Libri di Julien Green
Il visionario
Julien Green
Libro: Libro rilegato
editore: Longanesi
anno edizione: 2010
pagine: 272
In una provincia mai nominata ma facilmente identificabile come l'Alvernia, il giovane Manuel, diciottenne, si trasferisce dalla zia materna dopo la morte dei genitori. Nella casa della zia, Madame Plasse, vive anche la figlia di lei, Marie-Thérèse, quattordici anni, per la quale il cugino sembra nutrire un'attrazione morbosa, assolutamente non ricambiata dalla ragazza, che anzi sogna e vagheggia una vita monacale anche per sfuggire alla durezza della madre, e per poter godere della gentilezza e dell'affetto delle monache presso le quali studia. Madame Plasse al contrario, tanto è dura e anaffettiva con la figlia, tanto riversa sul nipote amore e attenzioni in assoluto contrasto con il suo carattere chiuso e incapace di slanci. Ma anche l'amore della zia nulla può contro le accuse di comportamento scorretto mosse a Manuel da un'amica di Marie-Thérèse e il ragazzo viene allontanato e mandato a lavorare nel castello che domina il paese, dove vivono un anziano visconte ormai in punto di morte e la figlia, una donna bellissima e misteriosa. Un romanzo a due voci, raccontato da una Marie-Thérèse ormai anziana e dalle pagine del diario dello stesso Manuel, in cui ritroviamo, potente, la forza visionaria di Green, che ci regala una storia di un erotismo silenzioso e violento che sconfina nel sogno, nell'irrealtà, perché solo il sogno può servire a raccontare, e forse spiegare, l'assurdo in cui viviamo immersi.
Parigi
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2023
pagine: 117
Nato nel XVII arrondissement da genitori originari del Sud degli Stati Uniti, in bilico fra due lingue e due culture, Julien Green ha fatto di Parigi la sola vera patria, oggetto di una amorosa contemplazione e di una stupefatta tenerezza. Nessuno meglio di lui poteva dunque non già raccontarci le eclatanti meraviglie di cui vanno a caccia i turisti, ma svelarci un’anima che non si lascia cogliere facilmente, una città segreta e inaccessibile che «appartiene ai sognatori» disposti a girovagare senza problemi di tempo, e quella inesplicabile qualità che di fronte alla più umile delle immagini, come la «fila di libri malconci nel cassone di un bouquiniste», ci fa dire senza esitazione: «Questa è Parigi». Una qualità che Julien Green, grazie al suo contagioso amour fou, riesce miracolosamente a trascrivere, a raffigurare con le parole, convincendoci che non vale la pena di «affrontare le turbolenze degli aeroporti e la noia delle crociere per andare a cercare dall’altra parte del mondo, in mezzo alle folle o nei pochi luoghi deserti che restano,» ciò che soltanto Parigi sa offrirci ogni giorno «con tanta generosità».
Suite inglese
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1994
pagine: 168
Quando Julien Green scrisse questo libro, negli anni Venti, era un giovane gentiluomo degli Stati Uniti del Sud trapiantato a Parigi. Aveva scelto il francese come lingua d'elezione, ma avvertiva che la Francia aveva nozioni vaghe e incerte su alcuni dei suoi venerati eroi letterari inglesi e americani. Così pensò di raccontarli e il dottor Johnson e Charlotte Bronte, Hawthorne e Lamb e Blake divennero i protagonisti di una suite inglese.
Viaggiatore in terra
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Nutrimenti
anno edizione: 2015
pagine: 222
Uno dei più celebrati racconti del mistero - considerato da Borges tra le storie cardine del Novecento - in una nuova edizione composta da cinque racconti, tre dei quali inediti in Italia, sui temi della paura e del destino, dell'inquietudine e del perturbante. Uscito nel 1926, amato follemente da Gide, Cocteau e dall'editore Gallimard, "Viaggiatore in terra" trasformò Green da un autore quasi sconosciuto in un caso che scosse il mondo delle lettere.
Vertigine
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Nutrimenti
anno edizione: 2017
pagine: 228
Venti racconti di Julien Green che esplorano strade differenti e sperimentano vari modi di mettere in scena il mistero, il fantastico e il perturbante. Prose che attraversano tutto il periodo d'oro dello scrittore francese, composte tra il 1920 e il 1956 e raccolte in volume nel 1984. Tra di esse anche la prima prova letteraria di Green, il racconto “L'apprendista psichiatra”, scritto in inglese a vent'anni, quando frequentava l'Università della Virginia, e poi tradotto in francese. Molte di queste storie hanno in comune, come suggerisce il titolo della raccolta, quell'istante di vertigine capace di scuotere una vita e cambiare un destino: un improvviso turbine di follia, che può manifestarsi sotto forma di audacia o ritrosia, di fuga in avanti o di fuga tout court. Serpeggia per i racconti una sessualità disorientata e febbrile che, agita o repressa, fa quasi immancabilmente il male di chi ne è portatore (o, altrimenti, dell'essere indifeso che la subisce). In questa edizione si ripete l'esperienza di traduzione collettiva inaugurata con “Viaggiatore in terra”. A interpretare la scrittura di Julien Green sono cinque voci diverse, tre esperti traduttori (Giuseppe Girimonti Greco, Lorenza Di Lelia e Francesca Scala) affiancati da due narratori colti e raffinati come Ezio Sinigaglia e Filippo Tuena.
Leviatan
Julien Green
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2021
pagine: 288
Un destino ineluttabile e tragico incombe sulle vite dei personaggi di questo romanzo di Julien Green. Un elemento li accomuna e li porta alla disperazione: la necessità imperante di seguire le proprie passioni personali. Questo bisogno genera in tutti una grande impazienza e conduce fatalmente a esiti funesti: il protagonista Paul Guéret vive un amore tormentato per Angèle, giovane lavandaia e stiratrice; la signora Londe è posseduta da un'irrefrenabile curiosità; la signora Grosgeorge, ricca ma ormai sul finire della vita, da una demoniaca frenesia di rivalsa. Tutti sono dei prigionieri, rinchiusi per loro stessa volontà in una prigione che si sono costruiti da soli, con l'unico scopo di soddisfare i propri desideri e l'ansia di non riuscirci: Leviatan è la rappresentazione tetra e allucinata di questo carcere immateriale, un luogo buio e impenetrabile in cui si trova a vivere ogni personaggio. Come scrive Giorgio Montefoschi nell'introduzione: «Julien Green - e qui è la sua grandezza - è uno scrittore 'forte' che non conosce mezze misure. Dio c'è o non c'è. La legge morale - anche, e soprattutto, in assenza di Dio - o è riconosciuta o non è riconosciuta. Le trappole nelle quali vivono o cadono i suoi personaggi, pur avendo assai spesso i segni del decoro, hanno pareti d'acciaio».

