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Libri di Guglielmo Manitta

Etna. Eruzione e terremoti del maggio-giugno 1879

Orazio Silvestri, Tommaso Tagliarini

Libro: Libro rilegato

editore: Il Convivio

anno edizione: 2017

pagine: 80

L'album fotografico "Etna, eruzione e terremoti del maggio-giugno 1879. Fotografie fatte per incarico del R. Governo italiano sotto la direzione del Prof. Orazio Silvestri", conservato presso la Biblioteca R. Malaroda del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Torino, contiene le immagini di due eventi estremamente importanti per la storia dell'Etna: l'eruzione del 26 maggio - 6 giugno 1879, che partì dalle sommità fino a raggiungere Passopisciaro, nel territorio di Castiglione di Sicilia, e il terremoto del 17 giugno dello stesso anno, che interessò principalmente Bongiardo, frazione del comune di Santa Venerina. Le fotografie, come afferma lo stesso Orazio Silvestri, "furono [...] dirette per conservare memoria della grande eruzione etnea del maggio-giugno 1879 e dei luoghi funestati da questa e dai successivi terremoti". I contenuti vengono per la prima volta riproposti integralmente e, presumibilmente, corrispondono a ciò che Silvestri consegnò al Real Governo, in quanto al momento risulta irreperibile il raccoglitore allora depositato presso gli archivi statali.
20,00 19,00

L'eruzione dell'Etna del 1879 problema dell'Italia unita. Dall'apparato eruttivo a Passopisciaro

Guglielmo Manitta

Libro: Libro rilegato

editore: Il Convivio

anno edizione: 2016

pagine: 624

Con l'eruzione del 1879 l'Etna viene annoverata tra le calamità naturali da monitorare presenti nel territorio italiano. In un'Italia che solo da pochi anni ha raggiunto la sua unità nazionale, è stato necessario avviare una serie di studi e di ricerche che potessero contribuire alla prevenzione del rischio vulcanico, promossi soprattutto dal ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, e dal ministero della Pubblica Istruzione, come si evince dalla fitta corrispondenza. Questa ricerca, durata più anni, ha portato alla luce documenti di grandissimo interesse storico e vulcanologico.
25,00 23,75

16,00 15,20

Raffaele Vittorio Matteucci. Un vulcanologo marchigiano sul Vesuvio (1862-1909)

Guglielmo Manitta

Libro: Libro in brossura

editore: Il Convivio

anno edizione: 2023

pagine: 96

Quando giunge a Napoli nel 1891, Raffaele Vittorio Matteucci rimane subito rapito dal fascino del Vesuvio e dei suoi fenomeni eruttivi. Da quel momento inizia le sue attente osservazioni, spesso non curandosi dei pericoli, come nel maggio del 1900 quando rischia di morire durante un'esplosione. Meriti che gli valgono la direzione dell'Osservatorio Vesuviano, inaugurando una fase di miglioramento e di promozione dell'Istituto. La grande eruzione dell'aprile 1906 è l'ultimo fenomeno studiato, che seguirà ininterrottamente dal "suo" Osservatorio, distante soltanto due chilometri dal cratere del vulcano, superando le fasi più critiche di quel tragico evento, tanto da essere definito dalla stampa di allora "eroe del dovere".
13,00 12,35

Storia e origini della fotografia. Dalla camera oscura alle conseguenze dell'annuncio di Daguerre (1500-1839)

