Libri di Marco Consolini
L'art de l'acteur dans la presse écrite et illustrée-L'arte dell'attore nella stampa e nei periodici illustrati (1750-1980)
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 268
Lungi dall'essere scoraggiata dalle difficoltà della comprensione teorica e dal complesso funzionamento dell'arte dell'attore, la critica drammatica non si è mai arresa al riguardo. Non solo è stata a lungo un interlocutore importante per gli artisti, ma ha anche svolto un ruolo decisivo nell'emergere della loro arte come pratica autonoma. Ha innescato molti dei dibattiti che hanno contribuito a definirla, plasmando prospettive e stabilendo i principi in base ai quali gli artisti sarebbero stati valutati. Che tipo di dialogo si è sviluppato tra critici e attori e come si è evoluto nel corso dei secoli? Quale ruolo, duraturo o fugace, ha svolto la critica nello sviluppo del pensiero interpretativo? Quale quadro concettuale e quali categorie analitiche ha stabilito per studiare il mestiere dell'attore? Quale spazio ha offerto la stampa alle voci degli artisti? Quali nuove voci di attori e attrici ha contribuito ad amplificare? In che modo ha permesso l'emergere del loro discorso? Sono queste le domande cui questo libro cerca di rispondere. A tal fine, riunisce studi di ricercatori francesi e italiani, concentrandosi su diversi paesi europei.
Il teatro delle riviste-Le théâtre des revues 1870-2000
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2024
pagine: 544
Questo volume è il punto di arrivo di un lungo lavoro collettivo e di una sinergia internazionale. Raccoglie in particolare i frutti di un decennio di riflessione e ricerca del Groupe de Recherche Interuniversitaire sur les Revues de Théâtre (GRIRT), costituito a Parigi nel 2011 e diretto da Marco Consolini, Sophie Lucet e Romain Piana. Nel 2013, in occasione del Convegno della Consulta Universitaria di Teatro (CUT) di Bologna dedicato alle riviste, l’incontro con Maria Ida Biggi e Marianna Zannoni ha segnato l’inizio di una stretta collaborazione con l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, che ha portato all’organizzazione del convegno di Venezia, «Il Teatro delle riviste (1870-2000). I periodici come oggetti e strumenti della storiografia teatrale, dall’8 al 10 giugno 2022», e infine alla realizzazione di questa pubblicazione che porta lo stesso titolo. 38 saggi di studiosi italiani e francesi, a coprire il lungo periodo di proliferazione delle riviste e dei periodici di teatro, da fine ’800 a fine ’900. Un contributo inedito per mole e qualità alla storia degli studi e della critica teatrale.
Avènement de la mise en scène/Crise du drame. Continuités-discontinuités
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2010
pagine: 280
Questo volume ("Avvento della regia / Crisi del dramma. Continuità discontinuità") raccoglie gli interventi di un convegno franco-italiano che ha avuto luogo a Parigi, al Théâtre National de la Colline, nel dicembre del 2008, organizzato da un gruppo di ricerca dell'Università Sorbonne Nouvelle Paris 3 in collaborazione con l'Università di Torino. A tema, il rapporto tra la crisi della forma drammatica e la comparsa concomitante della regia alla fine del XIX secolo, ampliando lo sguardo e l'analisi ben al di là di questo snodo cronologico. Da Lessing a Zola, da Hugo a Mallarmé, da Antoine a Stanislavski, i saggi offerti in questo volume costituiscono una vera e propria fucina di ricerche che focalizzano l'attenzione tanto sugli elementi di continuità, quanto su quelli di discontinuità tra la modernità teatrale del XX secolo e le epoche che l'hanno preceduta. I saggi sono scritti in francese e in italiano.
Théâtre populaire 1953-1964. Storia di una rivista militante
Marco Consolini
Libro
editore: Bulzoni
anno edizione: 2002
pagine: 418
Sul teatro
Roland Barthes
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2017
pagine: 290
La ricca e intensa attività critica che Roland Barthes ha dedicato al teatro è rimasta pressoché sconosciuta, soprattutto al di fuori della Francia. Gli scritti proposti in queste pagine risalgono agli anni Cinquanta, durante i quali quello che era stato un amore giovanile diviene l'oggetto di un'analisi intransigente. Il corpus “Sul teatro” possiede veramente le caratteristiche di un'opera: ci rivela un Barthes "inedito", più aggressivo e manicheo del solito, e ne conferma al tempo stesso le note peculiarità di intellettuale incapace di allinearsi a un credo ideologico; costituisce un preciso quadro di un'epoca, pur dispensando riflessioni di grande utilità per la lettura dell'intero fenomeno teatrale novecentesco. Il teatro non fu solo l'ambito in cui Barthes esercitò la sua prima, massiccia attività critica, e che gli fornì la prima notorietà, ma anche lo spazio della sua unica, vera militanza. Dal 1953, anno in cui si unì al gruppo della nascente rivista Théâtre Populaire, al 1961, quando abbandonò il teatro in modo definitivo, il tono dei suoi articoli rimane fermo e determinato. I bersagli sono le strutture, le istituzioni, la critica e il pubblico borghese. L'obiettivo, chiarissimo, è la definizione concreta di un teatro essenzialmente popolare, al tempo stesso divertente e difficile, d'intrattenimento e di pensiero, fruibile e stimolante. Netto e ben disegnato il cammino che condusse Barthes dall'entusiasmo per il Théâtre National Populaire di Jean Vilar - dove nei grandi spazi e nel rigore della messinscena trovò un riflesso del suo antico amore per la tragedia greca e per i maestri d'anteguerra Dullin e Pitoëff - alla vetta della folgorazione, la "scoperta" del Berliner Ensemble di Bertolt Brecht - un teatro politico straordinariamente efficace perché radicalmente rivoluzionario nelle forme sceniche -, che lo portò in rotta di collisione con tutto il "teatro imperfetto", e infine al disincanto nei confronti di tutta l'arte drammatica. Lungo questa pista le tracce sono perfettamente riconoscibili: grazie agli oggetti.

