Libri di G. Noferi
Odio, rabbia, violenza e narcisismo
Otto F. Kernberg
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2020
pagine: 118
Il più recente scritto di Kernberg è una summa essenziale del suo pensiero e una lucida panoramica su alcuni drammatici temi cardine della società odierna, temi che egli ha attraversato e analizzato a fondo, nella teoria e nella clinica, nell'arco della sua lunga ricerca psicoanalitica. Il materiale è tratto dal corso clinico "Odio, rabbia, violenza e narcisismo", da lui tenuto nell'ambito delle Lindauer Psychotherapiewochen del 2010. Centrale è sempre il tema del narcisismo, cui Kernberg ha dedicato nel corso della sua esperienza una fitta serie di pubblicazioni. Lo psicoanalista porta avanti così il progetto di elaborare una concezione generale per una problematica ampia e ramificata, allo scopo di chiarire gli aspetti psicopatologici che accompagnano la pratica clinica relativa a questo disturbo e offrire un aiuto pratico nel trattamento dei pazienti. Il volume si articola in cinque lezioni che approfondiscono alcuni temi basilari. Nella prima e nella seconda vengono analizzate le manifestazioni della pulsione di morte, in particolare la coazione a ripetere, il sadomasochismo e la reazione terapeutica negativa. Un'attenzione centrale viene dedicata ai processi autodistruttivi nella psicologia delle masse e nella società. La terza lezione esamina la pulsione di morte e l'aggressività sullo sfondo delle moderne neuroscienze: Kernberg risale dalla clinica alla teoria, identificando le cause delle gravi patologie esaminate. La quarta lezione è incentrata sulla diagnosi e sul trattamento dei disturbi gravi della personalità, con il quadro di riferimento della teoria delle emozioni e delle relazioni oggettuali. La quinta, infine, esamina le strategie e le tecniche della psicoterapia psicodinamica, anche in relazione al trattamento di gravi regressioni paranoidi.
Il sé nel corpo. Movimento e psicoanalisi
Katja Bloom
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2007
pagine: 252
Se il linguaggio del corpo si articola nel movimento e quello della mente nel pensiero, è pur vero che il corpo può parlare alla mente e che la mente può mutare il corpo. Questo è appunto un libro che si propone di parlare al corpo del lettore, stimolando in lui quella stessa attenzione corporea che nel lavoro clinico del terapeuta può aiutare la comprensione dei processi emotivi del paziente. Il testo offre una nuova prospettiva alla connessione tra articolazione verbale e non verbale nel setting terapeutico. Accanto a un ricco panorama teorico del percorso attraverso cui la psicoanalisi ha dato sempre maggiore rilievo alla dimensione corporea del Sé (partendo da Freud e passando per Melanie Klein, Bion, Winnicott e i recenti apporti delle neuroscienze), l'autrice fornisce un possibile modello di interazione con le discipline del movimento: in particolare la Laban Movement Analysis, che codificando il repertorio delle unità motorie fornisce un lessico delle forme e delle emozioni. La Bloom - danzatrice, coreografa, docente e terapeuta riflette sull'apporto che le discipline del movimento possono dare all'analisi dei fenomeni di transfert e controtransfert e, viceversa, sul contributo che la teoria psicoanalitica può offrire a consolidare le fondamenta teoriche della danza movimento terapia.
Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì
Robert B. Cialdini
Libro: Copertina morbida
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2013
pagine: 280
Perché una richiesta formulata in un certo modo viene respinta, mentre una richiesta identica, però presentata in maniera leggermente diversa, ottiene il risultato voluto? Cialdini ha scoperto che alla base delle migliaia di tattiche usate quotidianamente dai persuasori ci sono sei schemi fondamentali; in questo libro ne rivela tutti i meccanismi di funzionamento.
