Libri di Mario Domenichelli
Una storia tra due città
Charles Dickens
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2018
pagine: 426
Romanzo di enorme e duraturo successo, Una storia tra due città (1859) è ambientato tra Parigi e Londra nei burrascosi anni che precedettero e seguirono la Rivoluzione francese. Tra le vicende umane che si intrecciano in queste pagine spiccano quelle di Lucie Manette, dolce e coraggiosa, figlia di un uomo ingiustamente detenuto nella Bastiglia e da lei inizialmente creduto morto; di Charles Darnay, aristocratico francese espatriato in Inghilterra, accusato durante il Terrore; e infine dell'avvocato Sydney Carton, dall'ambiguo passato, cui viene offerto un inconsueto destino. Avvincente e ricco di colpi di scena, Una storia tra due città rimane nella memoria del lettore come una indimenticabile raffigurazione delle forze che muovono la Storia dell'uomo.
Unione Sportiva Castiglionese, cento anni viola
Mario Domenichelli, Carlo Fontanelli
Libro: Libro rilegato
editore: Geo Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 436
Saggi sulla poesia del secondo Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2018
pagine: 344
Il secondo Novecento, per quanto riguarda la poesia, presenta diverse linee temporali. Mentre i poeti della generazione ermetica restano attivi, una volontà di cambiamento si esprime in numerose correnti e protagonisti, mano a mano che ci si avvicina alla fine del secolo; il panorama si presenta sempre più frammentario, caotico, e si evidenziano due reazioni, l’euforia e la disforia; la disforia con il linguaggio sperimentalista dell’anti-sublime, e l’euforia, quale linguaggio della poesia che sempre rinasce dalle proprie ceneri. Fra i ventidue interventi si ricordano quelli di su «Officina», su I Novissimi, sul Gruppo 63; sulla poesia di Amelia Rosselli, su Sereni e su Zanzotto; poi, ancora, Volponi, Montale, Nanni Balestrini, Corrado Costa e Valerio Magrelli. Il fascicolo è completato e chiuso da due consuntivi, su Le Antologie 1953-2013 e sul Gruppo 63 e la Neoavanguardia italiana.
Moderna. Semestrale di teoria e critica della letteratura. Volume Vol. 1-2
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Serra Editore
anno edizione: 2017
pagine: 292
L’opera di Lukács è ancora oggi al centro di conflitti interpretativi e tentativi riduzionistici. Benché su essa si ragioni da diverse prospettive, a prevalere è ancora un rifiuto della sua sostanza marxista, che si accompagna a tentativi di selezione e-o epurazione delle idee marxiste dall’intero corpus, comprese le porzioni riconducibili all’estetica letteraria. Questo numero monografico di «Moderna» presenta invece una riflessione a tutto campo sulla ricezione dell’opera di Lukács nel nuovo millennio, nel tentativo di fare i conti con il suo lascito marxista senza cedere all’ostracismo monolitico e pregiudiziale dominante fino a oggi. I saggi offrono un contributo significativo alla questione dell’eredità e dell’attualità del pensiero lukácsiano e sono utili per un rilancio del dibattito su Lukács, promuovendo l’emergere di una ricezione meno condizionata da stereotipi e pregiudizi ideologici.
Cavaliere e gentiluomo. Saggio sulla cultura aristocratica in Europa (1513-1915)
Mario Domenichelli
Libro
editore: Bulzoni
anno edizione: 2016
pagine: 672
Lugemalé
Mario Domenichelli
Libro: Copertina morbida
editore: Polistampa
anno edizione: 2007
pagine: 272
"Lugemalé" (Non c'è luce) è ambientato a Mogadiscio nel 1989, l'anno del crollo del muro di Berlino, l'anno prima che la Somalia, dopo la caduta di Siad Barre, si avvitasse nel caos del tribalismo e del dominio dei signori della guerra. Vi si racconta la storia di un personaggio bizzarro, Tomas, professore della Cooperazione italiana all'Università di Mogadiscio. La voce narrante è di Valerio, l'amico a cui Tomas, prima di morire in Somalia, fa pervenire il suo romanzo.
Il limite dell'ombra. Le figure della soglia nel teatro inglese fra Cinque e Seicento
Mario Domenichelli
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 1994
pagine: 256
"Fair is foul and foul is fair" (Bello è brutto e brutto è bello) è la misteriosa formula pronunciata dalle streghe all'esordio di Macbeth come un vero e proprio motto. Quella formula inscrive tutto il percorso del teatro inglese tra '500 e '600 nella sua estetica del grottesco, dell'irregolare, del "brutto", per l'appunto, e ne fornisce quindi una chiave teorica. Quel motto inscrive anche il percorso di questo libro che intreccia così figure comune e sentieri fra i vari generi: tragico, comico, tragi-comico, satirico. Quel motto articola un progetto, dunque, e corrisponde al complesso di topoi che il libro viene analizzando: la specularità, la magia, il potere, la morte, l'ombra, la soglia infine.
Il mito di Issione. Lowry, Joyce e l'ironia modernista
Mario Domenichelli
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1987
pagine: 184
Lo scriba e l'oblio. Letteratura e storia: teoria e critica delle rappresentazioni nell'epoca borghese
Mario Domenichelli
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 338
«Lo scriba e l'oblio interroga il destino della letteratura, il suo incessante dialogo con le forme della realtà e con la loro evanescenza, con il tempo che essa si lascia alle spalle e con quello verso cui essa si affaccia senza poterlo afferrare; e interrogando il destino della letteratura pone domande essenziali sui modi in cui essa si fa carico della memoria, sulle varie strategie che mette in atto per dare corpo a forme di esistenza che si dissolvono, sulla sua sfida all'inevitabile oblio, e sul legame necessario che comunque essa istituisce con l'oblio. Seguendo in una solida prospettiva ermeneutica i più vari sviluppi della riflessione contemporanea, attraverso memoria e oblio Domenichelli chiama in causa altri cruciali nodi teorici, come la critica della rappresentazione e della narratività, l'interpretazione figurale, il rapporto tra costruzione dell'oggetto e costruzione del soggetto, il senso della fine, il conflitto tra modelli culturali, i caratteri del romanzo storico, le attuali prospettive della forma romanzesca. In un serrato dialogo con tanti testi capitali (Nietzsche e Benjamin, Dickens e Manzoni, Collodi e Conrad, Eliot e Virginia Woolf, Lukács e Foucault, Auerbach e Geertz, Gramsci e Said), Lo scriba e l'oblio è un libro "totale" sulla letteratura, sulla sua condizione attuale, su possibilità e compiti che le toccano ancora oggi.» (Giulio Ferroni).

