Libri di Biagio Marin
Poesie
Biagio Marin
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2017
pagine: 528
«L'opera di Marin», scrive Claudio Magris, «si muove tra due poli: un'autenticità istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo. Suo fulcro e chiave è un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella "vita vera" di cui la lirica moderna constata e denuncia l'esilio: il dialetto. Il canzoniere di Marin ha la continuità del diario e il respiro dell'eternità: pervaso da un umanissimo senso del sacro e da un'illuminante percezione del cosmo, tocca con limpida e serena naturalezza apici di profondità metafisica.» Il volume raccoglie un'ampia selezione di poesie di Biagio Marin, seguita dall'omaggio a lui rivolto da alcuni dei maggiori protagonisti della vita letteraria italiana del Novecento: Carlo Bo, Pier Paolo Pasolini, Andrea Zanzotto, Claudio Magris, Pier Vincenzo Mengaldo, Edda Serra, Massimo Cacciari.
Ti devo tanto di ciò che sono. Carteggio con Biagio Marin
Claudio Magris, Biagio Marin
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2019
pagine: 416
Faceva ancora il liceo Claudio Magris quando nella Trieste degli anni Cinquanta conobbe Biagio Marin, figura leggendaria di intellettuale e soprattutto poeta luminoso, ammirato dai critici seppure ancora lontano dalla fama nazionale che sentiva di meritare. II quasi mezzo secolo di età che li separava non impedì lo sbocciare di un'amicizia febbrile, coltivata per quasi trent'anni attraverso incontri e, sempre più frequentemente, lettere. Questi scambi mostrano un rapporto fra allievo e maestro fatto di stima e ammirazione: Marin aveva perso in guerra il figlio Falco, e riversò il suo affetto di padre su Magris, «figlio d'anima»; Magris trovò in Marin il suo modello di libertà. II carteggio rivela un affetto fortissimo, ma testimonia senza pudori anche di scontri, asprezze e incomprensioni: Marin vorrebbe Magris suo erede esclusivo, pur sapendo che sarà impossibile, e soprattutto gli chiede di aiutarlo a conquistare quel riconoscimento che ancora pare sfuggirgli; Magris, in particolare negli anni della sua formazione e della crescita intellettuale, gli chiede spesso consiglio e conforto, ma non esita a replicare l'eterno dramma del conflitto con il padre quando avverte il peso della personalità e della irruenza di un uomo non a caso chiamato in famiglia «fronte di tempesta». Attraverso pagine ricche di forza e di umanità, “Ti devo tanto di ciò che sono” disegna così l'inedita autobiografia di due grandi scrittori, l'uno espressione del Diciannovesimo secolo «voce di una generazione maturatasi prima della Grande Guerra, esperta delle crisi ma non incrinata da esse», nelle parole di Magris), l'altro proiettato nelle nevrosi e nelle inquietudini del Novecento.
Poesie
Biagio Marin
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 1999
pagine: 526
"Ciò che Biagio Marin canta costantemente e inconsciamente è la tensione generatrice", ha scritto Pier Paolo Pasolini. La sua poesia, ha aggiunto Claudio Magris, costituisce "una risposta consapevolmente radicale alla crisi della lirica moderna". L'opera di Marin si muove tra questi due poli: un'autenticità istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo; suo fulcro e chiave è un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella "vita vera" di cui la lirica moderna constata e denuncia l'esilio. Il dialetto si cristallizza in una lingua poetica immediata, elementare, progressivamente assimilata a oggetti e orizzonti drasticamente semplificati.
Gorizia
Biagio Marin
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 160
Quando, nel 1940, Biagio Marin pubblica la prima edizione di questo libro, Gorizia è già una delle città più rappresentative della sua geografia sentimentale. Luogo dell’anima e di rarefatte suggestioni, essa simboleggia anche il momento della sua prima formazione intellettuale e fa bene Elvio Guagnini nell’Introduzione a citare le parole con le quali lo scrittore-poeta dipinge, in una pagina memorabile, l’arrivo in città: “Il fracasso del treno era diventato un pieno d’orchestra, la gioia erompeva dal mio cuore nel ritmo della corsa. Entrai in città a piedi; il vespero, per me, si prolungava benigno. E non vidi brutture e rovine; solo l’altare azzurro dell’altipiano di Ternova, e sopra ad esso, immota, una nube festosa, inzuppata di toni violetti. L’ombra inondava le vie, un velo celeste attenuava la morte, ma io avevo l’anima piena di canto”. Con occhio incantato Marin trasfigura liricamente i luoghi del territorio goriziano, gli incontri, le vite di persone umili, le biografie illustri di suoi compagni di studi (primo fra tutti Scipio Slataper) o di amici come Nino Paternolli e soprattutto la Grande Storia che aleggia sempre su Gorizia, segnandone un destino colmo di pathos. In questo modo il poeta gradese cesella un ritratto di Gorizia fatto di cultura, bellezza e, ancora, di Storia, che appare modernissimo e allo stesso tempo, nella prefigurazione di un tempo nel quale i confini cadranno, profetico.
