Libri di Giuseppe Turturiello
Il mondo come volizione o l’apparente senso del mondo
Giuseppe Turturiello
Libro: Libro in brossura
editore: Eretica
anno edizione: 2021
pagine: 226
In filosofia si è sempre questionato sul problema della libera scelta, del libero arbitrio o del libero agire; secondo una teoria fatalistica non si potrebbe compiere nulla di voluto nell'uomo, secondo il mero meccanicismo saremmo proprio noi a volere oppure a non volere le cose in questo mondo: si può violare la validità di ogni teoria fatalistica con l'impossibilità che ha ogni santo uomo di compiere volutamente il male per sé stesso (ad esempio con un delinquente che finisce in carcere per una sua malefatta per via di un reato che sa essere un reato), perché sarebbe Dio o un architetto l'artefice della sua rovina, mentre si può violare ogni teoria meccanicistica con l'impossibilità che ha un uomo di scegliere qualcosa volutamente, perché si andrebbe a porre nell'atto pratico della scelta il bene quanto il male (ad esempio con un uomo che decide di scegliere una sua passione – come un artista – rimettendoci a sue spese la propria felicità personale quando nasce con una determinata disposizione introversa), pertanto sarebbe da sciocchi credere che non ci sia un'innata predisposizione nell'essere per qualcosa.
L'anti-Fedro, Nubicuculia e Ade o la rivolta dei sapienti
Giuseppe Turturiello
Libro: Libro in brossura
editore: Eretica
anno edizione: 2021
pagine: 112
"Il percorso che seguimmo per raggiungere il Foro, che era situato esattamente sull’acropoli della città, tagliava di netto il centro cittadino. Per tale ragione, il mio lettore credo possa immaginare da sé quanti e quali uomini di valore incontrai per quella via; gliene citerò soltanto un paio, solo per rendere il seguito di questa narrazione un po’ più interessante. Il primo uomo di valore che ebbi la fortuna di incontrare nella capitale delle Isole dei Beati, era a me già noto dall’aspetto, potei facilmente riconoscerlo dalla fisiognomica che ho visto nel suo miglior ritratto: era Francesco Petrarca, aveva poco meno di quarant’anni, e non era da solo, accanto a lui c’era una donna: s’era sposato con Laura di Valchiusa." - Turturiello, con questi tre racconti, prova a mediare tra la filosofia e la narrativa per avvicinarsi ad un pubblico molto più vasto di lettori.
Esortazione alla filosofia. Potentine, abbiccì dell'artista
Giuseppe Turturiello
Libro
editore: Eretica
anno edizione: 2020
"Essere un artista significa quindi compenetrare le idee platoniche del mondo, compenetrare quell’abisso insondabile in cui vive l’uomo, rappresentando quell’insondabile attraverso un’opera artistica. Alla fin fine, un artista è l’uomo che viene a capo della vanità del mondo. Si pensi al Leopardi, da vero e nobile artista quale fu, che, nelle sue liriche, seppe spiegare nei più incantevoli versi questa congiuntura. Si pensi invece a tutti quegli pseudoartisti che provano con la ragione a convincerci del contrario, dipingendoci delle bellezze illusorie, come l’amore, che dovrebbero farci vedere il mondo come un luogo in cui esiste un qualche scopo, non finalistico ma almeno eudemonologico. La verità è che è l’arte il solo mezzo per dirozzare l’anima degli esseri umani: quando infatti studiamo le opere degli artisti, che così si possono chiamare, veniamo a conoscenza delle verità assolute dell’esistenza, e, se pur così distanti tra loro, gli artisti tanto dell’antica Grecia, dell’antica Roma o semplicemente della storia dell’Occidente, ci spiegano sempre la stessa verità rivista attraverso costumi e tempi dissimili tra di loro..."
Amore malato
Giuseppe Turturiello
Libro: Libro in brossura
editore: Eretica
anno edizione: 2019
pagine: 60
Questa raccolta di poesie vuole insegnare ad amare con il dovuto distacco l'oggetto del proprio amore. L'amore è senza alcun dubbio la passione più forte che può investire l'animo umano, pertanto gli inganni, le sofferenze, le delusioni che esso può comportare sono tali che la ragione umana può uscirne stravolta in seguito ad una sua rinuncia. L'autore, in questo quaderno di poesie, analizza se stesso per far comprendere quanto sia infelice la condizione umana quando questa è piegata da un triste destino. Queste poesie vogliono dir soltanto ciò.
Apologia di Giordano Bruno
Giuseppe Turturiello
Libro: Libro in brossura
editore: Eracle
anno edizione: 2016
pagine: 48
"Quest'opera è stata da me pensata per rendere il giusto onore, la giusta fama e la meritata gloria al filosofo Giordano Bruno, che non ha avuto, purtroppo, né da vivo né da morto. Giordano Bruno è stato il primo filosofo dell'umanità, dopo l'avvento del cristianesimo in Europa, a smuovere la conoscenza umana dallo stato di torpore intellettuale, in cui l'immagine di Dio presiedeva e regolava l'esistenza della natura a suo talento. Bruno fu il primo filosofo che ebbe l'ardire di svelare la verità per come era davvero, dimostrando non solo che il Dio ammesso nella teologia cristiana era un'invenzione intellettuale, ma soprattutto che tutti i fenomeni a noi noti in natura, dimostravano l'impossibilità dell'esistenza di questo Dio. Il nostro più grande filosofo fu capace di anticipare, seppur senza alcuna eccezionale metafisica, ciò che il grande Kant seppe fare in filosofia soltanto due secoli dopo il rogo del Nolano."
Discorso sull'impossibilità dell’esistenza di Dio
Giuseppe Turturiello
Libro: Libro in brossura
editore: Eretica
anno edizione: 2018
pagine: 110
"Al contrario di Platone, Diogene il Cinico, Protagora e Democrito di Abdera, Epicuro, Teodoro di Cirene, e poi il romano Lucrezio sconsigliavano apertamente di smetterla di invocare delle pietre rivolgendosi attraverso di esse al cielo, con la speranza che la giustizia stesse in quei simulacri: poiché la prova più certa dell’inesistenza degli dèi - tralasciando la metafisica - sta tutta nella malvagità della natura. Diogene era solito dire infatti: 'la prova dell’assenza degli dèi sta tutta nei beni che toccano agli uomini malvagi e sciocchi, e nelle sofferenze che toccano invece agli uomini giusti e sapienti'; anche se Diogene si riferiva al culto formale delle pietre e non a una provvidenza, gli altri tuttavia neanche a una provvidenza: costoro erano davvero atei [...]. Questo saggio filosofico ha come scopo precipuo quello di distruggere la teologia dei monoteismi, e di far venire così alla luce la verità filosofica della divinità. Mi sono servito, attraverso l’analisi metafisica, di tutte le armi che ha in possesso questa scienza per rischiarare dalle tenebre il concetto stesso della provvidenza." (L'autore)

