Libri di Daniele Crivellari
«Con el fablar diximos mucho bien del callar». Studi scelti in omaggio a Pietro Taravacci
Libro
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2024
pagine: 232
«El trabajo me pone alas». Scritti in omaggio a Rosa Maria Grillo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Officine Pindariche
anno edizione: 2023
pagine: 1064
«El trabajo me engolosina. El trabajo me pone alas. A otros embriaga el vino; a mí el exceso de trabajo». Sono parole che José Martí, l’apostolo della patria cubana, il padre di "Nuestra América", annotò nel suo quaderno di appunti nel 1881, espressione del suo umanitarismo sociale, di fervidi sentimenti socialisti, volto alle rivendicazioni e alle speranze del popolo dei lavoratori, del popolo numeroso e bisognoso della sua America "mestiza". Ci sono parse tali parole un veicolo privilegiato per richiamare, sin dal titolo di questo volume, una delle cifre essenziali della disposizione umana, vitale, esistenziale, oltre che dell’impegno intellettuale, di Rosa Maria Grillo, esempio ammirevole di un’operosità, una laboriosa vitalità, esercitata, proprio come in Martí, come il veicolo di un vitale umanesimo.
El Privado perseguido. Ediz. italiana.
Daniele Crivellari
Libro: Copertina morbida
editore: Il Molo
anno edizione: 2012
pagine: 288
Il romance spagnolo va in scena. Strategie di riscrittura nel teatro di Luis Vélez de Guevara
Daniele Crivellari
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2008
pagine: 254
Il "Romancero" medievale, uno dei fenomeni più caratteristici della lirica ispanica, attinse ad ambiti eterogenei, da quello storico a quello letterario, dalle "Crónicas" alle leggende, e ne rielaborò in modo peculiare i materiali, costituendo nei secoli un patrimonio di componimenti (i "romances") che crearono nella realtà culturale iberica una sorta di "tessuto memoriale popolare", un insieme di temi, vicende, personaggi e situazioni collettivamente condiviso. A questo retaggio mnemonico i drammaturghi barocchi, consci delle possibilità offerte dai processi di riscrittura della materia tradizionale, attinsero con frequenza per la composizione delle loro opere. Il volume, partendo da un'analisi delle vicende legate alla trasmissione dei materiali "romanceriles" dal Medioevo all'epoca aurea, e dal genere lirico tradizionale a quello drammatico della "Comedia Nueva", affronta gli aspetti salienti delle tecniche di trasposizione intergenerica dei "romances", concentrandosi principalmente su temi e dinamiche della riscrittura teatrale. Il corpus preso in esame è quello della produzione drammatica di Luis Vélez de Guevara (1579-1644), autore la cui opera risulta fortemente permeata dall'impiego di questi meccanismi, che divengono autentiche forme di rappresentazione della realtà e costituiscono in definitiva un vero e proprio modo di "fare teatralità".