Libri di Camilla Pulcinelli
Mio padre si chiamava Aurelio Bianchi Giovini. Storia, memorie, fantasia e documenti
Camilla Pulcinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 236
Aveva attraversato un’epoca gloriosa Bianchi Giovini, e aveva avuto un ruolo nella cultura del tempo ma la sua fama era subito svanita e il suo nome dimenticato. Era morto nel 1862, lasciando nell’indigenza la moglie Maria Bellasi assieme alle figlie Egeria, Cloe, Polimnia, Urania, Eudossia, Amelina e Talia: una figliolanza tutta al femminile che non potrà trasmettere il nome di famiglia. Il tempo, si sa, cancella ogni cosa e fra qualche anno anche i nomi delle sorelle Bianchi Giovini saranno dimenticati. Ma questo è un pensiero che non affligge Urania. Era certa che le carte lasciate dal padre sarebbero andate disperse o dimenticate in qualche cassetto, e invece le è stata regalata un’estrema unica opportunità: lei, che si è interessata al lavoro del padre fin da bambina, destando impressione in famiglia e scalpore nella buona società, dopo quarant’anni di oblio potrà restituire ad Aurelio Bianchi Giovini il riconoscimento emblematico di patriota e combattente della penna. Camilla Pulcinelli dipinge un ritratto vivido di un uomo che dedicò la sua esistenza alla libertà e alla cultura, vivendo intensamente le battaglie politiche e intellettuali del suo tempo. Un racconto che intreccia storia, emozioni e una profonda riflessione sul lascito della memoria.
L'infinito in un seme
Camilla Pulcinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2023
pagine: 48
Un viaggio dall’infanzia all’età adulta e ritorno, alla ricerca della parte bambina che abbiamo smarrito. La silloge è una continua esplorazione di sé e del mondo, soprattutto quello naturale, a cui l’autrice si sente connessa a partire dal sasso, il filo d’erba, il fiore fino a trovare nelle piccole cose quotidiane il loro respiro cosmico. Un viaggio in cui l’autrice sembra chiedere ad ognuno di noi come interpretare il tempo dell’infanzia: se viverlo come una cacciata da un paradiso che fu o se farne un ritorno, ragionato e luminoso, alla nostra essenza più profonda.