Pre-suasione. Creare le condizioni per il successo dei persuasori
Robert B. Cialdini
Libro: Copertina rigida
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2017
pagine: 416
Dopo più di trent'anni dall'uscita di "Le armi della persuasione", Cialdini svela che il segreto per ottenere una persuasione efficace non è tanto nel messaggio quanto nel momento chiave che precede la comunicazione. Con la stessa combinazione di rigore scientifico e limpida chiarezza, Cialdini ci spiega come i comunicatori di successo sappiano sfruttare i "momenti privilegiati per il cambiamento" nei quali l'ascoltatore è pronto a recepire il messaggio ancora prima di farne esperienza. La persuasione efficace si ottiene con una pre-suasione ottimale; per cambiare le menti un esperto pre-suasore deve prima cambiare gli "stati mentali". Non è necessario modificare l'atteggiamento dell'ascoltatore, le sue convinzioni, le sue esperienze. Attingendo da un'ampia raccolta di studi e di esperienze sul campo - dalle campagne di marketing on line alla propaganda di guerra - Cialdini mostra come la capacità di catalizzare l'attenzione dell'uditorio e di focalizzarla dove si vuole prepari le condizioni migliori per una comunicazione di successo.
Tempi oscuri. Prospettive psicoanalitiche sulla politica, la storia e il lutto
Jonathan Sklar
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2022
pagine: 156
Scrive Sigmund Freud in Autobiografia: "Mi resi conto con sempre maggiore chiarezza che gli eventi della storia, gli influssi reciproci fra natura umana, sviluppo civile e quei sedimenti di avvenimenti preistorici di cui la religione è il massimo rappresentante, altro non sono che il riflesso dei conflitti dinamici fra Io, Es e Super-io, studiati dalla psicoanalisi nel singolo individuo: sono gli stessi processi ripresi su uno scenario più ampio". Ecco il punto di partenza di Jonathan Sklar per affrontare un tema, quello del dialogo fra mondo interno e mondo esterno, spesso guardato con sospetto dagli psicoanalisti, che pure avrebbero tutti gli strumenti a disposizione per far sentire la propria voce con autorevolezza: la cognizione dei meccanismi mentali che incontrano in seduta, in particolare quelli relativi a crudeltà, sadomasochismo e perversione, si può applicare anche alle atmosfere che erompono incontrollabili nella società, infettandola e causando profonde rotture e divisioni, con la contrapposizione fra 'noi' e 'loro'. L'analisi dell'autore parte da alcuni eventi tristemente noti della storia contemporanea e procede alla ricerca delle 'tracce mnestiche collettive', la capacità dei ricordi inconsci di tornare dal passato: frammenti che a volte sembrano erompere dal nulla, sia nel singolo individuo sia nella dimensione comunitaria, influenzando comportamenti e scelte politiche. Mentre osserviamo il ritorno di dinamiche politiche che non disdegnano prassi e atteggiamenti autoritari, Sklar propone un'analisi dei linguaggi del nostro tempo, dell'importanza del lutto, dell'ascolto delle differenze e della conoscenza per contrastare i sistemi di controllo, inganno e violenza propugnati dai regimi totalitari. Si dedica poi a un'interpretazione psicosomatica delle brutalità subite dalla popolazione yazida per mano dell'ISIS, e al rapporto fra la crudeltà dell'ambiente infantile e l'odio dell'altro nella società. Se oggi la tendenza di tutti noi fruitori distratti della cascata di informazioni è quella di restare in superficie per non avere la sensazione di affogare, "Tempi oscuri" vuole essere una porta di accesso all'inconscio collettivo, attraverso cui trovare, o ritrovare, la libertà di pensare e creare nuove prospettive, con la consapevolezza che solo un lavoro profondo sul lutto, tanto personale quanto collettivo, può evitare il ritorno del rimosso.
