Libri di Pietro Maroè
L'azzurro infinito degli alberi. Storie di boschi monumentali e di piccole foreste in giro per l'italia
Pietro Maroè
Libro: Copertina rigida
editore: Rizzoli
anno edizione: 2018
pagine: 190
Sono duemila gli alberi che il Corpo Forestale definisce di "grande interesse" e centocinquanta quelli di "eccezionale valore storico o monumentale", equamente distribuiti tra nord, centro e sud Italia. Sono piante che hanno un'importanza unica, non solo per la loro peculiarità dal punto di vista biologico e naturale: sono testimoni del nostro passato, della nostra storia, e sono ancora protagonisti di temi caldi dell'attualità, come gli ulivi malati di Xylella in Puglia. L'obiettivo di trovare l'albero più alto d'Italia è l'occasione per il giovane arboricoltore e tree-climber Pietro Maroè di intraprendere un viaggio sulle tracce di questo patrimonio di inestimabile valore, che spesso nel nostro Paese viene dimenticato. Dai larici della Val d'Ultimo al platano di Cavour, dal cipresso di Nola agli immensi castagni siciliani, Pietro e i suoi compagni toccano gran parte delle regioni d'Italia, arrampicando non solo gli alberi più alti, ma anche i più antichi. Il viaggio è faticoso per Pietro, tanto più che suo padre è a capo della squadra, e il rapporto tra i due non è sempre facile. Tappa dopo tappa, l'autore ci accompagna tra i segreti dei tronchi e delle chiome, alla scoperta delle storie di esseri millenari, maestri di vita eppure spesso in pericolo. Questo libro parla di un'avventura, della passione per gli alberi e dell'arte di curarli, ma è anche un'inevitabile riflessione sulla responsabilità dell'uomo verso questi monumenti della natura, immortali custodi dell'azzurro del cielo.
La timidezza delle chiome
Pietro Maroè
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2018
pagine: 191
Pietro è un ragazzo di vent'anni che vive sugli alberi. Ci è salito prima di cominciare a camminare e ora cura gli alberi monumentali di mezzo mondo. Li scala, li studia, li ama, parla con i rami (e i rami parlano con lui, giura). In queste pagine racconta quello che succede in cima alle piante gigantesche dell'Australia e nei nostri giardini addomesticati. Perché anche lì, senza che ce ne accorgiamo, si consumano guerre e amori: come quello rasoterra e imprevedibile tra la salvia e il pomodoro. Ma questo libro non parla solo di alberi, parla anche di noi. Perché da quelle querce alte più di trenta metri Pietro guarda il mondo di sotto, il nostro mondo, quello di chi rimane a terra. E racconta cosa gli alberi ci possono insegnare, cosa ci servirebbe per vivere con la loro calma e capacità di adattamento. Pietro ci insegna qui come trovare una misura nuova per il nostro tempo: "Le piante sono lente, molto lente per la rapidità delle nostre vite. E mentre noi, impazienti del mondo di sotto, siamo incapaci di pensare con la misura dei secoli, loro ci vedono passare, ci guardano e sanno".
La timidezza delle chiome
Pietro Maroè
Libro: Copertina rigida
editore: Rizzoli
anno edizione: 2017
pagine: 198
Pietro è un ragazzo di vent'anni che vive sugli alberi. Ci è salito prima di cominciare a camminare e ora cura gli alberi monumentali di mezzo mondo. Li scala, li studia, li ama, parla con i rami (e i rami parlano con lui, giura). In queste pagine racconta quello che succede in cima alle piante gigantesche dell'Australia e nei nostri giardini addomesticati. Perché anche lì, senza che ce ne accorgiamo, si consumano guerre e amori: come quello rasoterra e imprevedibile tra la salvia e il pomodoro. Ma questo libro non parla solo di alberi, parla anche di noi. Perché da quelle querce alte più di trenta metri Pietro guarda il mondo di sotto, il nostro mondo, quello di chi rimane a terra. E racconta cosa gli alberi ci possono insegnare, cosa ci servirebbe per vivere con la loro calma e capacità di adattamento. Pietro ci insegna qui come trovare una misura nuova per il nostro tempo: "Le piante sono lente, molto lente per la rapidità delle nostre vite. E mentre noi, impazienti del mondo di sotto, siamo incapaci di pensare con la misura dei secoli, loro ci vedono passare, ci guardano e sanno".

