Libri di P. M. De Marchi
L'alto medioevo. Artigiani e organizzazione manifatturiera. Atti della giornata di Studi. (Arsago Seprio, 15 novembre 2013)
Libro: Copertina morbida
editore: BraDypUS
anno edizione: 2014
pagine: 106
La giornata di studi organizzata il 15 novembre 2013 presso il Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura ha dato impulso alla pubblicazione di questo volume sulle tecniche manufatturiere nell'Alto Medioevo. I contributi qui raccolti analizzano il tema attraverso i casi della scultura, dello stucco, della ceramica, degli oggetti in osso e corno e dei tessuti, evidenziando come le questioni e i problemi della ricerca possano differenziarsi anche notevolmente a seconda della classe di reperti archeologici presa in considerazione. Contributi di Michelle Beghelli, Cristiano Brandolini, P. Marina De Marchi, Angela Guglielmetti, Michela Palazzo, Martino Rosso.
La basilicale di Santa Maria Maggiore di Lomello. L'architettura e il ciclo decorativo in stucco. Ricerche, restauro e valorizzazione
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2015
pagine: 283
"Questo volume raccoglie i risultati dell'importante lavoro svolto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia e le Soprintendenze di settore, sul complesso della Basilica di Santa Maria Maggiore di Lomello vicino Pavia e sul prezioso, pur se frammentario, ciclo decorativo in stucco altomedievale. La Direzione Regionale della Lombardia ha progettato, diretto e realizzato tra il 2005 e il 2014 l'attività di studio e restauro del corpus degli stucchi nonché il recupero e l'allestimento degli spazi della canonica annessa alla basilica per la loro conservazione e valorizzazione dopo il restauro. Tutta l'attività, compreso il rifacimento della copertura della basilica e i lavori architettonici per l'allestimento del museo, è stata realizzata con fondi del Ministero, che ha stanziato più di e 270.000. L'attività svolta rappresenta un esemplare percorso virtuoso che dal recupero dei lacerti in una situazione di semi abbandono che ne ostacolava la fruizione e li metteva a serio rischio di perdita, attraverso lo studio e gli interventi conservativi, è arrivato fino alla realizzazione di uno spazio espositivo all'interno del complesso e alla pubblicazione di tutti i dati scientifici acquisiti. Si è voluto compiere un intervento 'globale', non frammentato e parziale, ma tale da svolgere l'intero ciclo..." (Dalla presentazione di Caterina Bon Valsassina)