La mente in conflitto
Charles Brenner
Libro: Copertina morbida
editore: Psycho
anno edizione: 2000
pagine: 304
Charles Brenner è stato Presidente della Società Psicoanalitica di New York e dell'Associazione Americana di Psicoanalisi. Per oltre vent'anni è stato membro del corpo accademico dell'Istituto Psicoanalitico newyorkese ed è inoltre lettore di psichiatria alla Scuola medica di Yale e Professore di psichiatria al Centro medico metropolitano dell'Università statale di New York. È autore di "Breve corso di psicoanalisi", "Tecnica psicoanalitica e conflitto psichico", pubblicati in questa collana. Brenner presenta, in questo suo ultimo lavoro, una completa elaborazione di ogni singolo elemento che interviene nel conflitto psichico e nei suoi vari esiti, senza contare una riformulazione esauriente della genesi e attività del Super-io. La semplicità del lessico e dello stile rende accessibile questo libro agli studenti che affrontano la psicoanalisi a tutti i livelli, eppure vi troviamo intuizioni della più profonda sottogliezza, suscettibili di migliorare il lavoro clinico anche dell'analista più sperimentato.
La fantasia del mondo distrutto. Uno studio psicoanalitico su cultura e politica
David P. Levine, Matthew H. Bowker
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2022
pagine: 208
Le fantasie esistono a due livelli di esperienza: il mondo interno, o privato, e lo spazio esterno, pubblico. Una fantasia pubblica è condivisa, ci tiene insieme agli altri e rivela il senso del nostro legame sociale, che a sua volta definisce il tipo di società in cui viviamo, o vorremmo vivere. In questo volume Levine e Bowker analizzano la fantasia del mondo distrutto e le tendenze culturali e politiche che si organizzano intorno all'idea che il mondo nel quale viviamo sia un posto pericoloso, dominato da odio e distruzione, nel quale il compito principale del soggetto sia sopravvivere e lottare contro forze ostili. L'approfondimento di questa fantasia pubblica ne rivela i significati nascosti e i risvolti nei riguardi del mondo interno, nonché delle difese fondate sul concetto di colpa, funzionale a garantire la possibilità di un'azione riparatrice del mondo distrutto. La convinzione di essere alla mercé di minacce esistenziali si esprime attraverso narrazioni, immagini e dialoghi investiti da desiderio e paura. In queste fantasie il passato, il presente e il futuro sono tempi di scontro della volontà, e i personaggi che compaiono nella fantasia privata, ma soprattutto in quella pubblica, incarnano le esperienze emotive interiorizzate come stati del sé. Tali fantasie, che tendono a formare narrazioni estreme e pervase di violenza, non inducono il soggetto che le produce ad agire quella stessa violenza, ma influiscono sul modo in cui l'individuo modella il mondo esterno. La fantasia pubblica quindi non è solo una fuga dalla realtà, è il segnale che nella vita privata di ciascuno si manifesta un elemento vitale di condivisione con l'altro. Attingendo a un vasto orizzonte psicoanalitico, che da Freud e dal suo concetto di uso della colpa come base della società passa per la perdita del kleiniano 'oggetto buono' e per il 'difetto fondamentale' di Balint, Levine e Bowker accompagnano il lettore in un viaggio nella fantasia del mondo distrutto e nei suoi risvolti sociali e politici, servendosi di esempi tratti dalla letteratura del Novecento, dalle serie televisive e da fatti di cronaca accaduti nel recente passato.
