Libri di Francesco Pitassio
Documentare il trauma. L'Università Castrense di San Giorgio di Nogaro: saperi e immagini nella Grande guerra
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 212
Il volume presenta i risultati del progetto di ricerca Documentare il trauma. Per un archivio digitale dell’Università Castrense di San Giorgio di Nogaro. Saperi, pratiche, immagini nella Grande guerra (1916-1917), dedicato a un caso poco conosciuto di storia locale, ma di più ampia rilevanza, esaminato in una prospettiva interdisciplinare. Attraverso la ricerca sul campo, la sperimentazione clinica e la creazione di reti professionali e interpersonali, l’esperienza inedita della Castrense ebbe ricadute significative non solo sulla medicina militare e sul servizio sanitario di guerra, ma più in generale sulla sanità e la cultura italiana ed europea del primo dopoguerra, nonché sull’elaborazione del concetto di trauma bellico.
Il cinema neorealista
Francesco Pitassio, Paolo Noto
Libro: Libro in brossura
editore: Archetipo Libri
anno edizione: 2010
pagine: 268
A oltre sessant'anni dalla folgorante apparizione di 'Roma città aperta', il neorealismo continua a essere il momento più conosciuto, studiato e amato nella storia del cinema italiano. L'importanza del fenomeno per il cinema e la cultura nazionali è tale da disorientare il lettore che vi si avvicina, per la ricchezza del dibattito e la profondità della storiografia a esso dedicati. Pensato per fornire delle coordinate precise a quanti studiano il cinema italiano del dopoguerra, ma anche a spettatori appassionati, il volume osserva il neorealismo da differenti angolazioni, senza perderne di vista la complessità. Sono chiamati in causa autori celeberrimi (De Sica,Rossellini e Visconti), insieme a oggetti di passioni cinefile (De Santis, Germi, Lattuada) e figure di considerevole importanza per il fenomeno, ma spesso trascurate (Castellani, Zampa).
Shoah di Claude Lanzmann. Una finzione del reale
Francesco Pitassio
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 128
In Europa è a lungo prevalso il termine “olocausto” per descrivere l'annientamento delle comunità ebraiche per opera dei nazisti tra il 1939 e il 1945. Poi, nel 1985 il regista francese Claude Lanzmann concluse la lavorazione, protrattasi per dodici anni, della sua opera principale, intitolandola con uno dei termini ebraici per designare il genocidio: Shoah. A partire da quel momento, il vocabolo entrò nel lessico comune. Il film è un lavoro straordinario per durata e complessità. Attraverso la testimonianza di decine di individui, scelti tra quelli più vicini ai siti dello sterminio, Lanzmann offre una polifonia radicata nei luoghi del genocidio, ormai vuoti e muti. Il volume esamina la struttura dell'opera, collocandola tra le rappresentazioni documentarie della Shoah, e ne indaga il ruolo tanto nella storia del cinema quanto nella produzione del regista.

