Libri di Francisco G. de Quevedo y Villegas
L'imbroglione
Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1998
pagine: 384
Vita del pitocco
Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro: Libro in brossura
editore: Curcio
anno edizione: 2024
pagine: 176
Il romanzo segue la vita di un giovane di nome Pablo, un personaggio astuto e scaltro, attraverso le varie tappe della sua esistenza. Pablo cresce in un ambiente difficile, affrontando numerose avversità e ostacoli sociali. Il romanzo è strutturato come una biografa narrata dallo stesso protagonista, che descrive le sue esperienze dalla nascita fino alla maturità. Pablo desidera migliorare la sua condizione sociale e cerca di raggiungere il successo, ma il suo percorso è costellato da truffe, avventure disoneste e incontri con personaggi eccentrici e moralmente discutibili. La storia è arricchita da una serie di episodi umoristici e satirici, che mettono in luce le debolezze e gli eccessi della società del XVII secolo. Età di lettura: da 12 anni.
Roma prisca-Antiquités de Rome
Janus Vitalis, Joachim Du Bellay, Edmund Spenser, Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro
editore: IkonaLiber
anno edizione: 2024
pagine: 16
Clio. Musa I
Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro
editore: Liguori
anno edizione: 2005
pagine: 248
Poema heroico de las necedades y locuras e Orlando el enamorado
Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro: Libro rilegato
editore: Nuova Trauben
anno edizione: 2016
pagine: 226
Edizione critica annotata del poema epico-burlesco del barocco spagnolo, preceduta da esauriente introduzione e da una prefazione di Giancarlo Depretis sulla attualit di questa opera di Quevedo.
Sonetti amorosi e morali. Testo spagnolo a fronte
Francisco G. de Quevedo y Villegas
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2001
pagine: 105
Secondo una sua stessa testimonianza, Neruda lesse le poesie di Quevedo nel 1935, e da quel momento non poté più staccarsene; e Jorge Luis Borges, a sua volta, considerava uno degli 'enigmi' della storia il fatto che il nome di Quevedo non comparisse nella lista dei nomi universali, accanto a Omero, Sofocle, Lucrezio, Dante, Shakespeare, Cervantes, Swift, Melville, Kafka. Così due scrittori dell'America di lingua spagnola, pur tanto distanti fra loro, rivendicavano il magistero e la grandezza di uno dei massimi scrittori di Spagna del siglo de oro, autore di una vasta produzione che abbraccia poesia, filosofia, romanzo, politica, teatro, "il più nobile stilista spagnolo, insieme con Cervantes", come osserva Vittorio Bodini nella nota critica che accompagna questa sua scelta e traduzione di liriche di Quevedo. Grande stilista, certo; ma anche grande spadaccino e uomo 'estremo' in tutte le sue manifestazioni, anche violente, che gli costarono, a torto o a ragione, l'ostilità di vari potenti e lunghi anni di prigionia. E se l'antologia delle sue liriche ci dà un'eloquente testimonianza della sua grandezza di poeta, il "Viaggio al cuore di Quevedo" di Pablo Neruda ci conduce alla ricerca delle origini di quella grandezza, alla sua profondità di uomo e di scrittore contro, quasi ripercorrendo a ritroso la tenace anima 'di lotta' della poesia spagnola, incarnata nelle voci tragicamente spezzate di tre dei suoi maggiori protagonisti, Federico Garcia Lorca, António Machado e Miguel Hernàndez.

