Libri di Mario Manlio Rossi
Guida dell'Europa minore
Mario Manlio Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 434
Mario Manlio Rossi è stato una delle figure maggiori del Novecento italiano. Anglista, storico, filosofo, scrittore, nacque a Reggio Emilia nel 1895 e morì a Pontecagnano nel 1971. Combatté nella Prima guerra mondiale, fu sempre un eretico nel pensiero, e nella vita. Visse a lungo in Scozia, dove rifondò la disciplina dell’Italianistica all’Università di Edimburgo. Questo libro, pubblicato originariamente nel 1974 in edizione a diffusione limitata, raccoglie i suoi scritti di viaggio. Instancabile indagatore dell’Europa post-bellica, nei primi anni Cinquanta, Rossi offre qui ai lettori non solo una serie di godibilissimi itinerari “eccentrici” nell’Europa dell’Est, dell’Ovest e in Gran Bretagna e Irlanda – tuttora validissimi – ma anche una prova del suo squisito talento letterario. Questo libro prosegue la riscoperta di Rossi avviata negli ultimi quattro anni da Laura Orsi e Paolo L. Bernardini, che ha portato alla pubblicazione dell’inedita autobiografia, "Memorie di un estraneo", e alla traduzione di "Una difesa dell’uomo", libro pubblicato originariamente nel 1956, che raccoglie i suoi principali scritti teorico-filosofici.
Una difesa dell'uomo
Mario Manlio Rossi
Libro: Copertina morbida
editore: Ronzani Editore
anno edizione: 2022
pagine: 262
Pubblicato originariamente in inglese nel 1956, questo libro offre una sintesi del pensiero di Mario Manlio Rossi (1895-1971). Esule nel 1946 in Scozia, Rossi si distingue per la sua fiera avversione nei confronti delle correnti di pensiero dominanti in Italia nel Novecento. Dallo storicismo all'esistenzialismo, passando attraverso il marxismo e altre ideologie totalitarie, l'uomo - inteso come individuo - sembra minacciato da forze a lui superiori, che gli sottraggono il libero arbitrio. Forze esterne, il movimento coatto della storia secondo lo storicismo, o interne, le pulsioni e i moti interiori apparentemente incontrollabili. Rossi lancia un appello, un "plea" per l'uomo, perché la filosofia ne riconosca finalmente l'infinito valore e l'unicità. Questo libro dunque demolisce mitologie novecentesche attraverso una miscela mirabile di intuizione ed erudizione, di conoscenza ed eloquenza. Introduzione di Paolo L. Bernardini.
Memorie d'un estraneo. Autobiografia
Mario Manlio Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Città del silenzio
anno edizione: 2021
pagine: 236
Mario Manlio Rossi (1895-1971) è un autore dimenticato tra i letterati del secolo scorso. Ha fatto conoscere in Italia, con prospettive originalissime, l'empirismo inglese, la poesia irlandese e la storia del Regno Unito. Amico di Giovanni Gentile e suo ultimo confidente prima dell'assassinio del 1944, titolare della cattedra di Italianistica a Edimburgo e autore di svariati volumi (nonché di un vasto corpus di inediti), Rossi seppe ritagliarsi una posizione unica di pensatore tra le strettoie dell'idealismo, dello storicismo e dell'esistenzialismo: spirali soffocanti, insieme col marxismo, per la cultura italiana del Novecento. A cinquant'anni dalla morte, questa autobiografia getta una luce definitiva sulla sua tormentata personalità.
Scritti di estetica e di filosofia dell'arte
Mario Manlio Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2020
pagine: 312
Le idee estetiche di Mario Rossi maturano all'interno di un quadro filosofico generale segnato dal materialismo storico marxiano. Esse ruotano intorno alla concezione dell'arte come uno dei modi più efficaci con cui gli uomini affermano il loro dover-essere esistenziale ed etico e si condensano nella prospettiva del "realismo operativo", la cui novità risiede nell'aggettivo che lo qualifica e che lo colloca in una prospettiva radicalmente distante da ogni forma di mimetismo e dal vecchio realismo del rispecchiamento. Al carattere operativo di tale realismo sono riconducibili tutti gli scritti contenuti nel presente volume: dalle pagine sul carattere "sovrastrutturale" della produzione artistica a quelle sulla categoria di systasis nella Poetica di Aristotele, da quelle sul concetto di "finalità trascendentale" nella terza Critica kantiana a quelle sulla componente realistico-operativa nell'estetica di Hegel e nelle poetiche di Vladimir Majakovskij e di Bertolt Brecht.
Gli orti di Epicuro. Testo inglese a fronte
William Temple
Libro: Libro in brossura
editore: Book Time
anno edizione: 2018
pagine: 111
Nel 1685, Sir William si avviava ai sessant'anni e aveva lasciato da quattro la politica attiva ritirandosi in campagna. Il diplomatico, nell'agio della sua residenza si diletta di letteratura. "Gli orti di Epicuro" si apre con questa considerazione: «La stessa facoltà della ragione, che dà all'uomo una notevole superiorità privilegiata su tutti gli altri esseri della creazione, produce però le deficienze più gravi della natura umana, rendendo questa soggetta a turbamenti, a miserie o almeno a inquietudini maggiori di quelle subite da altre creature». Temple si volge alle opere dei filosofi e dei poeti antichi. Gli insegnano come la felicità sia lo scopo dell'uomo e lo invitano a riflettere in che consista la felicità: se nella virtù (gli Stoici) o nel piacere (gli Epicurei). La politica pare a Temple «più contraria d'ogni altra cosa alla tranquillità di mente che gli antichi ritenevano e insegnavano essere la sola vera felicità dell'uomo». Dunque, il saggio Temple, felice nell'orto, anticipa l'affermazione da Voltaire consegnata a Candide: «bisogna coltivare il nostro giardino».