista norvegese del Novecento che nei suoi arazzi seppe far convergere istanze politiche e soluzioni formali, portando la tecnica della tessitura ai gradi più sofisticati dell’arte contemporanea. Segue il saggio dell’antropologo Manfredi Bortoluzzi, La foresta delle parole perdute. Arte e antropologia nella Desinenza estinta di Lucia Veronesi, un’indagine sulla multidisciplinarità e sul rapporto tra arte e antropologia nell’opera di Veronesi. Il filosofo, curatore e teorico d'arte contemporanea Marco Senaldi condensa in La desinenza in A. La desinenza estinta di Lucia Veronesi e l’eclissi della memoria una riflessione sullo stretto legame tra linguaggio e denominazione botanica, e del contributo delle donne nello studio di questa scienza. I prati della conoscenza è il saggio di Solveig Lønmo, in cui la storica dell’arte e curatrice norvegese analizza la pratica creativa dell’artista tessile Hannah Ryggen (1894-1970) e la sua influenza sull’arazzo che compone il progetto di Veronesi. Completano il catalogo l’indice delle immagini e una raccolta di brevi biografie delle esploratrici, botaniche e illustratrici citate nel volume.
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Libro: Libro in brossura
editore: Mousse Magazine & Publishing
anno edizione: 2020
pagine: 192
Sino alla fine del mare. Investigation on the extreme lands
Libro: Libro in brossura
editore: Viaindustriae
anno edizione: 2019
Cosa sono le terre estreme? Estreme rispetto a cosa? Come è possibile raccontarle? Cosa accade quando la visione e la quotidianità degli abitanti del luogo s'intreccia con quella degli artisti provenienti da altri luoghi? Possiamo considerare le terre estreme, o più in generale ciò che è periferico e marginale, una metodologia per se? Le terre estreme ci hanno invitato ad indagare su uno stato di relazioni infinite e complesse in cui la marginalità diventa parametro capace di mettere in discussione e interrogare la nozione di centro sia come luogo geografico che come luogo di produzione artistica o culturale. Sino alla fine del Mare prova a rispondere a queste domande attraverso il racconto di alcune tappe di un percorso di ricerca interdisciplinare conosciuto con il nome di "Indagine sulle Terre Estreme" avviato da Ramdom nel 2014.
Omissis. Il diritto alla difesa tra parole e silenzi
Paolo Mele
Libro
editore: Agorà Factory
anno edizione: 2021
pagine: 384
L'autore del libro è l'avvocato Paolo Mele, protagonista di decine e decine di vicende giudiziarie che, negli ultimi trent'anni hanno disseminato la realtà della provincia di Vicenza. di piccoli e grandi drammi. Ma l'autore, nel suo narrare, non si sofferma sulla cronaca, preferendo addentrarsi nelle complesse trame della mente di coloro che, di quelle vicende, ne sono stati i protagonisti, a volte come responsabili, altre come vittime. E per tutti vi è partecipazione e pathos, non solo professionale. Vi è, soprattutto, la volontà di restituire dignità a quei nomi attraverso i fatti, certo, ma di più scavando nel vissuto che li ha portati in quella data, in quell'occasione, a trovarsi di fronte a un destino, a una scelta, che da persone li ha trasformati in personaggi facendo loro vestire, di volta in volta i panni dalla vittima, o quelli del carnefice. L'autore sa, e ce lo racconta, che il ruolo dell'avvocato non è quello di scegliere per chi parteggiare. Il suo compito è quello di lottare a favore del proprio assistito cercando di seguire la rotta della verità. Ma anche in questa perigliosa traversata emerge tutta la sensibilità dell'uomo che la toga riveste: lettore e narratore attento dell'umanità che gli scorre a fianco; partecipe sempre delle vicende, eppure con disincanto; con quell'ironia velata di pessimismo che si stempera solo quando il suo sguardo si sofferma sui più umili, sui comprimari, sugli ultimi.