Guglielmo Manitta

Libro: Libro in brossura

editore: Il Convivio

anno edizione: 2024

pagine: 384

Il volume ripercorre la storia dell'invenzione della fotografia attraverso la revisione e lo studio di una vasta quantità di fonti dell'epoca. Il germe di questa tecnica si rintraccia nella camera oscura, lo strumento perfezionato nella prima età moderna che può definirsi l'antenato dell'attuale macchina fotografica. All'inizio del Seicento sono state individuate le proprietà fotosensibili dei sali d'argento, una conoscenza maturata definitivamente nel corso del XVIII secolo, grazie agli studi di Schulze, Meyer, Beccari, Scheele, Senebier. Con una crescente padronanza nella fotochimica, è emerso parallelamente il desiderio e il sogno di realizzare immagini su un supporto materiale sfruttando l'azione della luce. Dopo il fallimento di Thomas Wedgwood, l'impresa impossibile fu raggiunta negli anni '20 dell'Ottocento dal francese Nicéphore Niépce: fu infatti il primo a realizzare immagini stabili con la camera oscura. Non svelò nulla e dopo lunghe trattative avviò una collaborazione segreta con il connazionale Louis Daguerre, con l'obiettivo di migliorare quella invenzione ancora imperfetta. Quest'ultimo, dopo l'improvvisa morte del socio, sviluppò un procedimento innovativo e ben più efficiente, che battezzò con il nome di "daguerréotype". Finalmente nel 1839 i tempi furono maturi per poter rivelare ufficialmente l'invenzione al «mondo intero». L'annuncio sorprese chi da tempo stava conducendo esperimenti nel medesimo settore (è il caso dell'inglese Fox Talbot) e invogliò altri a proporre nuovi metodi alternativi, tra cui Bayard, Herschel, Ponton, Breyer. La relativa praticità e la migliore definizione del dagherrotipo sancirono una rapida diffusione della fotografia nelle più disparate regioni del globo, Italia compresa.
23,50 22,33

Diario di quanto seguito nel viaggio delle cinque galere del Serenissimo Gran Duca di Toscana fatto in Levante sotto il comando dell'Illustrissimo Signor Generale Lodovico da Verrazzano l'anno M.D.C.XXXX (Ms. Palatino 1132 striscia 1318)

Leonardo Tempi

Libro: Libro in brossura

editore: Il Convivio

anno edizione: 2024

pagine: 256

Con la presente edizione per la prima volta si pone l'attenzione sul codice manoscritto "Palatino 1132 striscia 1318" della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, intitolato "Diario di quanto è seguito nel viaggio delle cinque galere del Serenissimo Gran Duca di Toscana fatto in Levante sotto il comando dell'Illustrissimo Signor Generale Lodovico da Verrazzano l'anno M.D.C.XXXX". Si tratta del diario illustrato di due spedizioni compiute dalla marina del Granducato di Toscana nel 1640. Ciò che rende eccezionale tale documento è la presenza di 50 disegni a penna che raffigurano le principali località toccate dall'armata durante i viaggi, dall'Arcipelago Toscano alle isole dell'Egeo, dalle coste dell'Italia centrale e meridionale a quelle del Peloponneso. Tra i vari aspetti, si discute dell'eventuale stampa del codice e il possibile coinvolgimento dell'incisore Stefano della Bella. Le caratteristiche del manoscritto hanno indotto a fornire non solo la trascrizione del diario, bensì l'integrale riproduzione delle carte. I disegni sono corredati da un commento che ne illustra le peculiarità e ne individua i luoghi raffigurati.
28,00 26,60