Un cuore che pensa. Tre livelli di terapia psicoanalitica con i bambini
Anne Alvarez
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 307
Dopo mezzo secolo di pratica terapeutica con i bambini, Anne Alvarez può dire: "Amo la psicoanalisi anche per la non secondaria ragione che funziona". Ma funziona se il terapeuta è capace di imparare dai pazienti, se è in grado di cercare sempre nuove strade per comunicare con loro, anche strade che possono differire da quelle 'classiche'. Solo molto dopo averli trovati Alvarez è stata in grado di inquadrare quei nuovi modi per raggiungere i pazienti in uno schema più ampio, dove gli interventi dello psicoanalista si dispongono su una dimensione continua che varia direttamente col variare della capacità di introiezione del paziente, consentendo al terapeuta di modulare la sua azione clinica a seconda delle possibilità reali che ha il paziente di riceverla. Su questo continuum l'autrice propone di evidenziare tre punti di riferimento cruciali per la riuscita della comunicazione, un livello esplicativo (perché), uno descrittivo (che cosa), e uno intensificato, o 'vitalizzante', che consiste in ciò che Alvarez ha denominato un 'richiamo', cioè un'insistenza attiva nel richiamare l'attenzione del paziente su un significato ("Ehi!"). Essenziale è saper riconoscere il livello al quale operare per produrre un vero risultato terapeutico, e soprattutto non considerare nessuno dei tre livelli più o meno legittimo ('ortodosso') di un altro. L'approfondimento di ciascun livello è il contenuto delle tre parti in cui si articola il libro.
Trauma e memoria. Una guida pratica per capire ed elaborare i ricordi traumatici
Peter A. Levine
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2018
pagine: 177
Il passato è la base del futuro e la memoria è il fondamento dell'identità. La funzione selettiva dei ricordi permette di compiere scelte coerenti nel presente, evitando di ripetere le risposte dannose e orientandosi verso un futuro più efficace. Ma accanto ai ricordi 'normali', buoni o cattivi che siano, tutti ci portiamo dentro in maggiore o minore misura un certo numero di ricordi traumatici, che si distinguono per la loro staticità e fissità. Sono tracce incise profondamente nel cervello, nel corpo e nella psiche da esperienze violente o travolgenti, che non mutano e non si aggiornano col passare del tempo. I ricordi traumatici ricompaiono come schegge impazzite nel bel mezzo della vita, soffocando l'energia vitale, nel sonno o nella veglia. Nell'ottica del somatic experiencing, il metodo con cui l'autore porta avanti da decenni il lavoro sui sintomi post-traumatici, il trauma non è una malattia, ma una risposta fisiologica a una situazione dolorosa o minacciosa dalla quale non c'è via di uscita: l'organismo reagisce con l'impotenza e la paralisi, e all'interno dell'individuo si inscrive quel ricordo traumatico non elaborato che continuerà a ripresentare il conto per il resto della vita. Diventa allora fondamentale, per lavorare sui sintomi del trauma, comprendere in che modo la memoria e i ricordi interagiscano con il funzionamento della psiche e del corpo. È nella memoria procedurale che Levine situa le tracce mnestiche inscritte dal trauma, ed è a quel livello di memoria che è necessario accedere per rinegoziare ed elaborare il trauma. Cruciale è il modo in cui i ricordi traumatici rimangono ancorati alle sensazioni fisiche e agli schemi motori: il somatic experiencing utilizza gli strumenti del movimento, della respirazione e dell'interazione per guidare il paziente a entrare in contatto in maniera graduale con le tracce traumatiche e imparare a gestirne le manifestazioni. Corredato di molti casi clinici e resoconti di sedute, nonché di un ricco apparato fotografico, è un testo rivolto ai terapeuti, ma del tutto accessibile a chiunque sia interessato allo studio clinico e scientifico del ruolo della memoria nel funzionamento dell'essere umano.
Psicoanalisi attraverso lo schermo. I limiti delle terapie online
Gillian Isaacs Russell
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2017
pagine: 231
La psicoanalisi a distanza è sempre più diffusa. Se di certo presenta alcuni innegabili vantaggi, forse chi la pratica non si è finora sufficientemente interrogato sui suoi limiti. Questo volume si pone l'obiettivo di fornire un quadro d'insieme sull'argomento, ed è ü frutto di ricerche che, partendo dalle testimonianze dei terapeuti e dei pazienti che ne fanno uso, ripercorrono la concezione del rapporto paziente-terapeuta così com'è stata definita da alcuni fra i più eminenti psicoanalisti (da Freud a Ferenczi a Winnicott), per poi passare in rassegna le recenti scoperte delle neuroscienze in materia e analizzare il concetto di 'presenza', tema centrale del volume, declinandolo alla luce della peculiarità dei 'rapporti schermo', che provocano un cambiamento di paradigma poiché modificano prepotentemente il setting. Cosa cambia nella diade paziente-analista quando viene meno la co-presenza? Per rispondere a questa domanda l'autrice si è avventurata in campi che lambiscono quello della psicoanalisi, come l'osservazione infantile, le scienze cognitive e l'interazione uomo-computer. L'ultima parte del libro è dedicata al ruolo dell'analista, e alle scelte che deve affrontare in un momento storico così particolare per la pratica clinica. Dalle decisioni che le prossime generazioni di praticanti prenderanno dipenderà infatti il futuro della disciplina stessa.
