Libri di Rocco Turi
Storia segreta del PCI. Dai partigiani al caso Moro
Rocco Turi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2013
pagine: 240
Il volume ricostruisce la genesi politica e la storia del complotto internazionale che portò al rapimento dell'onorevole Aldo Moro. Storia segreta del PCI è un libro documentato e l'ultimo atto di una vicenda descritta attraverso migliaia di carte ufficiali del Governo italiano (che solo Wikileaks, probabilmente, avrebbe pubblicato) e attraverso il racconto di numerosi osservatori diretti e partecipanti, come i partigiani italiani fuggiti dal nostro Paese - residenti in Cecoslovacchia - e personalità della nostra Ambasciata a Praga. Rudolf Barak, ex Ministro dell'Interno cecoslovacco negli anni cinquanta - che mai aveva accettato di incontrare uno studioso straniero - confermò personalmente a Rocco Turi che i partigiani italiani furono al servizio del Kgb e della polizia segreta cecoslovacca. Negli otto anni del Ministero di Rudolf Barak (1953-1961) i nostri partigiani furono proprio al suo servizio. L'eredità fu raccolta dai suoi successori in tutti gli anni della Guerra fredda e la Cecoslovacchia fu meta per l'addestramento di terroristi provenienti da tutto il mondo.
Gladio rossa. Una catena di complotti e delitti, dal dopoguerra al caso Moro
Rocco Turi
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2004
pagine: 344
Il caso Moro è stato sempre ricostruito sulle tracce della relazione di maggioranza della Commissione parlamentare, istituita ad hoc, che attribuirebbe a sofisticate menti occidentali le maggiori responsabilità del sequestro politico più eclatante del dopoguerra. Questo libro contesta le tesi del filone "politicamente corretto" sul rapimento dello statista democristiano e porta alla ribalta capitoli oscuri della storia segreta del comunismo e del Pci; ricostruisce uno scenario politico nuovo nel quale sarebbe maturato il sequestro, esponendo, a sostegno della tesi, l'azione di partigiani deviati che nel dopoguerra fuggirono e poi rimasero in rapporto con la Cecoslovacchia e sarebbero stati anche i padri del terrorismo brigatista italiano.