Autoritratti e impegno civile. Scritti rari e inediti dell'archivio Marin della fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
Biagio Marin
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2007
pagine: 240
Pan de pura farina. Testo gradese e italiano
Biagio Marin
Libro: Copertina rigida
editore: San Marco dei Giustiniani
anno edizione: 2004
pagine: 64
Le litànie de la Madona
Biagio Marin
Libro
editore: Ancora
anno edizione: 2007
pagine: 112
Le "litanie de la Madona" sono 48 poesie o, meglio, commenti poetici alle litanie lauretane (la preghiera mariana che si recita alla fine del Rosario). Il testo si rifà alla poetica di Biagio Marin, profondamente legata alle radici della sua terra, alla sua cultura primitiva marinara, costruita sui dolori dell'esistenza, sulle gioie e amori per le memorie del passato, dove proprio il dialetto gradese con le sue risonanze acquista, in questo senso, una sua verità morale e religiosa. Marin riesce a creare un linguaggio raffinato che nel corso della sua lunga attività creativa si perfeziona nello stile e raggiunge alti livelli di essenzialità e musicalità.
I canti de l'isola (1970-1981)
Biagio Marin
Libro
editore: Lint Editoriale
anno edizione: 2008
pagine: 1390
«I chiaroscuri di un affetto vero». Lettere a Pier Paolo Pasolini 1952-1969
Biagio Marin
Libro
editore: PM edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 194
Sono molte le diversità, anche ineliminabili, che emergono dalla loro corrispondenza. La dinamicità interiore e intellettuale di Pasolini rimarrà sempre distante dal mondo lagunare di Marin, fatto di stasi infinite, mutazioni impercettibili, sfumature di colori, odori e suoni. Ma al di là di tutto questo c’è una sintonia di fondo che è percezione di un’appartenenza, di umanità: “Siamo tanto diversi, – scrive Marin a Pasolini il 24 maggio 1963 – eppure abbiamo in comune delle note, degli accordi fondamentali. Tu sei stato il primo a capirmi, e io ho capito te con tutta la mia anima”. E non ha importanza che tale comprensione abbia mantenuto al proprio interno zone d’ombra, disagio, parzialità. Marin è convinto che il tempo ci renderà Pasolini “libero della sua morte”, e attraverso una sorta di processo di purificazione gli verrà restituito e verrà restituito al mondo nella sua intera bellezza ormai priva di “scandalo”, libera e liberata da ogni contrasto. “Verrà il tempo” – annota sul diario il 17 gennaio 1977 – in cui le sue analisi “sulla nostra attuale realtà, verranno giudicate esemplari ed espressione di una grande anima, di un grande spirito”. Ha avuto ragione.
La girlanda de gno suore
Biagio Marin
Libro
editore: San Marco dei Giustiniani
anno edizione: 2008
pagine: 104
Una riedizione della seconda raccolta poetica del poeta gradese che scrisse in occasione delle nozze della sorella nel 1922.
Paesaggi, storia e memoria. Pagine rare e inedite dell'Archivio Marin della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
Biagio Marin
Libro
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2008
pagine: 232
La fortuna di uno scrittore dopo la sua scomparsa può dipendere anche dalla disponibilità dei suoi scritti, ovvero da come sono gestiti e pubblicati, quindi da come l'interesse e - perché no? - la curiosità del pubblico vengono alimentati. Nel caso di Biagio Marin esiste per fortuna il Centro Studi a lui intitolato che svolge tale funzione, egregiamente promuovendo edizioni, raccogliendo, conservando e catalogando inediti, manoscritti e documenti, infine organizzando la stampa di volumi che riuniscono scritti sparsi, minori rispetto al corpus poetico, ma spesso gustosi e sicuramente utili per arricchire la conoscenza dell'autore, renderne più agevole l'interpretazione, riaccendere l'attenzione. Si collocano in tale contesto le brevi prose qui riunite. Tutta una sezione è formata da pagine dedicate da Marin alla propria terra, con specifico riferimento a Trieste e a Grado, viste da angolature particolari. Il primo e più vasto nucleo del volume è invece costituito da interventi di Marin su scrittori fra Ottocento e Novecento, giuliani o dell'area culturale veneta. Il pezzo più cospicuo di questa sezione critico-memorialistica riguarda Giani Stuparich. Era forse inevitabile, data l'ammirazione e l'amicizia (non priva di crisi e di contrasti) fra i due. Si tratta di un saggio importante, che solo un esperto conoscitore sia dell'uomo sia della sua opera sia di tutto il contesto giuliano poteva scrivere.
Dialogo al confine. Scelta di lettere 1978-1985
Gino Brazzoduro, Biagio Marin
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2009
pagine: 326
"Ricostruire un ambiente storico per definire profili, valutare opere e capire le scelte dei protagonisti è impegno che dà esiti sempre manchevoli; parlare del passato soggiace immancabilmente alle categorie di valore di chi si impegna a farlo. Tuttavia i documenti parlano, e la soggettività di chi oggi voglia vedere più a fondo nella concretezza dei documenti non può che favorire un arricchimento di interesse e l'apertura di nuovi itinerari di ricerca, specie se i documenti sono "nuovi". Con questo spirito pubblichiamo il carteggio che ha impegnato in fitto dialogo Gino Brazzoduro, poeta e ingegnere chimico di origine fiumana, ed il poeta Biagio Marin, carteggio che nella sua totalità è presente nell'archivio privato della signora Anna Brazzoduro, ed in parte anche nel Fondo Marin della Biblioteca Civica di Grado, dove occupa una posizione di notevole interesse, avendo accanto altri carteggi e documenti di autori ed intellettuali fiumani con cui Marin ha avuto contemporanea corrispondenza, così da arrivare ad uno scambio epistolare a tre." (Dalla Presentazione di Edda Serra).