Libri di Arianna Carannante
I chiostri nell’area mediterranea tra XI e XIII secolo. Architettura, archeologia, arte
Libro: Libro in brossura
editore: All'Insegna del Giglio
anno edizione: 2024
pagine: 508
Il volume nasce dall’idea di riflettere sul ruolo del chiostro, spazio nodale della vita monastica: luogo di ascesi, rifugio, meditazione e ritiro. La progettazione degli spazi claustrali occupa un ruolo centrale nella produzione architettonica medievale. In parallelo all’istituzionalizzazione e diffusione degli Ordini religiosi, nel periodo compreso tra l’XI e il XIII secolo, si assiste all’elaborazione di differenti soluzioni progettuali. L’architettura dei chiostri abbaziali, canonicali, conventuali risponde alle esigenze delle comunità che li abitano e le variazioni architettoniche sono l’esito dell’incontro tra “modelli d’importazione” e pratiche costruttive autoctone. Dalla necessità di esplorare con maggiore attenzione lo spazio mediterraneo nel medioevo, nonché di porre a confronto gli sviluppi delle ricerche nei diversi paesi, ha preso forma l’idea di questo volume multidisciplinare, comprendente circa trenta contributi. Si tratta del primo passo di un ampio lavoro che pone al centro l’isola di Lipari, con lo scopo di indagare la complessità dei fenomeni architettonici, artistici e archeologici nel mediterraneo medievale.
Quaderni dell'Istituto di storia dell'architettura. Volume Vol. 78
Libro
editore: L'Erma di Bretschneider
anno edizione: 2024
pagine: 108
La cattedrale di Lucera e l'architettura angioina del primo Trecento
Arianna Carannante
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2023
pagine: 184
Il duomo di Santa Maria Assunta a Lucera costituisce la fucina di formazione di un nuovo linguaggio spaziale destinato ad avere fortuna in area adriatica verso nord. Volumi semplici dominati dal susseguirsi di archi acuti, una decorazione scarna affidata solo a portali e capitelli dall'ornato standardizzato e lineare sono le caratteristiche principali della fabbrica, il cui studio apre nuove prospettive di ricerca. La sua architettura si mostra come il frutto dell'influenza transalpina mitigata dalle componenti linguistiche proprie del linguaggio tardo romanico autoctono. Se la sua concezione formale, in pianta e in alzato, risulta debitrice delle esperienze partenopee, gli elementi di dettaglio sono il frutto della fusione di componenti d'oltralpe e locali.