Libri di Alessandra Crabbia
Le memorie di una strega
Alessandra Crabbia
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2012
pagine: 140
Il cappello di Panama
Alessandra Crabbia
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2009
pagine: 98
"'Il cappello di Panama' di Alessandra Crabbia è un romanzo viscerale. Racconta la vita d'una donna che cerca di farsi amare in ogni modo possibile, l'amaro calice della verità, il fiato in gola mentre si percorre il sentiero della rinascita, la passione ardente d'una donna che scrive e dipinge con il proprio sangue. Un romanzo d'una bellezza crudele, le parole attinte dall'universo magico conducono alle rivelazioni dei segni, ai colori distillati dal sangue caldo d'una donna passionale. Un libro del cielo e dell'inferno, sprigionato dalla genialità di un'artista, che accompagna inesorabilmente alla considerazione finale 'l'unico modo di capire è divorare la vita' perchè bisogna soffrire per capire profondamente la propria essenza: essere 'follemente felici' e 'bastardamente carnali'." (dalla prefazione di Massimo Barile)
La carne e l'anima
Alessandra Crabbia
Libro: Copertina morbida
editore: Montedit
anno edizione: 2007
pagine: 108
"...Non v'è opera che non contenga qualcosa di autobiografico, anzi, a volte, v'è tutta la vita d'uno scrittore: si assiste allora al "bagno di fuoco", come nel romanzo "La carne e l'anima" di Alessandra Crabbia, e non esistono più traiettorie né codici di comportamento: le aperture nel cielo immenso, le inevitabili picchiate sulle miserie umane, sulle fragilità del vivere, su questa fottuta e "puttana" vita. Giorno dopo giorno, si torna a vivere e, al contempo, si muore sempre un po'. Le parole segnano il cammino d'una donna, la carne viene lacerata, la mente pare vivisezionata, il sangue viene versato: ecco "l'artista buffona, la donna con la testa sulle nuvole, la pittrice esaltata, la scrittrice dionisiaca, la sognatrice, l'istriona che ha amato troppo il vino rosso, che ballava flamenco sui tavoli, che amava l'estasi... Come può aver paura della morte?" (dalla prefazione di Massimo Barile).

