Libri di Simone Menegaldo
Vinta la guerra persa la pace. Dagli specchi di Versailles agli scontri nella Repubblica di Weimar, alla dannunziana «Fiume d'Italia»
Sergio Tazzer, Paolo Pozzato, Simone Menegaldo
Libro: Copertina morbida
editore: Kellermann Editore
anno edizione: 2019
pagine: 112
La Conferenza di Parigi, che si concluse con i trattati di di pace di Versailles (con la Germania) di Saint-Germain-en-Laye (con l'Austria), del Trianon (con l'Ungheria), di Neuilly (con la Bulgaria) e di Sèvres (con l'Impero Ottomano), avrebbe dovuto garantire decenni, se con secoli di armoniosa convivenza. Produsse invece una pace vendicativa, una sorta di colossale resa dei conti fra Parigi e Berlino, con l'assenso di Londra e l'insulsa acquiescenza del parvenu americano, nella persona del vanitoso presidente Wilson. E l'Italia vittoriosa? Alla fine non riuscì ad ottenere quasi nulla, anzi: ottenne la crisi del governo Orlando e la nascita del gabinetto Nitti. Non solo, vide preoccupata lo scatenarsi delle piazze che lamentavano la "vittoria mutilata", proclamata da D'Annunzio, il quale infine marciò da Ronchi di Monfalcone su Fiume, occupandola fino al "Natale di sangue" del 1920. Nel paese scoppiarono proteste sociali, con i reduci delusi da una patria che li aveva abbandonati. Nel continente la pace parigina fu incubatoio del revanscismo e del nazionalismo, che sfociarono in seguito nel nazional-socialismo tedesco. In Italia iniziò anche il culto della memoria dei caduti in quella tragedia collettiva che fu la guerra.
Il ponte della memoria. Storie di guerra e di vita in riva alla Piave
Simone Menegaldo
Libro: Libro rilegato
editore: ISTRESCO
anno edizione: 2012
pagine: 351
Le voci degli ultimi. Ricordi di guerra e di vita
Simone Menegaldo
Libro: Libro rilegato
editore: ISTRESCO
anno edizione: 2010
pagine: 256
...E continuano a chiamarla grande. Canti, canzoni e musiche 1914-1918
Sergio Tazzer, Simone Menegaldo, Francesca Gallo
Libro
editore: Kellermann Editore
anno edizione: 2018
pagine: 128
Il fronte fu una prova così traumatica che produsse esperienze artistiche di vario tipo, ma di esse solo il canto, stante la scarsissima alfabetizzazione del popolo in divisa, poteva trovare larga diffusione. Questo però paradossalmente avvenne in gran parte a guerra conclusa: la malinconia, la rabbia, le paure e i disagi patiti dovevano essere esorcizzati per poter riprendere a vivere. Fu quello, l'immediato primo dopoguerra, il momento topico per l'esplosione del canto di guerra, e sovente scavava per portare alla luce le radici di esperienze popolari, del mondo del lavoro, dell'emigrazione, delle campagne di prima della guerra. Ciò che vogliamo raccontare è proprio la genesi, l'eredità, il portato di memorie di vita, di lotta, di malinconia, di amore antecedente il 24 maggio 1915. Friedrich Schiller è lapidario: "La libertà esiste solo nel regno dei sogni e la bellezza fiorisce solo nel canto". Lo scrive nel 1801. La totalità dei soldati, salvo qualche istruito, non aveva mai letto Schiller e nemmeno sentito nominare, ma il concetto schilleriano per loro era sentito e vissuto con la stessa urgenza, con la stessa profondità, con lo stesso bisogno di ricevere il rancio, quando giungeva, e di bere qualcosa, quando si trovava. E fare in modo di scampare, di campare e di sognare; ma soprattutto di poter tornare dov'erano partiti.
Medium urbis. Duemila anni di storia in riva alla Piave
Simone Menegaldo, Serena Zanetto
Libro: Libro rilegato
editore: Sismondi
anno edizione: 2010
pagine: 288
Anni di guerra e di fame. Storie di reduci, storie di vita
Simone Menegaldo
Libro: Libro in brossura
editore: Sismondi
anno edizione: 2009
pagine: 576
Libro di memorie di oltre 40 reduci alpini della Seconda Guerra Mondiale di Ormelle (TV) e Cimadolmo (TV), gli ultimi ancora viventi.