La nascita della psicoterapia familiare
Murray Bowen
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2016
pagine: 199
Una raccolta di preziosi documenti che ripercorre da un punto di vista teorico e tecnico i primi passi del concetto di "famiglia come unità", fondamentale per lo sviluppo della terapia familiare e per il trattamento della schizofrenia. Grazie al Family Study Project Bowen identificò alcuni modelli di relazione familiare che si sarebbero rivelati imprescindibili: reciprocità, divorzio emotivo e alternanza superadeguata-inadeguata, per citarne solo alcuni. L'idea di famiglia come unità emotiva è sempre stata alla base della teoria boweniana, e l'approccio ad hoc che comporta pone nuove sfide al terapeuta, modificando profondamente l'alleanza con i pazienti. Proprio alla complessa gestione della simbiosi nelle diadi madre-figlia da parte degli operatori è dedicato il primo capitolo di questo volume. Gli altri tracciano, attraverso documenti d'archivio e contributi di Bowen e dei colleghi che lo hanno accompagnato in questo percorso (Dysinger, Brodey e Basamania) un quadro completo delle fasi che hanno portato alla nascita e allo sviluppo del Family Study Project. Un approccio ancora oggi valido, che presenta in nuce il cambio di paradigma completato nel successivo "Dalla famiglia all'individuo", proponendo dalla viva voce di Bowen intuizioni, dubbi, ostacoli e soluzioni che il terapeuta ha affrontato e superato nel corso dei primi anni di pratica clinica.
L'Arte della terapia della famiglia
Salvador Minuchin, Michael D. Reiter, Charmaine Borda
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2014
pagine: 272
Cosa fare quando una famiglia si presenta nello studio del terapeuta? Qual è il modo migliore di cominciare la seduta? Chiedere qualcosa sul problema che li ha portati lì? Offrire aiuto? Sorridere e chiedere com'è andato il viaggio? Tacere finché un membro della famiglia comincia a parlare? Ognuna di queste opzioni può rivelarsi appropriata. La terapia è un incontro fra estranei che si accingono a fare insieme un viaggio importante. La prima presa di contatto sarà dunque assolutamente individuale, dipenderà da quella particolare famiglia e da quel particolare terapeuta. È un viaggio che comincia nell'incertezza. Il terapeuta alle prime armi tenderà probabilmente a rifugiarsi nella teoria, per ridurre l'ansia e poter funzionare adeguatamente. Ma quale teoria? Come scegliere una teoria che permetta di agire efficacemente? A qualunque indirizzo si scelga di rifarsi, per quanto eclettico, la terapia non si esaurisce certo nei concetti e nelle tecniche di quel modello teorico. Due terapeuti possono usare la stessa tecnica, perfino con la stessa famiglia, e trovarla uno di grande aiuto, e l'altro inefficace. Il sapere nasce dal fare, e questo manuale è il prodotto del tempo passato da Minuchin e dai suoi colleghi con i tirocinanti del corso di terapia della famiglia. Nella prima parte del libro l'autore analizza alcune sedute da lui condotte, sottolineando i concetti chiave, mentre nella seconda parte viene descritto il processo, talvolta arduo per un terapeuta alle prime armi.

