Libri di P. Crupi
Le memorabili e magnanime imprese di Francesco Sforza
Giovanni Simonetta
Libro: Copertina rigida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 278
Le "ottime lettere", alle quali fa riferimento Paolo Giovio, sono i "Commentarli rerum gestarum Francisci Sfortiee", iniziati da Giovanni Simonetta nel U70 e completati nel 1479. L'opera comprende il periodo, che va dal 1420 al 1466, l'anno della morte di Francesco Sforza, esaltato con intelligente misura. Livio è il modello di Giovanni Simonetta sicché la storia di Milano e la vita di Francesco Sforza, dall'ottavo al ventunesimo capitolo dei "Commentarti", vengono raccontati annalisticamente, anno dopo anno. Giovanni Simonetta è tutto nell'epoca nuova. Considera la storia come determinata dagli uomini. Vittorie e sconfitte sono spiegate con la virtù degli uomini. Il trascendente non è scacciato del tutto, ma la sua presenza negli avvenimenti è ridotta a pallida ombra.
Berardi o il re dei boschi
Nicola Romano
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 120
Iniziò il suo apostolato letterario a difesa della Calabria con una novella in ottave, "Berardi o il Re dei boschi". Ma non era nelle sue intenzioni fare opera d'arte. La Calabria era entrata nella storia d'Italia con il profilo del criminale collettivo ed egli intendeva compiere opera di verità storica, mostrando che questa "non è tana di belve come tutti si pensa; che il Calabrese non nasce orsacchino, o tigrotto che sgraffia primamente la mano della levatrice". Ci riuscì pienamente con questa sua novella in versi, "Berardi o il Re dei boschi", esempio mirabile di didascalismo storico, indirizzato "a divulgare in modo gradevole e propedeutico la notizia di certi avvenimenti storici, e principalmente a istruire intorno al costume e al modo di sentire di una particolare età o momento storico" (Benedetto Croce).
Il bizzarro ossia i masnadieri e i francesi in Italia
Carlo Massinissa Presterà
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 60
Il nome di Carlo Massinissa Presterà non sarebbe passato alla storia della letteratura non solo calabrese se non avesse scritto il poemetto "Il Bizzarro ossia i masnadieri e i francesi in Italia" (Napoli 1861). Vi racconta la storia del brigante Francesco Moscato, detto Bizzarro: dalla giovinezza alla morte. Non ce che il sangue e la gioia del sangue, non c'è che la vendetta e il piacere della vendetta, non c'è che la crudeltà e il godimento della crudeltà nel suo orizzonte: da niente addolciti. Una figura indubbiamente diabolica che mancava alla letteratura italiana, ed è vuoto che il Presterà risarcisce, stabilendo in tal modo una congiunzione tra Romanticismo italiano e Romanticismo europeo di cui il satanismo era capitolo tipico e fondamentale.
Rime pedantesche
Bartolomeo Nappini
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Rubbettino
anno edizione: 2005
pagine: 556
Rimatori del XV secolo. Roda, Coletta, Maurello
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 136
Libro della mascalcia
Giordano Ruffo
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 154
Canzoniere
Galeazzo Di Tarsia
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 122
La talia-Il vesbo furioso
Cesare Monitio
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 92
Aretusa-Polifemo
Bernardino Martirano
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 122
Della origine del male
Francesco A. Piro
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2005
pagine: 142
Il romanzo della rivoluzione. Volume Vol. 2
Nicola Misasi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: XXVI-395
Il "Romanzo della Rivoluzione" è narrazione del sogno patriottico di rovesciare il trono borbonico e unificare l'Italia: patria e libertà. Vi si affianca un'altra coppia: patria e amore. Vince l'ideale patriottico dell'unità, vince l'amore con l'unione di Daniele e Regina, e di Diomede e Lucia. Rimane, come sempre, sconfitto il popolo meridionale e calabrese. Ciò che toglie al romanzo il lieto fine e il sapore del melodramma. È il Risorgimento incompiuto e il suo mancato appuntamento con il Sud che Nicola Misasi racconta. Prosegue in questo modo la battaglia, già ingaggiata fin dai "Racconti calabresi" del 1881, a difesa d'un popolo calunniato dagli storici della Rivoluzione del 1860, presi a modello dagli storici e politologi del nostro evo contemporaneo.