L'ultimo grifone del ducato

Guglielmo Manitta

Libro: Libro in brossura

editore: Il Convivio

anno edizione: 2025

pagine: 184

Parma, gennaio 1839. Nella piccola ed elegante capitale del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, irrompe una notizia che ha dell'incredibile: il pittore francese Daguerre ha ideato un sistema per fissare le immagini della camera oscura, pur non svelandone i segreti. L'invenzione non è conosciuta ancora come "fotografia", bensì con il nome di "dagherrotipo". Manfredi, nobile rampollo e cultore delle arti e delle scienze, ne viene informato dall'amico Paolo, ispettore delle dogane. La sua iniziale incredulità si trasforma in un morboso desiderio di capire se ciò sia vero. Quindi persuade Paolo ad intraprendere degli esperimenti nella tenuta di campagna sulle colline di Torrechiara, nell'illusione di poter anticipare e introdurre per primo la fotografia a Parma. Ogni tentativo si rivela fallimentare e i due amici, tra amori contrastanti e ideali divergenti, sono destinati a imboccare strade diverse. Manfredi continua ad inseguire ostinatamente il suo sogno; perciò si reca a Parigi, dove nel frattempo è stato divulgato il procedimento tecnico della "meravigliosa invenzione". Gli anni passano. L'epoca d'oro del ducato di Maria Luigia giunge al tramonto e ben presto incombono i moti rivoluzionari del 1848-49. Parma è sconvolta, gli animi sono sospettosi e i rivolgimenti politici creano sotterfugi e ambiguità. Manfredi si ritrova, così, in una città profondamente trasformata, che rischia perfino di perdere il titolo di capitale. Gli eventi esasperano il suo profondo e radicato senso di appartenenza, facendolo arroccare su posizioni antirisorgimentali. Ma quando avverte la parabola discendente dalla sua esistenza, scopre l'antidoto a quel mondo attorno a sé che non riconosce più.
15,00 14,25

Emilio Maza. Un fotografo italiano nell'Europa dell'Ottocento (1824-1890)

Guglielmo Manitta

Libro: Libro in brossura

editore: Il Convivio

anno edizione: 2025

pagine: 224

Attraverso la revisione delle fonti archivistiche, giornalistiche e iconografiche, il volume ricostruisce la vicenda biografica e l’attività di Emilio Maza, uno dei più originali e sottovalutati fotografi italiani dell’Ottocento. Nativo di Palazzolo, in provincia di Brescia, apprese l’arte fotografica tra Inghilterra e Francia. Nel 1850 approda a Vienna, ma ben presto si sposta a Trieste, città ancora sotto il dominio austriaco. Nel 1855 si stabilisce definitivamente a Milano, dove diventa tra i pochi titolari di un atelier fotografico. Ben presto, grazie all’esperienza nelle “capitali” europee della fotografia, diviene tra i più apprezzati e riconosciuti professionisti del settore, alla pari dei ben più celebri Alessandro Duroni o Luigi Sacchi. Ne sono testimonianza, non solo gli elogi di figure del calibro di Giuseppe Zanardelli o di Carlo Cocchetti (quest’ultimo lo definì “primo del Lombardo- Veneto”), ma soprattutto l’illustre clientela, da Francesco Hayez a Cesare Cantù, da Andrea Maffei a Emilio Praga, da Giuseppe Missori a Gaetano Negri, e così via. Se Milano è il fulcro della sua attività per almeno quindici anni, allo stesso tempo effettua delle trasferte in altri centri dell’area padana, quasi ritornasse ad essere il fotografo “itinerante” dei primi anni: lo ritroviamo, perciò, a Cremona, città di origine della moglie, nella vicina Piacenza o a Bergamo. Nell’estate del 1866 visita i teatri di battaglia della Terza Guerra d’Indipendenza per ricavarne una raccolta di 58 fotografie, che sarà intitolata “Album della guerra del 1866”. Se quest’opera si può considerare l’apice della produzione di Maza, d’altro canto sancì irreparabilmente il declino della sua carriera professionale: è quanto emerge da un carteggio inedito intercorso tra il fotografo e il Gabinetto Particolare di S.M. Vittorio Emanuele II. Oltre agli approfondimenti sulla biografia e sull’attività artistica, si propone un catalogo di oltre 50 immagini, dai ritratti alle vedute della guerra del 1866, fotografie corredate da un commento che mira ad identificare personaggi e luoghi raffigurati. Sono riproposti, inoltre, gli annunci commerciali che apparvero sui giornali italiani, austriaci e francesi.
20,00 19,00

Fotografie dei disastri fatti dal terremoto in Liguria (1887)

