Libri di V. Orazi
La gioia della strada
Vicent Andrés Estellés
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2016
pagine: 228
"Alla poesia Estellés chiede di dire la verità e nient'altro che la verità. Una verità che si rivela nel dettaglio degli oggetti, nell'esattezza dei colori, nel dolore dei ricordi, nelle movenze dei corpi, negli odori, nei rumori e negli umori: come la luce che accompagna l'alba così il mondo del poeta valenzano si illumina poco alla volta e si riempie di luce. E ad ogni sua rivelazione è diverso. Nel contempo è immutabile ed essenziale, come la verità che giace sul fondo della umana condizione. Quella di Estellés ha un nome solo, anche se prende tante forme: è la terra. Dalla terra plasmata come argilla nasce la vita pulsante, piena di amore e di forza; alla terra si torna in un ciclo di vita e morte nella cui vicenda materiale e ciclica si muove la coscienza civile e la pietas umana. Niente di ciò che è umano è estraneo al poeta, religioso custode di una sapienza antica, moderno innografo dell'identità di un popolo, archeologo del presente."
Rivista italiana di studi catalani (2014). Ediz. italiana e spagnola. Volume 4
Libro
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2014
pagine: 176
Rivista italiana di studi catalani (2013). Ediz. italiana, inglese e spagnola. Volume 3
Libro
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2013
pagine: 200
Arte de las putas
Nicolás Fernández De Moratín
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2012
pagine: 212
"Nicolás Fernández de Moratín (1737-80) è una figura bifronte: perfetto intellettuale illuminista (burocrate di Corte, sostenitore della politica riformatrice del conte di Aranda, promotore della tertulia della Fonda de San Sebastián, membro dell'Accademia degli Arcadi di Roma e della Real Sociedad Económica de Madrid, difensore dell'estetica del buen gusto e fautore del teatro neoclassico), è al contempo un erotomane trasgressivo, frequentatore di amanti e prostitute. La sua opera riflette anche il volto oscuro del secolo dei Lumi, di un'età all'apparenza contraddittoria, in cui convivono razionalismo, libertinaggio e un ricco filone di letteratura erotica. "L'arte de las putas" (1767-72 ca.), proibita e messa all'Indice, circola manoscritta tra gli aficionados del genere durante la vita dell'autore e resta inedita sino a fine Ottocento. Il poema, ironico e scherzosamente grossolano, in bilico tra didascalismo - secondo la concezione settecentesca dell'arte - e dimensione erotico-burlesca, offre un intrigante spaccato della Madrid postribolare dell'epoca, con veri e propri elenchi di putas - modeste, d'alto bordo e altolocate -, di cui si descrivono l'aspetto fisico, (...)".
Storia di una scala
Antonio Buero Vallejo
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2008
pagine: 126
La produzione teatrale di Antonio Buero Vallejo (1916-2000), sviluppata nella seconda metà del XX secolo, ha riscosso enorme successo di pubblico e di critica e ha rinnovato la scena spagnola. La portata di questo rinnovamento è evidente fin dagli esordi del drammaturgo, appunto con "Historia de una escalera" (1949), la cui prima segna una svolta nella drammaturgia ispanica, appiattita dalla fine della Guerra Civile (1939) su un teatro leggero, tecnicamente povero e privo di pretese artistiche, salvo rari esempi di commedia umoristica. "Historia de una escalera" dunque dà l'avvio alla rinascita del teatro spagnolo, influendo sull'attività dei drammaturghi dell'epoca e sulle generazioni successive. Con un saggio introduttivo di Veronica Orazi.
Storie di virtù insidiata
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2006
pagine: 232
Sendebar. Il libro degli inganni delle donne
Libro
editore: Edizioni dell'Orso
anno edizione: 2005
pagine: 168
Le signorine di Lourdes. La vera storia di Bernadette
Pep Coll
Libro: Copertina morbida
editore: Atmosphere Libri
anno edizione: 2012
pagine: 288
Bernardette Soubirous, un'adolescente che vive in una piccola cittadina rurale in Francia, racconta della sua vita e delle sue visioni. Dice di aver visto una signora con un vestito bianco in una grotta nei pressi del villaggio. Fin dall'inizio gli abitanti di Lourdes interpretano la visione in modi diversi: è una fata che vive nella grotta, o è lo spirito di una donna devota morta pochi mesi prima, oppure demoni ancestrali della montagna. Addirittura qualcuno ironizza che il presunto fantasma sia l'amante del farmacista. L'unica persona che non teorizza affatto è la vera testimone, Bernadette che definisce l'apparizione come "la Cosa". Neanche l'ipotesi che quella visione sia la Madre di Dio, fatta dal sacerdote del villaggio, la convincerà, fino a quando migliaia di pellegrini non si recheranno alla grotta e il flusso diventerà inarrestabile. Se fino ad ora, le biografie hanno rappresentato la santa pastorella come un essere celeste in seno a una famiglia felice, Pep Coll delinea una persona affamata, circondata da una madre che non smette di essere una "povera" donna, sposata con un uomo molto più vecchio, quasi sempre ubriaco.