Libri di Poggio Bracciolini
Facezie. Testo latino a fronte
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1994
pagine: 416
Historia disceptativa tripartita convivalis
Poggio Bracciolini
Libro: Libro rilegato
editore: Sismel
anno edizione: 2019
pagine: 208
Scritta in forma dialogica nel 1450, quando l'autore aveva già settant'anni, l'"Historia disceptativa tripartita convivalis" di Poggio Bracciolini è composta da tre distinte questioni (disceptationes): la prima è su quale tra i due, chi ha invitato o chi è stato invitato, debba ringraziare l'altro per un pranzo che è stato offerto; la seconda è una “disputa delle arti” (assai controversa all'epoca) per determinare se sia più nobile e utile il diritto civile o la medicina; la terza (connessa con un dibattito assai acceso in quei decenni) intende determinare se nell'antichità i Romani usassero una sola lingua, oppure se a parlare il latino fossero anche allora solo i dotti. Completa l'edizione un ricco apparato di note di commento che mette in risalto l'ampia conoscenza dell'autore e consente una maggiore comprensione della cultura del XV secolo.
De miseria humanae conditionis
Poggio Bracciolini
Libro: Libro in brossura
editore: Milella
anno edizione: 2019
pagine: 256
Riflettere sulla condizione umana non fu certo una "scoperta" degli umanisti. Eppure rappresenta quanto di più "umanistico" si possa immaginare. Soprattutto se la consapevolezza della miseria dell’uomo, che era ovviamente un pensiero dominante nella spiritualità medioevale, si affianca ad un quesito che in parte ridimensiona l’infelicità irreparabile dell’essere umano: quali sono gli spazi di serenità, se non di felicità, possibili per l’uomo nella sua vita terrena? La risposta a questa domanda può venire da un punto di vista stoico, che trova nel pensiero cristiano l’ideale compimento, ovvero da un punto di vista epicureo e materialistico: la vita umana è una prova, un agone, in cui ogni contrasto ed ogni infelicità è irrimediabile e al tempo stesso transitoria; ovvero è un percorso casuale, in cui la ricerca di valori solidi e di benefici possibili rende più sorridente e meno travaglioso il cammino. Muovendosi tra questi estremi, a volte contrapponendoli dilemmaticamente, a volte sforzandosi di trovare un punto di contatto tra l’una e l’altra visione del mondo, Poggio Bracciolini dà voce alla riflessione umanistica sulla condizione dell’uomo nel mondo, nella natura e nella storia.
Contra hypocritas
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2008
pagine: 154
Composto da Poggio Bracciolini in età avanzata, probabilmente tra il 1447 e il 1449, il dialogo "Contra hypocritas" da voce a una polemica antifratesca di cui non mancano tracce nella cultura medievale e che è presente anche nel primo Umanesimo e in altri scritti dello stesso autore. Intrecciando il motivo anticlericale con la più generale riflessione sul vizio dell'ipocrisia, Poggio imposta una questione che rimarrà viva nella cultura rinascimentale e moderna: fino a che punto la simulazione coincide con l'ipocrisia? E in che misura la menzogna si può considerare lecita?
De vera nobilitate
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2002
pagine: 260
De infelicitate principum
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 1998
pagine: 243
Del piacere di vivere
Poggio Bracciolini
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 1995
pagine: 59
Lettere. Volume Vol. 3
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1987
pagine: XII-580
Lettere. Volume Vol. 1
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1984
pagine: CXXVI-260
Lettere. Volume Vol. 2
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1984
pagine: XII-478
Historiae de varietate fortunae libri quatuor (rist. anast. Lutetiae Parisiorum, 1723)
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Forni
anno edizione: 1969
pagine: 324
Avarizia
Poggio Bracciolini
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Il dialogo di Poggio Bracciolini sull'avarizia si svolge fra quattro amici, alla presenza di Poggio, che ne registra le voci e invia il manoscritto, con dedica, a Francesco Barbaro: per la pubblicazione, se l'amico la riterrà opportuna, e perché l'operetta, sostenuta dalla sua autorità, sia "apprezzata anche da altri". Questa, perlomeno, è la finzione letteraria. Da principio Poggio riteneva poco opportuna la divulgazione del dialogo, come apprendiamo da una sua lettera a Niccolò Niccoli. L'argomento del dialogo, l'avarizia, è scottante, perché il pontefice allora regnante, Martino V, aveva fama di non essere esente da questo vizio. Di fatto, il dialogo comincia a circolare già dal 1429, ma Poggio continuerà a rivederlo, migliorandone lo stile, ma anche omettendone le parti polemiche contro i frati predicatori. Fu pubblicato a stampa, a Strasburgo, nel 1511, insieme ad altre opere di Poggio; quindi fu ristampato nel 1513, presso lo stesso editore, Schott, in un'edizione ampliata delle opere, su cui si basa il testo utilizzato per questo volume.