Libri di V. Sichenze
Il buon libro. Una Bibbia laica
A. C. Grayling
Libro: Copertina rigida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2012
pagine: 667
"Il Buon Libro" è un libro certamente unico al mondo. Esso intende "aiutare e guidare, consigliare, informare, ammonire e consolare, e soprattutto sostenere la luce della mente e del cuore dell'uomo contro le ombre della vita", ispirandosi in questo alla Bibbia cristiana ed ebraica, al Corano e agli altri libri sacri delle grandi religioni. Ma a differenza di quelli, "non esige l'accettazione di un credo o l'obbedienza a ordini, non impone obblighi né minaccia castighi". È nato com'è nata la Bibbia: componendo e modificando testi scritti in un lungo lasso di tempo - nel caso del "Buon Libro", tremila anni circa. Ma la Bibbia fu messa insieme da moltissime mani: il "Buon Libro" dal solo Anthony C. Grayling, fra i più apprezzati e popolari filosofi inglesi. I quattordici libri che lo costituiscono - dalla Genesi ai Canti, dalle Parabole alle Epistole, dalle Consolazioni a Il bene - sono letteralmente "fatti" da oltre mille testi, di parecchie centinaia di autori fra i maggiori saggi, letterati artisti d'Occidente e d'Oriente, dall'antichità fino alle soglie del Novecento. Grayling ha distillato i loro insegnamenti, le loro intuizioni, i loro consigli, le loro vicende umane, le loro tragedie, i loro desideri, il loro amore e il loro dolore in una sola Bibbia, umanista e laica. In un'epoca in cui a molti le religioni non sono più in grado di parlare, e la filosofia parla a pochi e si occupa poco della vita, "Il Buon Libro" è un libro per tutti.
Il libro nero dell'umanità. La cronaca e i numeri delle cento peggiori atrocità della storia
Matthew White
Libro: Copertina morbida
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2011
pagine: 867
Si può scrivere una storia universale delle atrocità? E se ne può stilare una classifica? Come confrontare misfatti avvenuti in tempi e contesti tanto diversi? Secondo Matthew White, bibliotecario statunitense, ricercatore indipendente specializzato in "atrocitologia", un criterio perfetto non c'è, dunque non rimane che il nudo numero delle vittime: come dice l'autore, "il numero di cui si ha sempre voglia di discutere". Utilizzando le migliori fonti di statistica storica, e compiendo uno studio comparativo senza precedenti, White ricostruisce così i cento avvenimenti più sanguinosi, per un totale di mezzo miliardo di morti, dalla seconda guerra persiana del V secolo avanti Cristo fino al Congo e al Sudan dei nostri anni, passando per decine di eventi meno noti: quanti di voi avrebbero immaginato al sesto posto la rivolta ottocentesca dei Taiping in Cina, con venti milioni di vittime? A ciascuna "atrocità" White dedica un capitolo, e in ogni capitolo avvolge i numeri grezzi con una cronaca militare, politica e sociale di grande utilità e ricca di aneddoti e curiosità inedite, spesso intrisa di ironia e sarcasmo verso l'umana crudeltà e stupidità.