Nereo Montelatici

Libro: Libro in brossura

editore: Isolario Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 92

Il 23 febbraio 1887 un violento terremoto sconvolse la Liguria di ponente e parte della Francia (Alpi Marittime). Per incarico del Ministero dei Lavori Pubblici, il fotografo fiorentino Nereo Montelatici documentò i luoghi maggiormente colpiti nel territorio italiano, realizzando un album di straordinario interesse storico. Questo volume ricostruisce la sua vicenda professionale e il contesto dell’opera, e ripropone l’intera sequenza delle immagini, accompagnate da un commento che ne illustra i dettagli. Le rovine di Diano Marina, Bussana, Taggia, Oneglia, Albenga e degli altri centri liguri emergono non solo come tracce della distruzione, ma come segni di una dignità resistente, fatta di soccorritori, soldati, superstiti e gesti di ricostruzione.
20,00 19,00

La sollecita et golosa Academia de' Golosi nella quale s’intendono tutte le loro leccardissime scienze

Giulio Cesare Croce

Libro: Libro in brossura

editore: Isolario Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 84

Pubblicata a Bologna nel 1602, “La sollecita et studiosa Academia de’ Golosi” è un piccolo capolavoro di ironia gastronomica. Nel suo poema in terzine, Giulio Cesare Croce immagina una “università della gola” in cui le arti liberali vengono insegnate non tra banchi e cattedre, ma tra pentole, spiedi e botti di vino. La Grammatica serve a accordare i sapori, la Musica nasce dal canto dello spiedo, la Geometria misura una forma di cacio col coltello, mentre la Retorica consiste nel lodare “i grassi e i buon bocconi”. Attraverso un irresistibile catalogo di piatti e specialità regionali – dai maccheroni della Sicilia ai pani di Napoli, dalle mortadelle di Cremona alle trote di Como, dagli gnocchi di Piacenza ai marzapani di Siena, fino al moscatello di Bergamo – Croce costruisce una vera mappa dell’Italia del gusto. Scherzo, satira, festa e poesia si intrecciano: in questa accademia del piacere, mangiare è un’arte e conoscere è un godimento.
15,00 14,25

Diluvio successo in Cesena del 1525 a dì 10 de luglio, e croniche della detta città di Cesena in ottava rima

Cornelio delli Guasconi

Libro: Libro in brossura

editore: Isolario Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 108

Nel luglio 1525 una piena improvvisa e furiosa del torrente Cesuola travolse Cesena, sconvolgendo la città e la vita dei suoi abitanti. Cinquecento anni dopo, questo volume invita a tornare su quell’episodio attraverso una preziosa testimonianza diretta di chi lo visse: il poemetto "Diluvio successo in Cesena" di frate Cornelio delli Guasconi, stampato a Venezia nel 1526 e qui riproposto nella sua prima edizione critica moderna. Il testo, composto in ottava rima, racconta con partecipe intensità il terrore dell’alluvione, il dolore della perdita e la fiducia collettiva nella protezione divina. L’introduzione storico-letteraria ricostruisce il contesto culturale e religioso della Cesena rinascimentale, il ruolo delle comunità monastiche, la funzione pubblica della memoria e le forme popolari della narrazione del dramma.
15,00 14,25

Vita dei campi

Giovanni Verga

Libro: Libro in brossura

editore: Isolario Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 210

In “Vita dei campi”, Giovanni Verga apre una finestra senza veli sulla Sicilia rurale di fine Ottocento, un affresco umano dove la vita si misura con la miseria, l’amore, l’onore e le implacabili leggi della comunità. Dal candore istintivo di “Jeli il pastore” alla tragica stigmatizzazione di “Rosso Malpelo”, dalla gelosia feroce di “Cavalleria rusticana” alla sensualità sovversiva de “La lupa”, fino alla satira corale di “Guerra di santi” e al pungente verismo borghese de “Il come, il quando ed il perché”, ogni racconto rivela la lotta dei “vinti”: uomini e donne che non possono sottrarsi al ruolo che la società assegna loro. Le novelle, qui riproposte sulla seconda edizione del 1881, restituiscono la forza originaria del progetto verghiano: un viaggio nelle passioni e nei conflitti che plasmano l’esistenza umana nella “vita dei campi”.
11,00 10,45

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