Libri di Roberto Brumat
Talidomide: il grande silenzio
Alfredo Giacon
Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2019
pagine: 126
«Non si può nascondere una storia per sempre. Anche se con la nostra ci hanno provato, eccome se ci hanno provato!». Tra gli anni Cinquanta e Sessanta migliaia di donne incinte ricorsero a farmaci a base di talidomide per contrastare nausee o insonnia. Farmaci, prodotti da un’azienda tedesca, che avrebbero dovuto essere privi di effetti collaterali. Non era così. Gli effetti collaterali ci furono: in decine di Paesi nacquero migliaia di bambini con malformazioni agli arti o agli organi interni. Li hanno chiamati «i figli del Talidomide». Una definizione che nasconde una storia di avidità, di profitti fatti sulla salute di madri e figli, di silenzi, di errori, di bugie, di connivenze, di omertà. Ma è anche la storia di persone per bene che per anni si sono battute perché venisse fatta giustizia. A raccontarla in queste pagine è uno di quei bambini, oggi diventato adulto, la cui vita è stata segnata da un’unica minuscola pastiglia: le vicende del più grande scandalo farmaceutico di tutti i tempi si intrecciano con quelle personali di una famiglia che, come tante, per anni ha cercato la verità nascosta dietro un grande silenzio.
Te lo racconto o te lo dico?
Sabrina Tonin
Libro: Libro in brossura
editore: Autopubblicato
anno edizione: 2021
pagine: 160
L'ultimo Sonderkommando italiano. A Dachau ero il numero 123343
Enrico Vanzini
Libro: Libro rilegato
editore: Rizzoli
anno edizione: 2013
pagine: 135
Il destino di Enrico sembra segnato fin dalla sua nascita. Nato a soli diciannove giorni dalla presa del potere di Benito Mussolini, vede la sua gioventù interrotta, come quella di molti suoi coetanei, dalla campagna di Grecia. A diciotto anni parte per Atene, dove per la prima volta vede all'opera i militari nazisti: attrezzati, precisi, efficienti, ma anche ubriachi, rabbiosi, vendicativi. Quando all'indomani dell'8 settembre l'Italia rompe l'alleanza con Hitler, sono proprio quei temibili soldati a caricarlo su un treno insieme ai suoi commilitoni. I vagoni sono stipati, poco o nulla da mangiare e bere, un viaggio di tre settimane. Dopo i lavori forzati a Ingolstadt e una condanna a morte scampata a Buchenwald, nell'ottobre del '44 Enrico arriva a Dachau, dove imparerà la lezione più dura della sua vita: l'orrore non conosce limiti. Nel campo la morte è il pane quotidiano, un incubo con cui si è costretti a convivere e Enrico lo sa meglio di chiunque altro. Lo hanno arruolato nel Sonderkommando, un'unità di internati destinata a sbrigare il lavoro di cui neanche le SS si vogliono occupare. Enrico trascorre i suoi giorni a Dachau raccogliendo cadaveri nelle camere a gas per poi portarli ai forni crematori: carica corpi senza vita e poi ne recupera i resti carbonizzati. I suoi ricordi sono la viva testimonianza della Shoah, un massacro che ancora oggi qualcuno ha il coraggio di negare. Enrico è sopravvissuto a quell'orrore, ma per sessant'anni non ha mai parlato...